
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
Napoli, Giovedì 01/10/2026
Di Massimo Capasso
GIUGLIANO – LITORALE DOMITIO: COLPO AL NUOVO CLAN DELLE CENERI DEI MALLARDO
Udienza clou al Palazzo di Giustizia di Napoli davanti al GIP Capasso – A giudizio presunto sistema pizzo e usura
NAPOLI – Ieri, al Palazzo di Giustizia di Napoli, udienza di particolare rilevanza davanti al GIP Capasso per quello che gli inquirenti definiscono il nuovo sodalizio emergente nato sulle ceneri dello storico Clan Mallardo, con epicentro a Giugliano in Campania e ramificazioni per effetto domino sul litorale di Licola, Varcaturo e Lago Patria.
Alla sbarra, secondo l’impianto accusatorio, Pietro Tortorelli e partners che, in concorso con Emanuele Piscopo – secondo quanto contestato dalla Procura – su presunto ordine di Gennaro Trambarulo (posizione stralciata), avrebbe introitato il pizzo da professionisti e commercianti del territorio, con condotte che gli inquirenti descrivono come caratterizzate anche da brutalità nei confronti di vittime già in forte difficoltà economica, asseritamente strozzate anche da prestiti usurai riconducibili allo stesso circuito.
L’INDAGINE DEI CARABINIERI
Azione investigativa di spessore quella condotta dalla Compagnia Carabinieri di Giugliano in Campania, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati anche di Giovanna d’Agostino, imprenditrice cimiteriale, compagna di Gennaro Trambarulo, attualmente detenuto nel carcere di Opera dove sta scontando l’ergastolo.
Nella sua abitazione, nel corso delle perquisizioni, vennero rinvenuti e sequestrati 35.000 euro in contanti, la cui provenienza sarà ora oggetto di dibattimento.

LA SCELTA PROCESSUALE CHE CAMBIA LE CARTE
Punto centrale dell’udienza di ieri: a differenza dei coimputati – per i quali era stata emessa ordinanza di custodia cautelare e che hanno optato per il rito abbreviato con udienze di discussione e conclusione fissate tra novembre e dicembre – la d’Agostino ha scelto, concordando la strategia con il suo difensore Avv. Antonio Abet, la strada del rito ordinario.
Una scelta difensiva che punta a un vaglio pieno nel contraddittorio: ascoltare testimoni, produrre documentazione contabile e dimostrare in giudizio la provenienza lecita del denaro sequestrato, derivante – secondo la tesi difensiva – dalla sua attività imprenditoriale.
È proprio questo il processo che, attraverso l’escussione testimoniale, potrebbe scrivere una versione dei fatti diversa da quella ricostruita dai Carabinieri, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
TUTTI PRESUNTI INNOCENTI FINO A CONDANNA
Si ricorda che per tutti gli imputati vale la presunzione di non colpevolezza. Le accuse sono da dimostrare in giudizio.
A cura dell’Avv. Massimo Capasso

Uff. Stampa Redazione WeekNews – Magazine Editor Vittorio Adelfi – info whattsapp +39 3278598580






















One thought on “GIUGLIANO: LITORALE DOMIZIO COLPO AL NUOVO CLAN DELLE CENERI DEI MALLARDO”