IL MARTIRIO SILENZIOSO DEI CRISTIANI: ROMPERE L’OMERTA’ DELL’OCCIDENTE E DEI MEDIA

Di Vittorio Adelfi

IL MARTIRIO SILENZIOSO DEI CRISTIANI: ROMPERE L’OMERTA’ DELL’OCCIDENTE E DEI MEDIA

Esiste una tragedia globale che si consuma ogni giorno sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale: la persecuzione sistematica, sanguinosa e spietata di oltre 360 milioni di cristiani nel mondo. Un’ecatombe che conta migliaia di omicidi, rapimenti, chiese coperte dalle fiamme ed intere comunità sradicate, ma che fatica a trovare spazio sulle prime pagine dei quotidiani occidentali, nei palinsesti televisivi o nell’agenda della grande diplomazia.
Come Confederazione Democrazie Cristiane, avvertiamo il dovere morale e politico di rompere questo muro di gomma e di porre un interrogativo non più rinviabile: perché i media occidentali, la politica internazionale e spesso perfino le leadership ecclesiali mantengono un silenzio imbarazzante su questo dramma?
I numeri di un genocidio dimenticato
I dati forniti dai recenti report di Porte Aperte/Open Doors e Aiuto alla Chiesa che Soffre non lasciano spazio ad alibi o interpretazioni edulcorate. Non siamo di fronte a sporadici episodi di intolleranza locale, ma a una vera e propria strategia di eliminazione:
Nigeria, l’epicentro del terrore: Nel solo Paese africano si concentra l’82% degli omicidi di cristiani a livello mondiale. Con oltre 7.000 cristiani barbaramente uccisi e circa 7.800 rapiti nel solo 2025 per mano dei terroristi di Boko Haram e delle milizie jihadiste Fulani, la Nigeria si conferma la terra più insanguinata dalla cristianofobia.
La morsa dell’estremismo islamico: Dall’Afghanistan dei talebani alla Somalia devastata da al-Shabaab, passando per lo Yemen, la Libia, il Pakistan e l’Iran, professare la fede cristiana equivale a una condanna a morte o alla prigionia. Nel Sahel (Mali, Burkina Faso, Mozambico) l’avanzata jihadista miete vittime quotidiane, mentre in Iraq e Siria l’odio dell’ISIS ha ridotto comunità millenarie sull’orlo dell’estinzione.
I totalitarismi e il nazionalismo radicale: La barbarie non conosce un’unica matrice. La Corea del Nord si conferma tra i luoghi più disumani al mondo per i credenti, mentre in Cina prosegue il soffocamento statale della libertà di culto e in India si registrano violenze crescenti alimentate dal nazionalismo etno-religioso.
Le ragioni di un silenzio colpevole
Di fronte a quasi 15.000 chiese attaccate o chiuse in un solo anno e a milioni di persone prive dei diritti umani fondamentali, l’Occidente si volta dall’altra parte.
Perché accade questo?

La prudenza eccessiva del mondo ecclesiale: Duole constatare come talvolta anche all’interno della Chiesa cattolica e dell’ecumenismo prevalga una linea diplomatica sottotraccia o la ricerca di un dialogo interreligioso ad ogni costo, che finisce purtroppo per attutire il grido d’aiuto dei fratelli perseguitati invece di sbatterlo in faccia ai potenti della Terra.
Le richieste della Confederazione Democrazie Cristiane
La libertà religiosa è il barometro di ogni vera democrazia e il primo dei diritti inalienabili dell’uomo. Non possiamo permettere che la fede in Cristo sia trattata come una colpa da punire con il sangue nel silenzio generale.
La Confederazione Democrazie Cristiane chiede con fermezza:
Sanzioni economiche e diplomatiche immediate nei confronti di quei Paesi che promuovono, tollerano o non contrastano attivamente le persecuzioni religiose.
Condizionalità sugli aiuti internazionali: l’Italia e l’Unione Europea devono vincolare l’erogazione di fondi e accordi commerciali al rispetto effettivo delle minoranze religiose e delle libertà fondamentali.
Adozione di corsie umanitarie e diritto d’asilo garantito per tutti i cristiani in pericolo di vita nei Paesi ad alto rischio.
Fine dell’ipocrisia mediatica: un appello ai direttori dei quotidiani e dei telegiornali italiani ed europei affinché rompano la cortina di omertà e diano la giusta rilevanza al martirio di milioni di credenti.
I cristiani perseguitati non chiedono commiserazione, chiedono giustizia, verità e protezione. È tempo che l’Occidente ritrovi la propria dignità e la forza di difendere la libertà di coscienza ovunque sia calpestata.
Vittorio Adelfi
Presidente – Confederazione Democrazie Cristiane

Il conformismo ideologico dell’Occidente: Una cultura mediatica e politica piegata al “politicamente corretto” evita accuratamente di denunciare le persecuzioni quando la matrice è il fondamentalismo islamico, per il timore di essere accusata di “islamofobia” o per non compromettere delicati equilibri geopolitici ed energetici. Si preferisce derubricare i massacri a generici “scontri etnici” o “conflitti per le risorse”, cancellando la matrice religiosa dell’odio.

La debolezza delle istituzioni internazionali: La tutela dei diritti umani è diventata a geometria variabile. Se la vittima è un cristiano, la condanna diplomatica diventa tenue, formale, priva di reali conseguenze politiche o economiche per gli Stati persecutori.

Roma, 31 Luglio 2026

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