
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
Napoli, Giovedì 01/10/2026
Di Massimo Capasso
Parigi, il muro di gomma cede. La Procura di Roma ritira la richiesta di archiviazione relativa alle indagini sull’abbattimento del jet Itavia. La svolta clamorosa è stata determinata dalla disponibilità delle autorità parigine a fornire documentazione inerente al duello aereo, mai certificato prima, che si svolse nei cieli italiani tra i Mirage francesi — intenzionati ad abbattere Gheddafi — e i MiG libici a sua protezione. Il rais viaggiava su uno di essi, “rifugiato” sotto la traccia del jet Itavia che, essendo una massa termica più rilevante, attrasse il missile sparato dal caccia francese.

Il leader libico viaggiava con il permesso dello Stato italiano su una rotta fornita dai servizi segreti, i quali contestualmente informarono i francesi, convinti di colpire l’aereo libico e non certo l’aereo di linea.
Va ricordato che testimoni di quel duello furono i piloti superesperti Nardini e Nutarelli, i quali sarebbero stati ascoltati dal giudice istruttore Rosario Priore se non fossero tragicamente deceduti nel 1988 durante l’esibizione delle Frecce Tricolori a Ramstein, in Germania, in una catastrofe in cui persero la vita circa quaranta spettatori. Da quel giudice, per dovere, ci andarono le vedove.
Per anni tutti hanno vissuto nel segreto di Pulcinella, sapendo cioè che i francesi avevano agito contra legem rispetto al diritto internazionale. Non a caso, la società incaricata di recuperare il velivolo abbattuto fu proprio francese: sarebbe stato troppo pericoloso affidare l’incarico a un’altra nazione. Il vero dubbio, oggi, è se Parigi consegnerà tutte le carte o se offrirà il solito contentino all’opinione pubblica.

D’altronde, in Europa la Francia ha oggi bisogno di un appoggio italiano per contrastare l’egemonia germanica. Già Marco Aurelio, conoscendo bene il mondo, ammoniva che i barbari dell’epoca — le tribù germaniche — fossero pericolosi soprattutto quando tacevano, perché in silenzio preparavano la guerra. Nel tempo, Guglielmo II e Adolf Hitler non hanno fatto che confermare questa profezia.
Avv. Massimo Capasso

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