COMI ATTACCA IL GOVERNO: QUANTA DEMOCRAZIA HA GIÀ SOTTRATTO QUESTO GOVERNO E QUANTA NE TOGLIERÀ ANCORA?

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.

Organo Ufficiale di Analisi Politica e Giuridica «Coscienza e Verità» – Confederazione Democrazie Cristiane 2026

Dottor Carmelo Antonio Comi
Segretario Nazionale
Confederazione Democrazie Cristiane 2026

COMI ATTACCA IL GOVERNO: QUANTA DEMOCRAZIA HA GIÀ SOTTRATTO QUESTO GOVERNO E QUANTA NE TOGLIERÀ ANCORA SE GLI VERRÀ PERMESSO DI PROSEGUIRE SU QUESTA STRADA?

Quello a cui la Nazione sta assistendo non è una semplice contrapposizione dialettica tra maggioranza e opposizione. È uno smantellamento progressivo, metodico e documentato dei pilastri costituzionali che garantiscono la libertà dei cittadini italiani.

Come Segretario Nazionale della Confederazione Democrazie Cristiane 2026, dinanzi alla gravità dello scenario istituzionale attuale, non posso e non voglio usare i toni felpati della diplomazia politica. È il momento dell’imputazione documentale e giuridica.

Chi ha memoria storica ed etica sa che la Democrazia Italiana è nata dalle ceneri del totale rifiuto dell’autoritarismo e si è eretta sulle spalle e sui sacrifici del dopoguerra e dei Padri Costituenti. Oggi assistiamo al tentativo sistematico dell’Esecutivo di restringere gli spaces di dissenso, comprimere il diritto di manifestazione e piegare il bilanciamento dei poteri dello Stato in favore di una deriva autoritaria e plebiscitaria.

I valori del dopoguerra e l’attacco alla Costituzione: i fatti e il diritto.

La nostra Costituzione del 1948 non è un testo programmatico modificabile a piacimento dalle contingenze di governo. È un patto rigido di garanzia.

Il soffocamento della Libertà di Manifestazione (Articolo 17 Costituzione):

Attraverso una proliferazione di Decreti-Legge e norme emergenziali di Pubblica Sicurezza, questo governo sta criminalizzando e contenendo il dissenso sociale e la protesta civile. L’articolo 17 riconosce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senza armi. La trasformazione della contestazione in reato penale ostativo o in pericolo per l’ordine pubblico non è difesa della sicurezza: è repressione politica attiva.

La rottura del Bilanciamento dei Poteri (Articoli 70 e 77 Costituzione):

Il Parlamento è stato declassato a mero ufficio di ratifica di Decreti-Legge e Maxiemendamenti blindati dal continuo ricorso alla Questione di Fiducia. L’abuso dello strumento d’urgenza è un fatto provato dai dati degli atti parlamentari: la centralità della rappresentanza popolare sancita dall’Articolo 1 della Costituzione (“La sovranità appartiene al popolo”) è stata espropriata in favore dell’iperpresidenzialismo di fatto del Gabinetto di Governo.

La piaga dell’immunità: il solo dissenso sull’origine della privativa politica

Se i Padri Costituenti hanno tracciato la rotta della libertà, un punto critico merita un’analisi senza sconti né ipocrisie: le norme sull’immunità parlamentare e governativa (originario Articolo 68 e Articolo 90/96 Costituzione).

I Padri Costituenti (da Umberto Terracini a Piero Calamandrei, da Meuccio Ruini agli esponenti della stessa Democrazia Cristiana del 1946) introdussero l’immunità con un preciso intento storico: proteggere il Parlamento appena nato dalle possibili ingerenze della Magistratura o dai residui del vecchio regime autoritario. La tutela serviva a evitare che una carica elettiva venisse arrestata o silenziata arbitrariamente dal potere esecutivo o giudiziario per motivi ideologici.

Tuttavia, la storia e la giurisprudenza hanno dimostrato la fallacia intrinseca di questa impostazione.

Il tradimento del principio di uguaglianza (Articolo 3 Costituzione):

L’immunità ha finito per trasformare il rappresentante del popolo in un cittadino “al di sopra” delle leggi, infrangendo il principio fondamentale per cui la legge è uguale per tutti.

Lo scudo d’impunità per i governi attuali:

Oggi assistiamo al rovesciamento del senso originario: le tutele di garanzia nate nel 1947 per proteggere l’opposizione e il Parlamento vengono pretese ed estese dalla maggioranza e dall’Esecutivo per sfilarsi dai processi, coprire condotte extra-funzionali e schermare la responsabilità penale delle alte cariche dello Stato.

La Confederazione Democrazie Cristiane esprime il suo netto ed espresso dissenso verso qualsiasi forma di scudo penale o privilegio processuale che separi la classe politica dalla responsabilità che grava su ogni singolo cittadino.

Quanta Democrazia ci è già stata tolta?

Riassumiamo in punti certi e inoppugnabili ciò che è già stato sottratto alla comunità nazionale:

È stata sottratta la centralità del Parlamento, sostituita dal governo via decreto e dalla marginalizzazione dell’Assemblea.

È stata sottratta la libertà di protesta e di dissenso economico e sociale, ridotta a potenziale minaccia penale.


È stata sottratta la trasparenza istituzionale, a causa dell’uso strumentale delle prerogative di governo e dei tentativi di assoggettare i contrappesi giudiziari e di garanzia.

È stata sottratta la rappresentatività reale, attraverso leggi elettorali e riforme volte a costruire maggioranze artificiali non corrispondenti al Paese reale.

Quanta Democrazia toglieranno ancora? Il monito e l’impegno

Se non ci si oppone con rigore giuridico e morale a questo disegno, il passaggio successivo sarà il consolidamento di un modello autoritario dove il voto popolare diventa una mera investitura plebiscitaria priva di controlli, dove le minoranze vengono tacitamente neutralizzate e i diritti civili prescritti secondo la convenienza del potere.

Come Segretario Nazionale della Confederazione Democrazie Cristiane 2026, lo dichiaro con forza e fermezza: non lo permetteremo.

Restituiremo all’Italia i valori originari del dopoguerra: la libertà reale, l’eguaglianza formale e sostanziale di fronte alla legge senza immunità di comodo, e la centralità di una Costituzione nata dalla Democrazia vera.

Nessun governo è al di sopra della Costituzione. Nessun politico è al di sopra del popolo “SOVRANO”.

Coscienza e Verità

Dottor Carmelo Antonio Comi

Segretario Nazionale – Confederazione Democrazie Cristiane 2026

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