LA MASSIMINA Venerdi 23 Ottobre 2026 –

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi

Roma, Venerdi 23 Ottobre 2026

Venerdì 23/10/2026

La massimina del giorno

“Ci sono molti modi di uccidere.
Si può infilare a qualcuno un coltello nel ventre, togliergli il pane, non guarirlo da una malattia, ficcarlo in una casa inabitabile, massacrarlo di lavoro, spingerlo al suicidio, farlo andare in guerra.
Solo pochi di questi modi sono proibiti nel nostro Stato”.

Bertolt Brecht

Si può essere uccisi anche senza che nessuno ci tocchi, consumandosi nel dolore di scoprire che proprio da chi ci si sarebbe aspettati amore e protezione non si attendeva altro che la nostra fine; e che, calcolando il proprio tornaconto su quella morte, si adoperava per affrettarla.
Esiste una crudeltà ancora più profonda di quella fisica: trasformare i genitori, ormai fragili, in ostacoli da rimuovere, considerarli un peso da confinare in una RSA e vedere nella loro vecchiaia non una stagione da rispettare e accompagnare con amore, ma un’occasione per impossessarsi dei loro beni, sottraendoli loro mentre sono ancora in vita.
Perché, a volte, non è la morte a uccidere per prima, ma la scoperta che, per qualcuno, la nostra morte sarebbe soltanto un affare conveniente.

A.M.

Serena giornata a tutti voi! 💜

Vittorio Adelfi – Editor

IL COMMENTO DELL’EDITORE

L’Umanità Smarrita e il Valore della Cura

Nel panorama della nostra società contemporanea, dove l’efficienza e il profitto sembrano spesso orientare ogni scelta, la riflessione di oggi ci forza a guardare dentro un cono d’ombra che troppo di frequente preferiamo ignorare.

Sulla scorta delle parole incisive di Bertolt Brecht, la nostra pagina odierna ci ricorda che la violenza non si manifesta soltanto nella forma vistosa e drammatica dell’aggressione fisica. Esiste una forma di indifferenza sottile, quasi sistematica, che consuma in silenzio chi è più fragili. Quando la cura per i nostri anziani – custodi della nostra memoria e delle nostre radici – cessa di essere un atto d’amore e rispetto per trasformarsi in un mero calcolo economico o in un ‘ingombro’ da delegare, assistiamo alla crisi più profonda dei nostri valori.

Riconoscere la dignità e la fragilità della vita in ogni sua fase è il primo pilastro su cui si fonda una comunità autenticamente umana. Custodire chi ci ha preceduto non è solo un dovere morale, ma il senso stesso del nostro stare insieme.

Un augurio di buona lettura a tutti i nostri lettori, con l’auspicio di trovare oggi quel punto di vista privilegiato da cui guardare alla propria strada con nuova luce e leggerezza.


La Redazione di WeekNews Magazine




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