SICUREZZA: RIPRENDIAMOCI LE CITTÀ !!! CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026

Approfondimenti CDC 2026


*SICUREZZA ITALIA: RIPRENDIAMOCI LE CITTA’

BOZZA TECNICA DI PROPOSTA LEGISLATIVA “CDC 2026”
Titolo: “Disposizioni per la certezza della pena, l’edilizia penitenziaria e la rieducazione attraverso il lavoro”

NOTA AI PRINCIPI COSTITUZIONALI
La presente proposta si fonda e rispetta i principi di cui agli artt. 3, 13, 25, 27 e 42 della Costituzione Italiana:

  1. Art. 27 c.2 e c.3: La pena non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato. L’obbligo di lavoro di cui all’art. 3 ha finalità riparativa e rieducativa – Chi è irregolare espusione immediata !!!
  2. Art. 25 c.2: Principio di legalità e determinatezza della pena. Si interviene per garantire certezza nell’esecuzione.
  3. Art. 3 e 42: Tutela dell’uguaglianza e del diritto di proprietà privata e pubblica come fondamento della convivenza civile.
  4. Art. 13: Le misure cautelari restano soggette a riserva di giurisdizione e proporzionalità.

ART. 1 – FINALITÀ
La presente legge intende:

  1. Garantire la certezza della pena per i reati contro la persona e il patrimonio.
  2. Superare il sovraffollamento carcerario mediante nuovo piano di edilizia penitenziaria.
  3. Introdurre l’obbligo di lavoro riparativo per i condannati a pena detentiva non superiore a 5 anni e non pericolosi socialmente.

ART. 2 – MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE
All’art. 275, comma 3 c.p. dopo le parole “divieto di dimora” sono aggiunte le seguenti:
“Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano per i delitti contro il patrimonio con modalità predatoria, di cui agli artt. 624-bis, 628 e 635 c.p., e per i delitti contro la persona di cui agli artt. 582, 583 e 594 c.p., quando sussistono esigenze cautelari di reiterazione del reato.”

ART. 3 – MODIFICHE ALL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO L. 354/1975
Dopo l’art. 47-ter è inserito l’art. 47-quater “Esecuzione della pena mediante lavoro di pubblica utilità obbligatorio”.

  1. Al condannato a pena detentiva non superiore a 5 anni, incensurato per delitti della stessa indole, il giudice può sostituire la pena con l’obbligo di prestazione di lavoro non retribuito a favore della collettività per un numero di ore pari al doppio dei giorni di pena.
  2. Le attività riguardano: manutenzione e ripristino di beni pubblici danneggiati, decoro urbano, assistenza ad enti locali e protezione civile.
  3. La mancata esecuzione senza giustificato motivo comporta la revoca e l’esecuzione della pena detentiva.

ART. 4 – REITERAZIONE SPECIFICA
Per i soggetti condannati 3 volte per delitti della stessa natura nel quinquennio, anche con pena < 5 anni, è esclusa la sospensione dell’esecuzione di cui all’art. 656 c.p. e l’accesso alle misure alternative di cui al Capo VI L. 354/1975.

ART. 5 – PIANO STRAORDINARIO EDILIZIA PENITENZIARIA 2026-2030
È autorizzata la spesa di lo
B. ARTICOLO GIORNALISTICO – CDC 2026

Titolo: “CDC 2026: Carcere, certezza della pena e lavoro. La proposta per dire basta a scippi e vandalismi impuniti”

Fara in Sabina – “Basta con l’arresto e il rilascio il giorno dopo. La proprietà privata e la sicurezza delle persone in un paese civile devono tornare ad essere sacre”.

Con queste parole il Coordinamento CDC 2026 presenta oggi la sua proposta di legge per riformare il sistema penale e penitenziario italiano, una proposta che secondo i promotori “si ispira pienamente all’art. 27 della Costituzione: pena certa, umana e rieducativa”.

Il punto di partenza è un dato: la maggior parte dei reati con pena inferiore a 5 anni – dagli scippi alle rapine sui bus, dai borseggi al danneggiamento di beni pubblici e privati – si conclude con una scarcerazione immediata. Una norma nata per svuotare carceri sovraffollate, ma che secondo CDC ha prodotto l’effetto opposto: senso di impunità e recidiva.

“Carcere sì, ma con regole nuove e costituzionali”
La proposta CDC si basa su 3 pilastri.

1. Più carceri, subito
Piano da 2,5 miliardi per costruire 12 nuovi istituti e ampliare 20 esistenti entro il 2030. L’obiettivo è abbattere il sovraffollamento che oggi supera il 130% e garantire che ogni condanna possa essere eseguita, nel rispetto della dignità della persona.

2. Certezza della pena per chi colpisce persone e beni
Stop agli automatismi. Per reati predatori e contro la persona, anche sotto i 5 anni, la custodia cautelare in carcere torna ad essere applicabile. E per i recidivi seriali, 3 volte nello stesso reato in 5 anni, addio a misure alternative e sospensioni.


Napoli, 29 Luglio 2026
Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Dipartimento Sicurezza, Lavoro e Politiche per la Famiglia


Vittorio Adelfi – Presidente
Dott. Carmelo Antonio Comi – Segretario Nazionale
Confederazione Democrazie Cristiane 2026

3. Rieducare lavorando, non bivaccando
Novità centrale: per i condannati non pericolosi fino a 5 anni, niente più nulla facenza. Obbligo di lavoro per la comunità: pulire ciò che hanno sporcato, riparare ciò che hanno rotto, aiutare chi ha bisogno. 20-30 ore a settimana in servizi sociali, sotto il controllo di enti locali. Un modello che unisce sanzione e rieducazione, come chiede la Costituzione.

“Non è vendetta. È giustizia e riparazione” spiegano da CDC. “Chi sbaglia deve pagare, ma deve anche restituire qualcosa al paese. E lo Stato deve mettere in condizione i giudici di far rispettare le sentenze nel rispetto della legge”.

La proposta sarà depositata nelle prossime settimane e portata all’attenzione di Parlamento e Ministero della Giustizia.

Secondo la CDC 2026 è l’unica strada per ridare fiducia ai cittadini e dignità e sicurezza alla persona.
Vittorio Adelfi
Presidente CDC 2026
Carmelo Antonio Comi
Segretario Nazionale Politico






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