
Dà Redazione WeekNews –
Napoli, 12 Settembre 2026
EX ILVA TARANTO: BASTA CON LE BUGIE. LA VERITA’ CHE ROMA NON VUOLE DIRE
La CDC 2026 rompe il silenzio: dietro l’inquinamento, le morti e i processi, c’è un forziere sepolto da miliardi
Di Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane CDC 2026
Sulle pagine di alcuni quotidiani è apparso un articolo a firma del Deputato On. Dario Iaia di Fratelli d’Italia. Un articolo sintetico, concreto, che finalmente ha il coraggio di dire una cosa semplice: sulla vicenda EX ILVA è arrivato il momento di fare chiarezza e di smetterla con la narrazione fatta di slogan.
Noi della Confederazione Democrazie Cristiane CDC 2026 lo diciamo da tempo sulle pagine di Weeknews, su altre testate e lo diciamo in modo molto più duro: quella di Taranto non è una crisi industriale, è un crimine politico continuato.
L’On. Iaia fa bene a ricordare tre verità scomode:
- Che il Governo ha garantito con risorse pubbliche la continuità e gli stipendi.
- Che M5S e sinistra hanno votato contro quei provvedimenti.
- Che il Comune di Taranto, in mano all’ala più estremista, ha rifiutato ogni proposta di decarbonizzazione per pura indisponibilità ideologica, finendo in una “non decisione” che oggi esplode.
Ha ragione. Ma non basta. Perché la domanda che nessuno fa è: perché si continua a discutere solo se chiudere o tenere aperto l’altoforno, quando le soluzioni alternative esistono già, protocollate, e marciscono nei cassetti?
LE TRE QUESTIONI DI FONDO CHE NESSUNO VUOLE AFFRONTARE

La politica poco lungimirante, locale e nazionale, invece di perseguire strade alternative, ha scelto la via più facile: gestire l’inquinamento, non eliminarlo.
Le questioni sono tre, e sono drammatiche:
1. Eliminare l’inquinamento, non gestirlo. In quell’area i residenti hanno già pagato un salatissimo conto in termini di vite umane, tumori, patologie gravissime e bambini nati con serie malformazioni. Quanti miliardi di cure sanitarie ha pagato lo Stato per curare le malattie che lo Stato stesso ha permesso di causare?
2. Dire la verità sul giorno dopo. È legittimo avere una posizione sulla chiusura dell’area a caldo, come dice Iaia. Ma bisogna avere il coraggio di dire cosa succede il giorno dopo. La magistratura di Milano ha chiuso, le sentenze si rispettano. Ma il futuro industriale non si lascia ai tribunali. Si governa. Chiudere può essere una decisione. Governare la transizione è una responsabilità. E qui la responsabilità manca da 20 anni.
3. Aprire i cassetti. Questo è il punto centrale che la CDC 2026 denuncia da sola.
IL FORZIERE SEPOLTO: PROGETTO GALILEO
Mentre a Taranto si muore e si litiga su slogan, centinaia di progetti esecutivi su nuove tecnologie ed energia a costo zero sono fermi in ostaggio nei cassetti di Roma e Bruxelles. Chi ha ordinato di non aprirli?
È il caso eclatante del Progetto Galileo , presentato al Governo e agli Enti locali da circa un decennio. Un progetto che la nostra Confederazione ha protocollato a tutti i livelli politici.
Cosa prevede Galileo? Non solo la bonifica totale dell’area EX ILVA, ma la sua trasformazione in una New Silicon Valley Italiana, una City of Science nel Mediterraneo. Un polo di scienza, tecnologie pulite, produzione di energia a costo zero, ricerca, formazione.
Un progetto che vale, come fatturato di ultima curva, oltre 20 miliardi annui, con il recupero totale dei lavoratori e degli indotti. Lavoro pulito, al posto di lavoro che uccide.
Perché è fermo? Perché, come abbiamo scritto nel nostro dossier, altri interessi, anche locali, privati, di pochi intimi di Taranto, hanno fatto sì che l’interesse privato prevalga su quello collettivo. Fanno marcire i progetti nei cassetti perché un’area bonificata e libera non rende quanto un’area inquinata e ricattabile.
IL TAVOLO PER TARANTO NON PUO’ ESSERE UN ALTRO TEATRINO

L’On. Iaia invoca giustamente il Tavolo per Taranto come luogo dove mettere insieme investimenti pubblici e privati, ambiente, industria e occupazione. Siamo d’accordo.
Ma quel tavolo deve avere il coraggio di fare tre cose:
- Mettere sul tavolo i progetti sepolti, a partire da Galileo, e spiegarne ai tarantini perché sono stati bloccati.
- Mettere fine alla contraddizione di chi invoca la chiusura dell’area a caldo e contemporaneamente piange per l’occupazione, dopo aver firmato con Mittal e promesso l’acquapark, come ha fatto il M5S.
- Costruire una visione, non gestire una agonia. Taranto ha bisogno di salute, ambiente, lavoro, investimenti e industria insieme. Non l’uno contro l’altro.
La CDC 2026 lo dice chiaro: non servono contrapposizioni ideologiche, servono atti concreti. Aprite quei cassetti. Bonificate. Create la Silicon Valley Italiana dove oggi c’è la fabbrica di morte.
Il conto di morti e malattie è già troppo salato per continuare a far finta di niente.
Articoli correlati:
- Il forziere sepolto: centinaia di progetti esecutivi protocollati su nuove tecnologie ed energia a costo zero fermi in ostaggio nei cassetti di Roma e Bruxelles – Chi ha ordinato di non aprirli?
https://weeknews.top/il-forziere-sepolto-centinaia-di-progetti-esecutivi-protocollati-su-nuove-tecnologie-ed-energia-a-costo-zero-fermi-in-ostaggio-nei-cassetti-di-roma-e-bruxelles-chi-ha-ordinato-di-non-aprirli-chi-s/ - Progetto Galilei: da ex acciaieria a City of Science nel Mediterraneo
https://weeknews.top/progetto-galilei-da-ex-acciaieria-a-city-of-science-nel-mediterraneo/
Confederazione Democrazie Cristiane (CDC 2026)
COSCIENZA È VERITÀ
Il Presidente CDC 2026 – Cav. Vittorio Adelfi
Il Segretario Nazionale Dott. Carmelo Antonio Comi

Uff. stampa Istituzionale Confederazione Democrazie Cristiane 2026 – È-mail conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com – info whattsapp + 39 3278598580







