CDC 2026 – MINISTERO DIFESA LA NOMINA CHE FA TREMARE LA COSTITUZIONE 2 – E IL “CONCETTO DEL “ME NE FREGO”

Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi


Napoli, VENERDI 9 Ottobre 2026


FEDOROV ALLA DIFESA: LO STRAPPO COSTITUZIONALE E IL CONFLITTO DA 9 MILIARDI

La denuncia della Confederazione Democrazie Cristiane 2026 – Presidente Vittorio Adelfi –


LA NOMINA CHE FA TREMARE LA COSTITUZIONE 2

Quando l’Opposizione sceglie il “Me ne frego”: Dalla psicologia del disinvestimento alla sudditanza bellica
di analisi politica e critica sociale.

Introduzione: Il paradosso del silenzio politico.

Applicare la brillante riflessione psicologica del dott. Gilberto Di Benedetto Psicologo, esperto dí guerra psicologica, sul principio del “Me ne frego” alla politica italiana ed europea significa svelare un cortocircuito drammatico.

Il testo originale ci insegna una lezione fondamentale: la flessibilità cognitiva e la selettività attentiva non servono a giustificare l’indifferenza verso ciò che è sotto la nostra responsabilità, ma a smettere di sprecare energia di fronte all’inevitabile per concentrarci su ciò che possiamo cambiare.

Eppure, trasponendo questo modello nel teatrino della politica istituzionale, assistiamo a una perversione grottesca: le opposizioni sembrano aver fatto proprio il principio del “me ne frego” non per difendere la lucidità mentale dei cittadini, ma per voltarsi dall’altra parte di fronte alle scelte più scellerate dei governi in carica.

Dalle tasche dei contribuenti alla febbre della guerra

Mentre il Paese reale soffre l’inflazione, il caro-vita, il collasso della sanità pubblica e la precarizzazione del lavoro – con le famiglie strette tra bollette alle stelle e un carrello della spesa che l’ISTAT registra in costante e insostenibile ascesa – le priorità dell’agenda politica – sia a Roma che a Bruxelles, sotto la guida di Ursula von der Leyen – sembrano essersi pericolosamente cristallizzate su un unico binario: la militarizzazione e l’incentivazione della guerra.

I soldi dei contribuenti italiani ed europei, anziché essere investiti per migliorare le infrastrutture sociali, la scuola, la ricerca e la qualità della vita, vengono drenati per alimentare i conflitti.

Il caso Crosetto-Fedorov e l’asse degli affari bellici

A rendere plastica questa deriva vi sono vicende che meriterebbero ben altra indignazione e barricate parlamentari, ma che invece si infrangono contro il muro di un silenzio assordante o di una finta opposizione di facciata. Come denunciato nel quadro che dovrebbe interessare la Corte dei Conti (vedi articolo denuncia su WeekNews.top della CDC 2026 qui riportato), la sequenza temporale di questa operazione è a dir poco inquietante e del del tutto verificabile:

  • 28 agosto 2026: Il Ministro Guido Crosetto annuncia la nomina di Mykhailo Fedorov (ex ministro ucraino) come proprio consigliere esterno a titolo gratuito, con Fedorov che resta stabilmente a Kiev.
  • 1° settembre 2026: A distanza di sole 72 ore da quella nomina, Fedorov annuncia la creazione di una sua società privata di tecnologie belliche, il cui primo investitore di spicco è Alex Karp, amministratore delegato di Palantir (il colosso americano dei dati militari). Nelle stesse ore, il Ministero della Difesa italiano prepara una richiesta monstre da 9 miliardi di euro per l’acquisto di droni e sistemi di difesa aerea.
  • 26 agosto 2026: Contestualmente, Leonardo annuncia l’apertura di Leonardo Ukraine a Kiev, trasformandola nella testa di ponte industriale del gruppo statale italiano.
  • 26 settembre 2026: Fedorov lancia apertamente il progetto “Esercito dei Robot” (un programma per avere entro 6 mesi un robot umanoide armato e letale, ed entro 12 mesi un assalto condotto interamente senza fanteria).
    Questo intreccio spregiudicato tra un incarico pubblico italiano a titolo gratuito, la nascita fulminea di una società privata di armamenti e commesse pubbliche multimiliardarie configura un potenziale conflitto d’interessi mai visto nella storia della Difesa. Siamo di fronte a un mercato di droni e robot killer guidati dall’intelligenza artificiale che sposta ingenti fondi pubblici verso la produzione di armi autonome, facendo dell’Ucraina un laboratorio a cielo aperto e dell’Italia – tramite Leonardo – il lucroso hub produttivo di questa filiera della morte.
    Articolo 11 tradito: l’Italia ridotta a testa di ponte
    «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Il dettato costituzionale dell’Articolo 11 viene quotidianamente calpestato e tradito. Un Paese che per Costituzione dovrebbe essere un autorevole ponte di pace viene sistematicamente degradato a testa di ponte logistica e finanziaria al servizio di interessi strategici stranieri e corporazioni militari.
    E mentre si bruciano miliardi in droni e intelligenze artificiali letali, le famiglie italiane affrontano bollette a +300% e un carrello della spesa che segna un +42% secondo i dati ufficiali ISTAT.

    L’opposizione che tace: complicità o impotenza cognitiva?

    Se applichiamo la griglia psicologica di Di Benedetto, il comportamento delle forze di opposizione in Italia e in Europa appare diviso tra due patologie:
  • La ruminazione sterile: Un dibattito politico ridotto a polemicucce da salotto televisivo, buone solo per occupare i social media ma totalmente incapaci di produrre un’azione trasformativa reale.
  • Il silenzio compiacente (il “Me ne frego” deteriore): Una tacita accettazione del dogma atlantista e militarista per quieto vivere istituzionale, per paura di perdere l’agibilità politica o per subalternità culturale ai diktat di Bruxelles e Washington.
    Il principio del “Non tutto merita la stessa quantità di me” viene applicato alla rovescia: ci si scandalizza per quisquilie mediatiche e si sceglie il silenzio complice quando si tratta di ratificare accordi miliardari opachi, di favorire porte revolving tra istituzioni e multinazionali delle armi o di svuotare le casse dello Stato in favore del complesso militare-industriale.
    Conclusione: Smettere di subire la narrazione bellica
    La provocazione del dott. Di Benedetto ci ricorda che la vera libertà cognitiva inizia quando decidiamo dove investire la nostra energia e quando smettiamo di accettare passivamente le prigioni mentali che ci vengono imposte.

    Trasferito sul piano civico, questo significa che i cittadini non possono più permettersi il lusso del “me ne frego” di fronte alla svendita della sovranità nazionale e alla conversione dell’Italia in una caserma a cielo aperto.
  • Se le opposizioni istituzionali hanno scelto il silenzio connivente e la sordità di fronte alle spese militari folli e ai conflitti d’interesse ai vertici dello Stato, spetta alla società civile riprendersi lo spazio del pensiero critico, pretendendo che le risorse pubbliche tornino a nutrire la vita, la sanità e la scuola, anziché finanziare la distruzione.

1. OPPOSIZIONI IN SILENZIO: L’OMERTÀ POLITICA
Mentre la CDC 2026 e il Presidente Adelfi denunciano, il Parlamento tace. PD, M5S, AVS non hanno presentato ad oggi alcuna interrogazione parlamentare sul conflitto d’interessi. Un’omertà bipartisan che pesa sulla democrazia e lascia i cittadini senza rappresentanza sui dettami della Costituzione e sul primato della diplomazia. WeekNews ha verificato: zero atti di sindacato ispettivo depositati.

2. BUSINESS ROBOT KILLER: IL MERCATO DA 9 MILIARDI

La consulenza si inserisce in un mercato multimiliardario di droni e robot killer guidati da IA, che sposta fondi pubblici da sanità, scuola e lavoro alla produzione di armi autonome. Il modello è quello dell’Ucraina come laboratorio a cielo aperto di guerra tecnologica. L’Italia, con Leonardo, diventa hub produttivo.

3. ARTICOLO 11 TRADITO: LA REPUBBLICA TESTA DI PONTE
«L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». L’articolo 11 viene tradito. L’Italia, che per Costituzione dovrebbe essere ponte di pace, viene ridotta a testa di ponte logistica di interessi stranieri, mentre le famiglie pagano bollette a +300% e carrello della spesa a +42% ISTAT, secondo dati ufficiali.

LE 3 RICHIESTE ISTITUZIONALI DELLA CDC 2026

Per queste ragioni, la Confederazione Democrazie Cristiane 2026, tramite il Presidente Vittorio Adelfi, chiede formalmente:

1. TRASPARENZA IMMEDIATA: pubblicazione integrale entro 72 ore del contratto di consulenza e di ogni atto connesso alla nomina di Mykhailo Fedorov.

2. AUDIZIONE URGENTE: convocazione immediata del Ministro Guido Crosetto in Commissione Difesa Camera e Senato per chiarire il conflitto d’interessi da 9 miliardi di euro.

3. MORATORIA CAUTELATIVA: sospensione di ogni finanziamento, appalto e procedura per droni e sistemi autonomi fino a completo chiarimento sulla vicenda.

La Repubblica non può essere svenduta. La pace non è un optional costituzionale.

Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026


Fonte: denuncia CDC 2026 – Presidente Vittorio Adelfi – WeekNews verifica i fatti – N.169 – 6 Ottobre 2026

Confederazione Democrazie Cristiane 2026

NOTA DÍ APPROFONDIMENTO DI RIFLESSIONE SUI COSTI ENERGIA RESPONSABILI DELL’ATTUALE AUMENTI DI TUTTI I BENI DI PRIMA NECESSITA’ :

Ecco i dati ufficiali verificati – fonte CGIA, ARERA, TTF Amsterdam:

CARBURANTI – DA INIZIO CONFLITTO AD OGGI:

  • Benzina +9,5% – da 1,888€/lt pre-guerra (21-27 feb 2022 media MISE) a 2,064€/lt oggi self / 2,084€/lt ierie 2,036€ rilevato 5 ott Europa
  • Gasolio +28% – da 1,768-1,772€/lt pre-guerra a 2,261-2,285€/lt oggi self, media 2,084€ ieri 2,064€ oggi in calo per price cap Eni/Q8. Autostrada 2,293€ gasolio
  • Confronto UE 5 ottobre 2026 (Cargopedia):
  • Italia: benzina 2,036€ gasolio 2,236€
  • Ucraina: benzina 1,804€ gasolio 1,989€
  • Russia: benzina 0,786€ gasolio 0,854€
  • Calcolo % corretto:
  • Italia vs Russia diesel: +161% (2,236 vs 0,854)
  • Italia vs Ucraina diesel: +12,4% (2,236 vs 1,989)
  • Non 175% e non 94b63a3cb91e

Ecco i dati pre-guerra 

PREZZI ENERGIA – PRE-GUERRA VS OGGI – DATI CERTIFICATI

GAS NATURALE – MERCATO TTF (riferimento EU):

  • Pre-guerra gen 2020-gen 2021:15-25 €/MWh
  • Pre-guerra gen 2021-gen 2022:20-30 €/MWh stabile con contratti lungo termine Russia
  • Inizio tensione lug 2021: PUN già oltre 100€/MWh (era 70€ a giugno, 30€ un anno prima)
  • Picco guerra: 342 €/MWh agosto 2022 TTF gas
  • Oggi 10/10/2026: 81,63 €/MWh TTF gas, 82,43€ IGI italiano

ENERGIA ELETTRICA – PUN (Prezzo Unico Nazionale GME):

  • 2020 media annua: 38,92 €/MWh
  • 2021 media annua: 125,46 €/MWh (inizio crisi)
  • 2022 media annua: 303,95 €/MWh – picco agosto 543,15 €/MWh
  • 2023 media: 127,24 €/MWh
  • 2024 media: 106 €/MWh
  • 2025 media: 98 €/MWh
  • 2026 OGGI: 219,27 €/MWh giornaliero, 213,39€ media ottobre, 207,90€ media settembre – +82% da febbraio 2026 (114€ → 207€)

BOLLETTE FAMIGLIA TIPO ARERA:

TRADOTTO PER L’ITALIA:

AGGRAVIO NAZIONALE – DATI CORRETTI MIMIT/MASE:

  • Vs pre-guerra: +13,9 miliardi €/anno solo gasolio (28,3 mld lt × 0,493€ aumento da 1,768€ a 2,261€) / +19,9 mld totale carburanti (39,9 mld lt)
  • Ott 2025 → Ott 2026: da 1,622€/lt a 2,261€/lt = +39,4% (+0,639€/lt)
  • Giu 2026 → Ott 2026: da 1,954€/lt a 2,261€/lt = +15,7% in 4 mesi

In conclusione ? Famiglie al collasso che devono decidere se pagare le bollette energetiche o restare a digiuno !!!

Vittorio Adelfi Presidente CDC 2026


Redazione – Uff. Stampa info whattsapp: +39 3278598580
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