BASTA GIOCARE ALLA GUERRA – UN GRIDO DI DOLORE: FERMATEVI!

Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi

Napoli, Mercoledi 21 Ottobre 2026

BASTA GIOCARE ALLA GUERRA – UN GRIDO DI DOLORE: FERMATEVI!

Di Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026

Rileggere Russell per capire l’oggi: quando la politica smette di parlare alla ragione e fa leva solo sulla pancia del Paese, le premesse autoritarie sono già posate. E l’Europa di von der Leyen, con il governo Meloni, le sta cementando con le bombe.

C’è una verità che i bambini ci insegnano quando giocano alla guerra: basta un graffio, un ginocchio sbucciato, e il gioco si ferma. Subentrano la cura e la compassione. È l’umanità allo stato puro: la sofferenza dell’altro interrompe la violenza.

E allora perché gli adulti non si fermano?

Perché oggi si continua a bombardare, a mutilare bambini, a seppellirli sotto le macerie di scuole e ospedali, senza che nessuno abbia il coraggio di dire basta?

LA LEZIONE DI RUSSELL CHE ABBIAMO DIMENTICATO

Bertrand Russell, con il suo illuminismo razionalista, ci aveva avvertito: la democrazia si difende coltivando il pensiero critico. Liquidare come “sprovveduto” chi aderisce al consenso di guerra è una semplificazione comoda ma fuorviante. Il consenso alla guerra non nasce dal nulla; trae forza:
Dal cinismo degli opportunisti che dalla guerra traggono profitto;
Da una parte di intellighenzia e classe dirigente che si illude di “usare” il conflitto per i propri scopi.
È esattamente il dramma a cui assistiamo oggi tra Bruxelles e Roma.

IL NODO COSTITUZIONALE: L’ARTICOLO 11

Come Confederazione Democrazie Cristiane 2026 lo sosteniamo da due anni, e oggi lo gridiamo a voce alta:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” (Art. 11 Cost.)

Quando l’Europa di Ursula von der Leyen sceglie la via del riarmo e del conflitto ad oltranza, e il governo Meloni si allinea supinamente inviando armi, risorse e copertura politica, non si tratta più di solidarietà. È complicità. E questa complicità ci colloca di fatto al di fuori del perimetro costituzionale.

Non siamo semplicemente neutrali: noi la guerra la ripudiamo, per Costituzione. Punto.

Non possiamo affermare di ripudiare la guerra e contemporaneamente alimentarla. Non possiamo invocare la pace e poi accettare l’impoverimento di famiglie e imprese per finanziare strategie che non aprono spiragli alla diplomazia, ma prolungano solo il massacro.

IL GRIDO CHE SALE DAL MEDITERRANEO

Oggi si alza un grido che superando i confini di partito appartiene all’umanità intera.

Sale dalle culle vuote, dalle madri che stringono figli senza vita, dalle scuole ridotte in cenere.
Lo sentite o no a Bruxelles? Lo sentite o no a Palazzo Chigi?

Chi non trema di fronte al pianto di un bambino accanto al corpo della madre ha smesso di essere umano. La guerra è l’invenzione più assurda dell’uomo, ma l’uccisione dei bambini ne rappresenta il punto più basso: il tradimento definitivo della vita.

Per questo diciamo: FERMATEVI.

Fermatevi con la stessa naturalezza di un bambino che riconosce il confine del dolore e si arresta.

La pace non è un’utopia: è un diritto, è un dovere costituzionale, è il primo respiro di ogni essere umano. Ed è l’unica rotta compatibile con il nostro Articolo 11.

Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Legalità, Pace, Costituzione.


Editor Vittirio Adelfi – Uff. Stampa redazione info Whattsap: 3278598580 – E-mail : Conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com
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