VILLA PIGNATELLI BARRA – NAPOLI EST – MIGLIO D’ORO MANIFESTAZIONI SI – RESTAURO NO !!!

foto dí un tempo che fu !!!

MIGLIO D’ORO: VILLA PIGNATELLI, Videoarte e Manifestazioni SI, RESTAURO DOVE?

Barra, Napoli Est.
Mentre Villa Pignatelli Monteleone ospita mostre di videoarte e iniziative culturali, fuori dal portale barocco di Ferdinando Sanfelice resta la realtà: degrado, indifferenza, cemento.

Da Delizia dei Pignatelli a “ferita aperta”
La Villa delle Delizie Pignatelli Monteleone era “vera Delizia dello spirito, della cultura, dell’arte e anche della natura”. Oggi, come denunciano da anni i comitati e i cittadini di Barra, “non c’è più”.

Rimangono solo “poche e orribili tracce” in una cornice che urla l’assenza degli antichi splendori. L’androne seicentesco con il ponteggio in calcestruzzo, progettato da Sanfelice per alleggerire la maestosità della facciata a mare, appare oggi come “una ferita su di un corpo mutilato e vecchio”. Un portone aperto sulla strada “come una bocca urlante ma allo stesso tempo afona”.

Il parco, i boschi, il belvedere sul mare descritti nella mappa del duca di Noja del 1775 sono “quasi totalmente irriconoscibili”. I gazebo a mosaico, le fontane, gli zampilli arabescanti: tutto cancellato da trasformazioni “irrimediabilmente distrutte dalle trasformazioni estemporanee, pacchiane e folcloristiche”.

Il punto: il degrado lo facciamo noi
Qui sta, oggi, la denuncia più dura di Vittorio Adelfi Presidente dell’Associazione “Cuor dí Borgo”, che sì occupa del recupero dí antichi Borghi medievali, nonche’ Presidente della “Confederazione Democrazie Cristiane 2026”,  a cui si uniscono le Acli Beni Culturali, con il presidente professore Pasquale Gallifuoco che si dichiara pienamente d’accordo: ecco cio’ che emerge dalle proteste dei cittadini online e dai report locali: non è stato solo il terremoto del 1980 o il tempo a colpire. È l’uomo.

  1. I proprietari assenti: La villa, tra le poche “Ville d’oro” del Miglio ancora in piedi, è prigioniera “dietro le sbarre dell’indifferenza totale”. Pilastri di cemento grezzo si sono sostituiti ai piedritti in pietra chiara scolpiti da Sanfelice. Un restauro formale fatto “all’alba di quel terremoto” ha lasciato segni irreversibili.
  2. Gli inquilini e l’uso improprio: Gli spazi sono “imprigionati” da occupazioni e interventi che snaturano il luogo. Quello che doveva essere un capolavoro barocco irriproducibile oggi convive con auto parcheggiate nel cortile e muri deturpati.
  3. L’indifferenza delle istituzioni: “Non è retorica . Solo un’amara constatazione”. I beni storici del Miglio d’Oro sono difficilmente riproducibili perché fatti con maestranze, pietre, disegni e un rapporto con il mare che oggi non esiste più. Una volta persi, sono persi.

Cenni storici per capire cosa stiamo perdendo
Voluta dal duca Diego Pignatelli Aragona Cortés nel 1728 e completata nel 1766 sotto il figlio Fabrizio Mattia, la villa portava la firma artistica di Ferdinando Sanfelice sul portone primario. Era il cuore del “Miglio d’Oro”, la corona settecentesca delle residenze vesuviane tra Napoli e Torre del Greco.

Oggi quella corona ha un’altra gemma scalfita.

La domanda resta: si può accendere la videoarte dentro, se fuori lasciamo marcire il contenitore?
Vittorio Adelfi

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