
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi
Roma, Venerdi 23 Ottobre 2026
By Marco Fasulo
Signor Sindaco, Onorevoli Consiglieri, Rappresentanti Politici di ogni ordine e grado,
Oggi non siamo qui per fare la semplice cronaca di un fallimento: siamo qui per chiedervi conto di una diserzione politica e morale. La classe politica che guida questo territorio ha trasformato Gela in una terra di promesse tradite, dove la cattiva gestione non è più un incidente di percorso, ma un metodo consolidato.
Mentre chi detiene incarichi pubblici o le giuste posizioni garantisce la certezza economica alla propria casa, la cittadinanza attiva, lavoratrice e dignitosa è messa di fronte a un’unica e brutale alternativa: arrendersi o scappare. Un esodo forzato verso il resto d’Italia o all’estero, che priva la nostra terra del suo bene più prezioso: le sue braccia e i suoi cervelli.
1. Servilismo e opacità: il capitolo Eni e il futuro del territorio
Il rapporto tra la classe politica locale e il colosso energetico rappresenta da anni una delle ferite più profonde della città:
Subordinazione politica: Assistiamo a un servilismo costante e imbarazzante nei confronti di Eni. Invece di porsi come interlocutori fermi, autorevoli e a tutela prioritaria della collettività, i rappresentanti politici hanno spesso assunto il ruolo di comparse passive, incapaci di pretendere rispetto per la salute e per il territorio gelese.
Mancanza di trasparenza sull’uso del suolo: Non esiste alcuna chiarezza o dibattito pubblico trasparente sulle modalità con cui il territorio viene concesso e impiegato, né sulle reali compensazioni ambientali e socio-economiche dovute alla città.
Prospettive green e transizione energetica: Si parla continuamente di “riconversione verde” e investimenti green, ma ai cittadini non vengono fornite garanzie chiare né un piano industriale dettagliato con ricadute occupazionali certe, stabili e durature per i lavoratori gelesi. Il territorio non può essere un mero teatro di annunci e servitù industriali: servono impegni vincolanti e controllati sulle bonifiche e sul reale sviluppo dell’economia verde.
2. Il cimitero delle infrastrutture e l’abbandono del mare
Parliamo dei simboli della vostra totale incapacità di visione strategica ed economica:
Hub Container a Bulala: Doveva essere la svolta logistica del Mediterraneo, il punto di approdo del commercio internazionale. È rimasto un fantasma sulla carta, un capitolo di slogan elettorali mai trasformato in realtà per manifesta incapacità di attrazione degli investimenti e di pressione istituzionale.
Pontile Sbarcatoio e Lido La Conchiglia: Due simboli identitari, storici e turistici di Gela lasciati marcire nell’inerzia e nell’abbandono. La mancata ricostruzione di queste strutture dimostra un disprezzo colpevole per la nostra storia, per la bellezza e per il turismo marittimo.

Il Porto Rifugio e la “Marina Gelese” allo sfascio: Un’infrastruttura trasformata in un pozzo senza fondo per le casse pubbliche. Si continuano a spendere cifre ingenti in continui e inutili dragaggi-tampone, senza mai adottare una soluzione tecnica definitiva, risolutiva e a basso costo per garantire l’insabbiamento zero. Questa non è sfortuna: è miopia amministrativa che affonda la marineria e l’economia del mare.
Una città a due velocità: periferie dimenticate, centro agonizzante e “vessazione fiscale”
La gestione del territorio urbano è lo specchio fedele di questa amministrazione:
Periferie abbandonate: Quartieri come Macchitella, Scavone, Caposoprano, Marchitello, Cantina Sociale e Fondo Iozza vivono nell’abbandono. Strade dissestate, assenza totale di piste ciclabili e di connessioni sicure per la mobilità sostenibile, verde pubblico trascurato. Le periferie vengono ricordate soltanto durante le campagne elettorali per poi essere puntualmente isolate.
L’agonia del Centro Storico: Il cuore di Gela sta morendo sotto i vostri occhi. I negozi storici e le attività commerciali chiudono uno dopo l’altro nell’indifferenza di chi governa. Corso Vittorio Emanuele e le vie del centro si svuotano, lasciando serrande abbassate e desolazione.

ZTL e strisce blu “per fare cassa”: Invece di rivitalizzare il commercio, la risposta dell’amministrazione è stata punitiva. Avete installato ZTL punitive e piazzato parcheggi a pagamento ovunque. Non sono servizi per la mobilità dei cittadini, ma strumenti di prelievo per fare cassa e coprire i buchi di bilancio, finendo per dare il colpo di grazia ai commercianti e ai residenti.
La Sanità Gelese: un diritto fondamentale calpestato
Non osiamo nemmeno definire “servizio” la condizione pietosa in cui versa la sanità pubblica a Gela: ospedali e presidi territoriali depotenziati, carenza drammatica di personale medico, liste d’attesa infinite ed emergenze gestite ai limiti del collasso.
I gelesi pagano le tasse come tutti gli altri, ma quando si ammalano sono costretti ai “viaggi della speranza” verso altre province o alla sanità privata. Quale peso politico avete fatto valere nei tavoli regionali per difendere la salute dei vostri concittadini? Zero.
L’Aut-Aut della Città: Cambiare rotta o Dimissioni
Voi avete garantito la certezza dentro le vostre mura, lasciando fuori dalla porta una città che muore di disoccupazione, di tasse e di burocrazia. Chi ha voglia di lavorare non può essere costretto all’esilio per colpa di una classe politica costosa e improduttiva.
Le nostre richieste immediate e inderogabili:
Tavolo di Trasparenza Industriale ed Energetica: Un confronto pubblico e immediato con Eni per definire con precisione l’uso del suolo, lo stato reale delle bonifiche e il piano dettagliato delle assunzioni e degli investimenti green sul territorio gelese, ponendo fine a qualunque atteggiamento di subalternità.
Revisione della mobilità e del commercio: Sospensione delle ZTL punitive, piano di sostegno per le attività commerciali del Centro Storico e riprogettazione dei parcheggi; piano straordinario per la viabilità e le piste ciclabili in tutti i quartieri periferici (Macchitella, Scavone, Marchitello, Caposoprano, Cantina Sociale, Fondo Iozza).

Task-Force Tecnica sulle Opere Portuali: Stop ai dragaggi-tampone sul Porto Rifugio; presentazione pubblica di un progetto definitivo di messa in sicurezza dell’approdo e sblocco immediato dei dossier Bulala, Pontile Sbarcatoio e Lido La Conchiglia.
Vertice d’Urgenza sulla Sanità: Istanza formale immediata alla Regione per il potenziamento dei reparti e delle strutture ospedaliere della città.
Resoconto di Responsabilità: Se non siete in grado di coordinare queste priorità con la Regione, con lo Stato e con gli enti preposti, avete il dovere morale e politico di dimettervi in massa.
Gela appartiene ai gelesi: a chi resiste e a chi è stato costretto ad andarsene. O dimostrate nei fatti di saper governare per il bene comune, o liberate le poltrone per permettere a questa città di rinascere
Dott. Marco Fasulo

LÀ CONVERGENZA DELLA CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026

Gela e la dignità ferita: oltre la cronaca, la responsabilità del cambiamento
Commento a cura di Vittorio Adelfi – Presidente Nazionale della Confederazione Democrazie Cristiane 2026
L’articolo denuncia di Marco Fasulo pubblicato oggi sulle pagine dí WeekNews Magazine non è un semplice atto di accusa, ma un doloroso e lucido grido d’allarme che parte dal cuore pulsante di Gela. Per questo motivo là CDC 2926 ha deciso dí affiancare là Scot tant’è protesta è battaglia, al fine di trovare il giusto equilibri Tra vivibilita e attività lavorative dí sviluppi a Gela,
Le questioni sollevate – dalla gestione del rapporto con i colossi energetici alle opere infrastrutturali rimaste incompiute, dall’emergenza sanitaria all’abbandono delle periferie e del centro storico – descrivono una realtà che non può più essere liquidata come una somma di fatalità o sfortuna. Come evidenzia l’autore, si tratta del risultato di scelte (e non scelte) politiche e amministrative che per troppo tempo hanno chiesto sacrifici alla cittadinanza senza restituire visione, sviluppo e tutele.
Gela non è soltanto una periferia industriale o una servitù del territorio: è una comunità ricca di storia, di risorse umane e di giovani che meritano di poter costruire il proprio futuro senza essere costretti all’esilio.
PROPOSTA AGGIUNTIVA DELLA CDC 2026 (SU BASI COSTITUZIONALI E LEGISLATIVE, A SUPPORTO DELLA BATTAGLIA AVVIATA DALL’APS INTERPORTO GELA )
Integrazione alle proposte rivendicate e fondamento giuridico: In aggiunta alle legittime e inderogabili richieste formulate da Marco Fasulo e dalle realtà associative territoriali (tra cui Gela/Interporto Gela APS), proponiamo l’istituzione immediata e cogente di un “Osservatorio Permanente per la Trasparenza, la Tutela della Salute e lo Sviluppo Sostenibile del Territorio”.
1. Tutela dell’Ambiente, della Salute e della Dignità Umana (Art. 9, 32 e 41 Cost.): La Costituzione Italiana sancisce il diritto primario alla salute (Art. 32), la tutela dell’ambiente e del paesaggio nell’interesse delle future generazioni (Art. 9).
L’iniziativa economica privata, come quella dei colossi industriali, “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (Art. 41). L’attività industriale a Gela deve essere subordinata a controlli trasparenti e continui sul rispetto di tali parametri costituzionali.
2. Diritto al Lavoro e Sviluppo Economico Locale (Art. 1, 4 e 35 Cost.): L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro (Art. 1) e la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni (Art. 35).
Le riconversioni “Green” non possono tradursi in licenziamenti o desertificazione occupazionale: la legge impone clausole sociali e garanzie di rioccupazione prioritaria per i lavoratori locali nelle bonifiche e nelle nuove filiere energetiche.
3. Attuazione del Principio di Sussidiarietà e Partecipazione (Art. 118 Cost. e L. 241/90): La cittadinanza attiva e le associazioni locali hanno il diritto di partecipare ai processi decisionali riguardanti il governo del territorio, la gestione delle opere portuali (Porto Rifugio, Bulala) e la riqualificazione urbana.
L’amministrazione locale ha il dovere di garantire accesso agli atti, trasparenza amministrativa e concertazione pubblica.
Vittorio Adelfi -Presidente Nazionale CDC 2026

WeekNews Magazine — Edizione Speciale Gela




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