
Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi
Napoli, Domenica 4 Ottobre 2026
BASTA CEMENTO E DISSESTO DEI CERVELLI: La proposta della Confederazione Democrazie Cristiane 2026 per una Grande Italia fondata sulla terra, sul lavoro e sul riscatto sociale
Di Vittorio Adelfi, Presidente della Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Non chiamatelo solamente dissesto idrogeologico. Quello a cui assistiamo ogni volta che l’Italia trema, frana o è sommersa dal maltempo, è soprattutto un dissesto dei cervelli.
Abbiamo costruito dove non si doveva, tombato i canali per farne parcheggi, edificato a ridosso di vulcani attivi e caldere, e lasciato i boschi e i territori abbandonati perché “costa troppo pulirli”. Poi, puntualmente, lo Stato spende miliardi di euro pubblici per riparare i danni post-catastrofe, dimenticando che la vera chiave risiede nella prevenzione e nel coraggio di voltare pagina. La terra non tradisce mai: siamo noi che l’abbiamo tradita.
– LA SCHEDA VERGOGNA: QUANTO CI COSTA LA MANCATA PREVENZIONE
È il cuore della denuncia. Non è opinione, sono numeri dello Stato:
- 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. 636.000 frane attive, i 2/3 di tutta Europa
- 3,3 miliardi di euro ogni anno solo per riparare i danni del dissesto idrogeologico. Non per prevenirlo. Per rattopparlo. Se aggiungiamo terremoti, incendi e siccità, il conto sale a 12 miliardi l’anno
- Dal 1944 a oggi 358 miliardi di danni solo per sismi e dissesto
- Lo Stato ha stanziato 19,2 miliardi in 25 anni per la prevenzione, ma solo il 27% è stato realmente speso
- Regola internazionale: 1 euro in prevenzione ne risparmia 10 in riparazione. Con i 3,3 miliardi che buttiamo ogni anno in emergenze, metteremmo in sicurezza l’Italia in 12 anni.
Ecco perché un chilo di pomodori arriva a 7,99€, oltre 15.000 delle vecchie lire. È il prezzo di terre abbandonate, filiera lunga e speculazione.

Il progetto CDC: dalla terra abbandonata alla riscossa
Ma la Confederazione Democrazie Cristiane non si limita alla denuncia. Un grande movimento popolare ha il dovere di indicare la via d’uscita, trasformando un costo e un’agonia nazionale in una straordinaria fucina di ricchezza, dignità e futuro.
1. Dalla terra abbandonata alla riscossa sociale e produttiva
L’Italia è ricca di terra inerte, incolta e abbandonata. Spesso beni pubblici dimenticati o patrimoni sottratti alla criminalità che giacciono nel nulla. Questa terra non deve restare un costo morto per lo Stato: deve diventare una risorsa viva.
La nostra proposta è chiara: assegnare le terre abbandonate e i borghi dimenticati a chi ha bisogno, creando un sistema virtuoso di economia circolare e agricoltura a chilometro zero. Una filiera corta che ci liberi dal paradosso surreale di oggi.
2. Una seconda opportunità per i piccoli e medi imprenditori
In questo piano di rinascita rurale e sociale, nessuno deve essere lasciato indietro. I piccoli e medi imprenditori, schiacciati da mille difficoltà burocratiche, fiscali o da un debito improvviso, meritano una via d’uscita concreta. La terra abbandonata può diventare ammortizzatore reale, una seconda opportunità per produrre ricchezza pulita.
LA SCHEDA RISCATTO: dal costo sociale al reddito sociale

- Carcere: 157€ al giorno a detenuto,
- Oltre 3,3 miliardi di euro l’anno sulle spalle di tutti i contribuenti
- 62.000 detenuti per 46.688 posti disponibili, affollamento al 133%
- La recidiva di chi esce dal carcere-parcheggio è oltre il 68%. Chi invece lavora in agricoltura sociale e progetti di recupero, scende sotto il 15%.
- Proposta CDC: basta celle-parcheggio. Impieghiamo chi deve scontare pene minori e non pericolose in cantieri di prevenzione ambientale, pulizia boschi, agricoltura sociale. Alla fine pena avrà un mestiere, non una condanna a delinquere di nuovo.l

3. Il riscatto della persona: lavoro e dignità per chi ha errato
Non possiamo dimenticare chi si trova ai margini anche a causa di errori con la giustizia. Per i detenuti che devono scontare pene per reati minori e non pericolosi per la sicurezza pubblica, propongo un’inversione di rotta radicale: basta celle-parcheggio che costano una fortuna allo Stato e non restituiscono nulla alla società.
Scontare la pena lavorando la terra significa imparare il valore della fatica e della dignità, sconfiggendo la pericolosa illusione del guadagno facile.
4. Credito popolare e fondazioni: dov’è la Banca del Sud?
Per fare tutto questo serve una finanza che torni a servire le persone. È inaccettabile che grandi progetti come la Banca del Sud siano rimasti promesse sulla carta.
Come CDC chiediamo con forza la valorizzazione delle banche di credito popolare e delle fondazioni bancarie: devono tornare ad avere funzione sociale. Proposta concreta: vincolare il 30% degli utili di fondazioni bancarie e popolari a un Fondo Rotativo Nazionale Terre e Borghi, con garanzia statale per:
- Mutui prima casa giovani coppie
- Startup agricole sociali per giovani, ex detenuti recuperati, imprenditori in difficoltà
- Aiuti alla natalità con basi materiali vere, non slogan
5. Villaggi globali e borghi ritrovati: servizi per crescere
Il recupero dei borghi non deve essere nostalgico, ma creazione di veri “villaggi globali” moderni, sostenibili, con scuole, presidi sanitari, connettività e servizi per la crescita dei bambini.
L’alternativa è una Grande Italia
La terra è pronta a dare i suoi frutti, se solo smettessimo di soffocarla con il cemento inutile e la cattiva politica. È tempo di voltare pagina, di passare dalle parole ai fatti e di rimettere al centro la persona, la famiglia, l’impresa sana e il territorio.
Confederazione Democrazie Cristiane 2026








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