
Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi
Napoli, Martedì 20 Ottobre 2026
L’EDITORIALE
“Tutelare la piazza senza soffocare la democrazia”
Di Redazione WeekNews
L’equilibrio tra la tutela del patrimonio e della sicurezza cittadina e la salvaguardia dell’Articolo 17 della Costituzione rappresenta il vero banco di prova per lo Stato di diritto. Le soluzioni tecnologiche e l’Intelligence d’avanguardia offrono oggi risposte mirate per colpire esclusivamente chi delinque, lasciando che la voce di chi protesta in modo pacifico continui ad risuonare libera.
SICUREZZA E PIAZZE, LA SVOLTA DI ADELFI: “BASTA DEVASTAZIONI, LA DEMOCRAZIA NON È GUERRIGLIA”
Il Presidente della Confederazione Democrazie Cristiane presenta il piano in tre punti: checkpoint con l’Esercito, protezione dei monumenti e droni per identificare i violenti. “Chi rompe paga”.
ROMA – Non è più una manifestazione, è devastazione. Parte da qui l’affondo del Presidente della Confederazione Democrazie Cristiane, Vittorio Adelfi, che rompe il silenzio sulle violenze delle ultime settimane nelle piazze italiane.
“Quando si devastano vetrine, si distrugge l’arredo urbano e si sfregiano i monumenti, a pagare sono sempre i cittadini per bene, i lavoratori, le famiglie”.
Un discorso dal tono fermo e istituzionale, che segna una linea netta: la Costituzione garantisce il diritto di protestare, non il diritto di saccheggiare. E per la Conf. DC 2026 la distinzione va tradotta in un modello operativo.
IL PIANO IN TRE MOSSE
Adelfi non si limita alla denuncia e mette sul tavolo una proposta concreta, che chiama “Modello di Prevenzione e Sicurezza”.
1. Checkpoint e Esercito ai varchi
Varchi d’accesso fissi lungo il perimetro dei cortei, presidiati dai militari. Controllo preventivo: chi manifesta a volto scoperto entra, chi si presenta con caschi, passamontagna, mazze o materiale atto a offendere viene fermato prima di entrare in piazza.
2. Polizia libera di intervenire
Con i varchi presidiati dall’Esercito, Polizia e Carabinieri vengono liberati da compiti statici e possono tornare al loro lavoro specialistico: scorta dinamica del corteo e cinturazione di sicurezza attorno a obiettivi sensibili, negozi e patrimonio monumentale.
3. Droni e identificazione certa
Uso massiccio e sistematico di droni ad alta risoluzione collegati alle centrali operative. Obiettivo: individuare in tempo reale i sobillatori, seguirne i movimenti anche quando tentano di mimetizzarsi e raccogliere prove video per arresti immediati o differiti.
Il principio finale è economico e morale: “Chi devasta deve risarcire fino all’ultimo euro. La collettività non può più pagare per le follie di pochi”.
IL CONTRIBUTO DI WEEKNEWS MAGAZINE: PERCHÉ QUESTA PROPOSTA FA DISCUTERE
Il piano Adelfi introduce due elementi di novità rispetto al dibattito classico su ordine pubblico:
- Sposta la prevenzione prima del corteo, non durante gli scontri. Il checkpoint rovescia la logica dell’inseguimento.
- Distingue nettamente i ruoli: ai militari la statica, alle Forze dell’Ordine la dinamica, alla tecnologia la prova. È un modello che cerca di evitare sovrapposizioni.

Nel mentre andiamo in stampa intanto la protesta si è ormai spostata e strutturata sui canali digitali: tra chat Telegram in rapida espansione, risorse condivise per i cortei e gruppi come il Movimento 17 ottobre e Italia in Piazza, la rete unisce collettivi e frange antagoniste. Con sondaggi sugli obiettivi e guide alla guerriglia, l’intento dichiarato è quello di proseguire con cortei ogni sabato per spingere fino alle dimissioni dell’esecutivo.
Dà Redazione WeekNews – Uff. Stampa info Whattsap: +39 3278598580v- E-mail Vito.adel68@gmail.com
















