

Approfondimento Confederazione Democrazie CRISTIANE 2026’
di Vittorie Adelfi – Presidente CDC 2026
PROGETTO GALILEO: DA EX ACCIAIERIA A “CITY OF SCIENCE” NEL MEDITERRANEO
La vertenza Ex-ILVA e il nodo della riconversione
L’idea di una riconversione ad altissimo valore aggiunto per Taranto tocca la radice del problema economico italiano: la transizione da un’industria pesante di vecchio stampo a settori ad alta tecnologia.
Il giro di affari vale circa 2.000 miliardi annui.
Una cifra di questa portata equivale a più di una semplice finanziaria dell’Italia. Sebbene sul piano puramente finanziario un singolo sito produttivo difficilmente possa generare un volume d’affari diretto così imponente, la sostanza del concetto resta valida: il valore generato dalle tecnologie di frontiera (tecnologie quantistiche, AI, manifattura avanzata, materiali sintetici, spazio) ha un moltiplicatore economico immenso, ben superiore a quello dell’acciaio tradizionale.
Perché altri Paesi (Cina, Russia, India) investono aggressivamente?
Pianificazione statale e centralizzata: Questi Paesi stanziano risorse enormi in settori strategici senza dover mediare con i vincoli di bilancio dell’Unione Europea o con lunghi contesi giurisdizionali/ambientali.
Sovranità tecnologica: Hanno compreso che la forza geopolitica futura risiede nei brevetti, nei microchip, nelle terre rare e nell’energia avanzata, non solo nelle materie prime grezze.
L’esodo dei laureati: il “capitale umano” regalato all’estero
Il dato sulla fuga dei giovani e sui costi di formazione descrive un paradosso economico deleterio:
I numeri della “fuga”: Ogni anno decine di migliaia di giovani qualificati (tra cui molti laureati e dottorandi) lasciano l’Italia.
L’investimento a fondo perduto: Si stima che formare un giovane dalla scuola primaria fino alla laurea magistrale o al dottorato costi allo Stato (e alle famiglie) circa 150.000–200.000 euro. Quando quel giovane emigra, l’Italia regala a un altro Paese (Germania, Regno Unito, USA, ecc.) un capitale di competenze formato, senza ricavarne né gettito fiscale né innovazione.
Stipendi e opportunità: I giovani laureati non fuggono solo per ambizione, ma per la discrepanza tra la retribuzione/carriera offerta all’estero rispetto al mercato del lavoro italiano, ancora troppo legato a settori a basso valore aggiunto e contratti precari.
Quale futuro per uno Stato che non sviluppa tecnologia avanzata?
Un Paese che non investe in Ricerca & Sviluppo (R&S) e perde i propri giovani rischia la subalternità economica.
Per sintetizzare la riflessione le chiuderemo in tre tesi chiare:
Visione Industriale: Taranto ed ex-ILVA non devono essere viste solo come un problema ambientale da bonificare o da mantenere in vita per sussidio, ma come l’opportunità per installare un grande hub tecnologico e scientifico nazionale (sulla falsariga dei centri di innovazione asiatici o americani).
Capitale Umano: Non può esserci riconversione tecnologica se l’Italia continua a comportarsi da “esportatore netto di cervello”. Formare giovani a spese pubbliche per poi lasciarli valorizzare le economie estere è un fallimento sistemico.
Sovranità Tecnologica: Un Paese privo di una politica industriale focalizzata sulle tecnologie di frontiera è destinato all’irrilevanza economica e al calo del benessere sociale nel medio-lungo periodo.
Una nuova idea per voltare pagina a Taranto. Si chiama “Progetto Galileo” e punta a trasformare l’area dell’ex polo siderurgico in un grande polo di ricerca, tecnologia e finanza etica: la “Tarentine City of Science™”.
Il dossier tecnico-strategico è stato formalmente trasmesso alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri competenti. L’obiettivo è dare una risposta strutturale alla crisi sociale, occupazionale ed ecologica che da anni riguarda il territorio.
I 4 PILASTRI DEL PROGETTO
1. Bonifica e Salute
Prevista la completa bonifica batteriologica dell’area e la chiusura definitiva delle lavorazioni a caldo più inquinanti. Al centro c’è la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
2. Porto e Demanio
Valorizzazione del demanio pubblico e rilancio del Porto di Taranto come hub commerciale strategico nel Mediterraneo. Il valore dei suoli viene tutelato e messo a servizio di nuove attività.
3. Lavoro e Giovani
Punto qualificante: la garanzia della piena occupazione per tutti i lavoratori diretti e dell’indotto. Il piano prevede inoltre l’assorbimento delle giovani eccellenze pugliesi con la creazione di oltre 64.000 posti di lavoro ad alto valore tecnologico e scientifico, per contrastare l’emigrazione.
4. Ricerca, Sanità e Finanza Etica
Nessun fondo pubblico a fondo perduto. Il modello si basa sull’integrazione tra investimenti privati internazionali e fondi europei.
Sono previsti: centri di ricerca, infrastrutture sanitarie specializzate, e strumenti di finanza etica per sostenere lo sviluppo.
L’OBIETTIVO: LA “SILICON VALLEY DEL MEDITERRANEO”
L’idea di fondo è trasformare una delle più gravi ferite industriali d’Europa in un laboratorio di innovazione a impatto zero. Un’area dove scienza, impresa e comunità possano convivere senza più il conflitto tra lavoro e salute.
Il dossier chiede ora un incontro istituzionale per illustrare i passaggi operativi, giuridici ed esecutivi. La proposta è già stata registrata e protocollata anche presso le sedi europee.
“Non si tratta di chiudere, ma di riconvertire” è il messaggio centrale: un modello in cui l’economia torna a essere al servizio delle persone e del territorio.
Roma, 04 Agosto 2026


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