ALLE PORTE DI ROMA

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.

Roma, Venerdi Ottobre 2026

Dí Gilberto Dí Benedetto

ALLE PORTE DI ROMA


Quando il capitale incontra una profezia antica
C’è una frase del Talmud babilonese che, riletta oggi, produce una strana vertigine: «Dove si trova il Messia?» — «Alle porte di Roma». In Sanhedrin 98a il profeta Elia indica al rabbino Yehoshua ben Levi il luogo dell’attesa: non un palazzo, non il centro del potere, ma la soglia di Roma, tra gli ultimi e i sofferenti. È difficile non ripensarci osservando la

Roma contemporanea, tornata al centro dell’interesse dei grandi capitali internazionali. Palazzi storici, hotel, immobili di pregio e interi complessi vengono acquisiti e trasformati; nel 2026 il valore degli immobili di lusso offerti sul mercato romano è stato stimato in circa 5,6 miliardi di euro. E dentro questo movimento compare anche il capitale israeliano: nel 2023 White City Group, Isrotel e Phoenix Insurance Group, società israeliane, hanno acquistato un immobile di circa 5.000 metri quadrati in via della Scrofa; Isrotel è inoltre entrata nell’operazione relativa allo storico Hotel Savoy, mentre B.A.R. Assets and Hotels in Rome Ltd, società israeliana riconducibile al gruppo White City, ha acquisito la società immobiliare di Francesco Totti, con interessi anche in via Rasella.

Sul versante americano, grandi operatori finanziari hanno costruito portafogli altrettanto significativi: Apollo, per esempio, ha acquistato da ENPAM un portafoglio di 68 immobili per 842 milioni di euro. Non è una conquista e non è la prova di una profezia: è un movimento di capitale documentabile. Ma Roma possiede qualcosa che nessun bilancio riesce a contabilizzare: la memoria. Impero, cristianesimo, papato, ebraismo romano, guerre, persecuzioni, migrazioni e rinascite convivono nello stesso spazio. Qui il passato non scompare: si stratifica. Forse è per questo che quella frase antica continua a inquietare. Il Talmud non colloca il Messia semplicemente a Roma, ma alla sua soglia: un’immagine potentissima, perché suggerisce che il futuro possa attendere non nel cuore del potere, ma ai suoi margini.

Oggi, mentre capitali americani, israeliani e internazionali entrano nella Roma monumentale, la domanda ritorna, senza che sia possibile trasformarla in una certezza: stiamo assistendo al compimento di una profezia o a una coincidenza storica? Non lo sappiamo. E proprio questa incertezza rende la domanda più affascinante. Roma continua ad attirare denaro, potere, memoria e simboli da mondi lontani. Forse la profezia non ci chiede di riconoscere un uomo, ma di comprendere una città: una città che da duemila anni rimane contemporaneamente capitale del potere e luogo dell’attesa.

La domanda, allora, non è più soltanto «Il Messia sta arrivando?», ma «Perché, dopo così tanti secoli, continuiamo a cercarlo proprio alle porte di Roma?» Forse è questa la vera forza della profezia: non predire il futuro, ma costringerci, ogni volta che Roma cambia volto, a domandarci quale futuro stia entrando dalla sua porta.
Dott. Gilberto Di Benedetto — psicologo, psicoterapeuta, esperto in operazioni psyops.

Hypnos — poeta del tutto, maestro del nulla

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