

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
Napoli , 14 Ottobre 2026
TRIBUNALE MINORI L’AQUILA: TOGLIE 3 FIGLI PERCHÉ LA MAMMA È POVERA, MALATA E “TRASCURATA NELL’ASPETTO”. GLI http://AVV.TI PISANI: “È BODY SHAMING GIUDIZIARIO ISTITUZIONALIZZATO, RICORRIAMO ALLA CORTE EUROPEA DIRITTI DELL’UOMO”
Di Angelo Pisani
Il caso shock del provvedimento “sine die” senza calendario visite. La difesa svela le pagine del decreto: frigo vuoto, supermercato lontano, stanze piccole. Ma sono solo sospetti. E la L. 184/83 dice l’opposto: l’indigenza non può togliere i figli.
NAPOLI / L’AQUILA, 14 ottobre 2026 – di Redazione WeekNews
Donna, povera, malata e «trascurata nell’aspetto»: così il Tribunale per i Minorenni de L’Aquila motiva il decreto notificato il 7 ottobre 2026 con cui conferma il collocamento in comunità di tre fratellini, prelevati senza preavviso il 17 settembre scorso.
È quanto denuncia a WeekNews lo Studio Legale Pisani & Partners, con gli Avv.ti Angelo e Sergio Pisani, difensori dei genitori, che parlano di “primo caso di body shaming giudiziario e denigrazione/umiliazione donna/mamma” e annunciano reclamo immediato in Corte d’Appello e ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ex art. 39 Reg. Corte per misura provvisoria di rientro immediato.
Le pagine choc del decreto che Pisani impugna
WeekNews ha potuto visionare l’analisi integrale del decreto. Sono questi i passaggi contestati, distinti per chi parla:
IL COLLEGIO – i passaggi più gravi per l’impugnazione:
Pag. 8: il collocamento in casa-famiglia è la scelta “più appropriata, poiché in definitiva offre ai genitori il supporto materiale di cui essi stessi hanno mostrato di aver bisogno”. È il passaggio più forte: il bisogno materiale diventa ragione dell’allontanamento.
Pag. 9: Pia “avrebbe riferito difficoltà della madre nel provvedere agli acquisti alimentari a causa della lontananza del supermercato e dell’assenza di una autovettura”. La difesa: MA NON E’ VERO.
Pag. 9: “carenze igieniche e alimentari sospettate” che non si può escludere “non fossero occasionali”. Sono sospetti, non accertamenti.
Pag. 6: situazione di abbandono “oggettivamente manifesta” perché i minori “apparivano affidati per gran parte della giornata alla sola madre”, mentre il padre era al lavoro.
Pag. 8: condizione di salute della madre che “non le consente di occuparsi adeguatamente dei figli, indipendentemente dalla sua determinazione a farlo”.
Pag. 9: “stato di abulia”, indicato come conseguenza di una sideropenia, con invio al CSM.
Pag. 8: “difficile organizzazione dell’attuale ménage familiare”, aggravato dall’accudimento del fratello disabile.
RELAZIONE SERVIZIO SOCIALE (recepita dal Collegio):
Pag. 1: “disagio abitativo”; nel frigo “pochi alimenti e, comunque, non adeguati”
Pag. 2: stanze “di esigue dimensioni”, reti e materassi “in condizioni di forte degrado”
Pag. 2: la madre “si presentava anche lei trascurata nell’aspetto” – alle 8 del mattino appena sveglia con 3 bambini piccoli
CURATORE SPECIALE:
Pag. 5: a Montesilvano, Comune che paga da anni il sussidio di 950 euro al mese, sarebbe solo una “mera posizione anagrafica”, in una via fittizia per chi non ha fissa dimora.
Pag. 5: “assenza di mezzi di trasporto”, per cui Pia va a scuola a piedi. NON VERO: va con pulmino.

Il Comunicato integrale dello Studio Pisani
“Donna, povera, malata e trascurata nell’aspetto: così nel decreto Tribunale Minori e lo Stato toglie tre figli a una mamma e li nega anche al padre ‘sano’ che lavora”
«A nessuno è concesso denigrare così una donna e una madre, assistiamo ad un caso di Body Shaming istituzionalizzato. Ricorriamo subito anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo, con richiesta di misura urgente. Le istituzioni e le associazioni delle donne e bambini non restino in silenzio» – Avv. Angelo Pisani
Nel comunicato stampa del 8 ottobre 2026, la difesa ricostruisce: non c’è racconto di maltrattamenti, violenze o illeciti, che non ci sono mai stati. C’è il ritratto umiliante di una donna. Una condanna senza appello, a tempo indeterminato e senza un calendario di incontri.
“La povertà si aiuta, una malattia si cura, la stanchezza di una madre si rispetta: nessuna di queste cose autorizza a portarle via i figli. Strappare tre bambini piccoli all’abbraccio dei genitori, senza fatti accertati e senza un termine, è per noi una violenza sui minori e una violazione dei diritti umani.”
La legge dice il contrario
L’art. 1 della L. 184/1983 stabilisce che l’indigenza dei genitori non può ostacolare il diritto del minore a crescere nella propria famiglia e che la famiglia in difficoltà va sostenuta, non smembrata.
Lo stesso curatore speciale dei minori aveva chiesto un intervento meno invasivo, con aiuto domiciliare. Il Tribunale ha invece ritenuto “non pertinente” la proporzionalità, ha ignorato il padre e la rete familiare e ha scelto una struttura a pagamento destinata a vittime di violenza, senza fissare un termine, un calendario di visite o le condizioni per il rientro – provvedimento “nullo” perché sine die.
Bambini non sono pacchi
“È inaccettabile anche dal punto di vista umano che tre bambini siano allontanati e tali vittime innocenti siano private dei loro amati genitori, a causa di alcune presunte criticità abitative tra l’altro immediatamente ed adeguatamente affrontate ed eliminate. I servizi sociali non possono sostituire i genitori” – Avv.ti Angelo e Sergio Pisani
La difesa contesta che dopo aver confermato l’allontanamento, il Tribunale ordini al Servizio Sociale di svolgere indagini e persino accertamenti presso il SerD e il CSM su condizioni meramente “eventuali”. Prima si tolgono i bambini, poi si cercano le ragioni.
L’appello
La difesa rivolge un nuovo appello al Santo Padre, al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento, alle Autorità garanti per l’infanzia, agli organismi di parità, ai centri antiviolenza e a tutte le associazioni:
Se basta essere una mamma sola, povera e malata per perdere i figli, nessuna madre in difficoltà avrà più il coraggio di chiedere aiuto: un precedente pericoloso per tutte.
AVVOCATO ANGELO PISANI & SERGIO PISANI
WeekNews seguirà il reclamo in Corte d’Appello de L’Aquila e il ricorso alla Corte EDU con richiesta ex art.39.

NOTA REDAZIONE: Nel rispetto della riservatezza dei minori, il presente articolo non riporta nomi né elementi idonei a identificarli; si invitano gli organi di informazione ad attenersi alla medesima cautela, come da indicazioni della difesa.
NOTE:
Motivazione del Collegio
• Pag. 8: il collocamento in casa-famiglia è la scelta "più appropriata, poiché in definitiva offre ai genitori il supporto materiale di cui essi stessi hanno mostrato di aver bisogno". È il passaggio più forte: il bisogno materiale diventa ragione dell'allontanamento.
• Pag. 9: Pia "avrebbe riferito difficoltà della madre nel provvedere agli acquisti alimentari a causa della lontananza del supermercato e dell'assenza di una autovettura".
• Pag. 9: "carenze igieniche e alimentari sospettate" che non si può escludere "non fossero occasionali". Sono sospetti, non accertamenti.
• Pag. 6: situazione di abbandono "oggettivamente manifesta" perché i minori "apparivano affidati per gran parte della giornata alla sola madre", mentre il padre era al lavoro.
• Pag. 8: condizione di salute della madre che "non le consente di occuparsi adeguatamente dei figli, indipendentemente dalla sua determinazione a farlo".
• Pag. 9: "stato di abulia", indicato come conseguenza di una sideropenia, con - ( STRUMENTALE) -invio al CSM.
• Pag. 8: "difficile organizzazione dell'attuale ménage familiare", aggravato dall'accudimento del fratello disabile.
Relazione del Servizio Sociale (recepita dal Collegio)
• Pag. 1: "disagio abitativo"; nel frigo "pochi alimenti e, comunque, non adeguati all'alimentazione dei bambini";
• Pag. 2: stanze "di esigue dimensioni", reti e materassi "in condizioni di forte degrado".
• Pag. 2: la madre "si presentava anche lei trascurata nell'aspetto".
Curatore speciale
• Pag. 5: la casa è dello zio paterno, invalido e con amministratore di sostegno.
• Pag. 5: "assenza di mezzi di trasporto", per cui Pia va a scuola a piedi (NON VERO) e i piccoli non frequentano nido e materna.
• Pag. 5: il curatore stesso chiede un intervento "meno invasivo", con supporto domiciliare e soluzione del problema trasporti.
• Pag. 6-7: il Collegio dichiara "non pertinente" la proporzionalità e ammette un solo intervento possibile, il collocamento.
Palese Il contrasto è con l’art. 1, commi 2 e 3, L. 184/1983 (l’indigenza non può ostacolare il diritto del minore alla propria famiglia; vanno disposti interventi di sostegno) e con l’art. 8 CEDU.

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