

Salerno, quando il voto diventa memoria:
l’Associazione Nazionale Carabinieri rinnova il suo giuramento.
SALERNO, 25 luglio 2026 – Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi. Dove il profumo del caffè si mescola ai ricordi, le strette di mano valgono più di mille parole e il senso di appartenenza continua a vivere ben oltre la fine del servizio. La Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Salerno è uno di questi luoghi. Qui, ieri mattina, non si è svolta soltanto l’elezione del nuovo coordinatore provinciale dell’ANC. Si è celebrato qualcosa di più profondo: il rinnovo di un legame che attraversa generazioni, un patrimonio di valori che continua a unire uomini e donne dell’Arma, in servizio e in congedo.
Le urne, le schede, hanno scandito il rito democratico. Ma, tra un voto e l’altro, a riempire la sala sono stati soprattutto gli abbracci, i sorrisi e i racconti di chi si è ritrovato dopo anni. «Quanto tempo…», «Ti ricordi quella notte…». Frasi semplici che racchiudono vite condivise, sacrifici, missioni e un senso di fratellanza che il tempo non ha mai scalfito.
Ad aprire i lavori è stato l’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Domenico Cagnazzo, che ha voluto riportare l’attenzione sulle radici dell’Associazione, ricordando una data che rappresenta molto più di una ricorrenza: il 1° marzo 1886. A Milano nasceva infatti la Società di Mutuo Soccorso tra congedati e pensionati dei Carabinieri Reali, fondata con uno scopo tanto semplice quanto rivoluzionario: non lasciare solo chi aveva servito lo Stato. Offrire sostegno, assistenza e dignità ai militari in difficoltà e alle loro famiglie, trasformando la solidarietà in un dovere morale. Daquella intuizione prese forma un percorso destinato a crescere negli anni. Tra il 1925 e il 1926, con il primo convegno nazionale di Roma, le diverse realtà territoriali confluirono nella Federazione Nazionale dei Carabinieri Reali, consolidando un’identità comune. Nel secondo dopoguerra l’Associazione assunse l’attuale fisionomia, ampliando il proprio impegno al volontariato e dando vita ai Nuclei di Protezione Civile, oggi presenti in tutta Italia. Uomini e donne che hanno deposto la divisa, ma non il senso del dovere.
«L’Associazione riunisce chi è in servizio, chi è in congedo, i familiari e i simpatizzanti», ha ricordato il Generale Cagnazzo. «Il filo che unisce l’Arma in servizio a quella in congedo si chiama fratellanza. E la fratellanza non va mai in congedo.»
Parole che hanno trovato conferma nei fatti. Ancora una volta la Sezione ANC di Caprioli di Pisciotta ha offerto il proprio contributo concreto alla giornata elettorale. Partiti alle prime luci dell’alba per essere presenti. Un gesto semplice, ma profondamente significativo, che racconta meglio di qualsiasi discorso lo spirito dell’Associazione.
Terminate le operazioni di voto, nessuno ha avuto fretta di andare via. Attorno a un caffè, davanti a una fotografia o tra i ricordi di una carriera vissuta fianco a fianco, la sede è rimasta animata da conversazioni che parlavano di amicizia, servizio e memoria.
Perché l’Associazione Nazionale Carabinieri non custodisce soltanto il passato. Continua a dare forma, ogni giorno, a una comunità fondata sulla solidarietà, sul volontariato e sul rispetto di valori che attraversano il tempo.
Quando le porte della Sezione si sono chiuse, a Salerno è rimasta la consapevolezza che quella appena conclusa non fosse stata soltanto una consultazione elettorale.
Era il rinnovo di una promessa nata nel 1886.
Una promessa che continua a vivere in ogni stretta di mano, in ogni volontario che si mette al servizio degli altri, in ogni Carabiniere che, anche dopo aver lasciato l’uniforme, continua a sentirsi parte della stessa grande famiglia.
Perché l’Arma, prima ancora di essere un’istituzione, è una storia condivisa. E certe storie non conoscono congedo.
Caprioli di Pisciotta (SA), 26.07.2026
Autore: Mauro Antinolfi














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