
Da Redazione WeekNews Vittorio Adelfi
Napoli 5 Settembre 2026
COMUNICATO / EDITORIALE A CURA DELLA CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026
IL FORZIERE SEPOLTO: CENTINAIA DI PROGETTI ESECUTIVI PROTOCOLLATI SU NUOVE TECNOLOGIE ED ENERGIA A COSTO ZERO, FERMI IN OSTAGGIO NEI CASSETTI DI ROMA E BRUXELLES. CHI HA ORDINATO DI NON APRIRLI? CHI SPECULA SUI RINCARI?
Mentre le famiglie italiane si trovano costrette a scegliere se saldare le bollette o provvedere alla spesa quotidiana, e le nostre imprese sospendono le attività poiché incapaci di sostenere i costi energetici, nei cassetti dei ministeri italiani e negli uffici della Commissione Europea giace inutilizzato un patrimonio fondamentale.
Non si tratta di una metafora. Parliamo di centinaia di progetti esecutivi, immediatamente cantierabili e senza oneri diretti per lo Stato, destinati alla produzione di energia rinnovabile di nuova generazione. Si tratta di istanze regolarmente depositate e protocollate, corredate da studi di fattibilità e relative coperture finanziarie: interventi idonei a garantire l’indipendenza energetica dell’Italia e a posizionare l’Europa quale esportatrice netta di energia pulita.
Tuttavia, questi progetti restano bloccati.
Non è semplice burocrazia: è un blocco di potere
La narrazione corrente attribuisce i ritardi alla burocrazia, ai pareri delle Soprintendenze o alla complessità procedurale. Si tratta di una spiegazione di comodo.
La realtà, denunciata da numerosi imprenditori e tecnici che richiedono il riserva di anonimato per tutelare la propria operatività professionale, evidenzia una dinamica differente: tali progetti incontrano ostacoli procedurali poiché l’autosufficienza energetica altererebbe gli equilibri di mercato consolidati.
L’introduzione di energia pulita, decentralizzata e a costo marginale ridotto contrasta con gli interessi legati alle rendite di posizione nel settore dei combustibili fossili e delle importazioni estere. Per ogni iter autorizzativo rallentato tra pareri sospesi e rimpalli amministrativi, il modello energetico tradizionale mantiene inalterati i propri margini finanziari.
Il teatrino delle promesse e la realtà dei processi autorizzativi
Si rileva un evidente cortocircuito politico. Da un lato, nelle sedi istituzionali e nei dibattiti pubblici, si affronta l’emergenza promettendo interventi temporanei, agevolazioni una tantum e misure congiunturali contro il caro-carburante. Dall’altro, si tralascia la soluzione strutturale: l’attuazione dei progetti d’impianto già depositati presso gli uffici competenti.
Limitarsi a interventi sulle accise o a sussidi a fondo perduto, mantenendo congelati progetti esecutivi già protocollati, non risolve le criticità del sistema. Significa adottare misure palliative anziché intervenire sulle cause primarie, consentendo che i rincari energetici si ripercuotano lungo l’intera filiera agroalimentare, sui trasporti e sui beni di consumo, penalizzando famiglie e tessuto produttivo.
Il doppio gioco tra Roma e Bruxelles
In sede europea si approva il piano REPowerEU, promuovendo la transizione ecologica e definendo la produzione da fonti rinnovabili quale interesse pubblico prevalente. A livello nazionale, tuttavia, l’attuazione pratica subisce continui rallentamenti.
Si partecipa al riparto dei fondi comunitari, ma si ritarda l’emanazione e l’efficacia dei decreti attuativi necessari, lasciando che le procedure amministrative si prolunghino oltre i termini ordinatori stabiliti dalla legge
.Le conseguenze di tale stallo ricadono direttamente sulla collettività:
I cittadini, gravati da costi energetici elevati che incidono sul potere d’acquisto e sul reddito da lavoro.
Le imprese, che registrano una perdita di competitività rispetto ai concorrenti esteri.
La sicurezza nazionale, giacché la tutela della sovranità politica è strettamente correlata all’autonomia energetica del Paese.
La nostra posizione e le richieste alle Istituzioni
La Confederazione Democrazie Cristiane 2026 intende porre l’attenzione sulla necessità di superare gli ostacoli che limitano l’innovazione del settore. In conformità con le norme sulla trasparenza amministrativa e la semplificazione dei procedimenti, rivolgiamo un appello formale al Governo nazionale e alla Commissione Europea affinché vengano adottate le seguenti misure:
Trasparenza amministrativa immediata: pubblicare, nel rispetto del D.Lgs. 33/2013, l’elenco aggiornato di tutti i progetti energetici in attesa di autorizzazione, indicando la data di protocollazione e il dicastero competente.
Sblocco procedurale straordinario: applicare rigorosamente i termini del procedimento di cui alla Legge 241/1990 e ai decreti di semplificazione, istituendo una corsia unica procedimentale per i progetti esecutivi e cantierabili.
Assunzione di responsabilità istituzionale: chiarire in modo trasparente i fattori tecnici e amministrativi che impediscono il pieno sviluppo del potenziale energetico del Paese.
I progetti sono depositati, le tecnologie sono disponibili e gli operatori economici sono pronti ad agire. È necessario che la volontà politica si esprima prioritariamente nell’interesse della collettività e della crescita economica della Nazione.
Napoli, 5 Settembre 2026
Il Presidente Confederazione DC 2026 dott. Vittorio Adelfi
Il Segretario Nazionale Politico Dott. Antonio Carmelo Comi

NOTA DI INQUADRAMENTO GIURIDICO E NORMATIVO
- Semplificazione procedurale e termini dell’azione amministrativa: La Legge 241/1990 (art. 20 sul silenzio-
- assenso) unitamente al D.Lgs. 28/2011 e D.Lgs. 199/2021 (Autorizzazione Unica – AU e Procedura Abilitativa
- Semplificata – PAS) impongono alla P.A. il rispetto di termini certi nel rilascio dei titoli abilitativi per impianti rinnovabili.
- Bilanciamento di rango costituzionale: La giurisprudenza della Corte Costituzionale (es. sentenze n. 177/2021 e n.27/2023) stabilisce il necessario bilanciamento tra la tutela del paesaggio (art. 9 Cost.) e la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e tutela dell’ambiente (artt. 9 e 41 Cost.).
- Trasparenza e Diritto di Accesso: Il D.Lgs. 33/2013 e la disciplina FOIA riconoscono il diritto di conoscere lo stato dei procedimenti e le istanze protocollate presso la Pubblica Amministrazione.
- Quadro di Diritto Europeo: Il Regolamento (UE) 2022/2577 e la direttiva REPowerEU sanciscono la presunzione per cui la produzione di energia da fonti rinnovabili costituisce un interesse pubblico prevalente e prioritario.
- Suggerimenti :
- 2. Sblocco procedurale straordinario: applicare rigorosamente i termini del procedimento di cui alla
- Legge 241/1990 e ai decreti di semplificazione, istituendo una corsia unica procedimentale per i progetti
- esecutivi e cantierabili.
- 3. Assunzione di responsabilità istituzionale: chiarire in modo trasparente i fattori tecnici e
- amministrativi che impediscono il pieno sviluppo del potenziale energetico del Paese.
- I progetti sono depositati, le tecnologie sono disponibili e gli operatori economici sono pronti ad agire. È
- necessario che la volontà politica si esprima prioritariamente nell’interesse della collettività e della crescita
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