SICILIA: il paradosso di produrre carburanti e poi pagarli più cari !!!

SICILIA, RAFFINERIE E CARBURANTE PIÙ CARO: IL PARADOSSO DENUNCIATO DALLE PARTITE IVA. CDC 2026: PORTO FRANCO SUBITO

Chi sopporta l’impatto ambientale paga la benzina più cara d’Italia.
Per la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 è inaccettabile.
Porto franco e fiscalità agevolata sono legge: vanno applicati.

SICILIA – “Produciamo energia per tutta Italia, respiriamo gli impianti ogni giorno, e paghiamo la benzina più cara della terraferma”. È la protesta che da mesi portano avanti le Partite IVA siciliane, i trasportatori, i pescatori. Un paradosso che per la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 va chiuso subito.

“La chiusura paventata delle raffinerie di Gela e Priolo non è solo un titolo sui giornali – spiega Vittorio Adelfi, Presidente CDC 2026 – È l’ansia di 10mila famiglie dirette più tutto l’indotto.
È il barbiere, il camionista, il negozio sotto casa che vivono con quella busta paga. Discutere di futuro energetico senza loro è fare politica contro la gente”.

1. Il doppio disagio: ambiente + bolletta
In Sicilia il disagio ha due facce che si sommano:
Ambientale: ARPA e cittadini chiedono controlli più stringenti, bonifiche, aria e mare più puliti. Il territorio ha dato tanto all’Italia energetica.
Economico: Proprio chi vive accanto agli impianti paga il carburante più caro d’Europa. Le Partite IVA siciliane denunciano: trasporti, pesca, agricoltura partono svantaggiati rispetto a chi lavora in Lombardia o Lazio. “Subiamo l’impatto, ma non abbiamo neanche lo sconto alla pompa”.

Per CDC 2026 questo è un errore politico. “Patria significa equità territoriale. Chi sostiene un peso nazionale deve avere un riconoscimento nazionale”.

2. Perché le raffinerie restano strategiche
Oltre al lavoro, restano centrali per 3 motivi: sicurezza energetica, porti vivi, competenze tecniche uniche. Buttare via Augusta, Gela, Milazzo significa dipendere di più dall’estero e impoverire i porti siciliani.

3. La proposta CDC 2026: trasformare, non punire
La legge già prevede per Sicilia e Sardegna strumenti di fiscalità agevolata legati a Porto Franco e ZES. CDC 2026 chiede 3 azioni immediate:

A. Porto Franco operativo: Zone franche doganali e fiscali reali non solo ad Augusta e Gela, ma in tutta la Sicilia ricordiamo ll pericolo Etna, come a Napoli per il Vesuvio ed i Campi Flegrei.
Battaglia attiva da anni anche per la Sardegna e le ex Repubbliche Marinare.
Meno accise, quindi, fiscalità agevolata, meno burocrazia per chi investe in idrogeno verde, bio-raffinerie, chimica circolare. Il porto resta vivo, il lavoratore non perde il posto.

B. Sconto carburante per residenti e Partite IVA siciliane: Se la Sicilia produce e subisce, la Sicilia deve pagare meno. Decontribuzione accise per residenti, trasportatori, pescatori, agricoltori. È il minimo riconoscimento per chi ospita gli impianti. Come già avviene in altre aree d’Europa con fiscalità speciale.

C. Rigenerazione con i lavoratori dentro: I fondi PNRR servono a convertire, non a delocalizzare. Chi oggi raffina petrolio domani deve lavorare su idrogeno e cattura CO2. Formazione pagata, garanzie sindacali, salute monitorata con centraline ARPA in tempo reale.

Conclusione di Adelfi:
“De Gasperi non avrebbe mai accettato che la terra che produce energia fosse anche la terra più povera e più tassata. Porto franco sì, transizione sì, ambiente tutelato sì. Ma con una regola di Sturzo: prima i più deboli. E in Sicilia i più deboli oggi sono le Partite IVA che chiedono solo giustizia”.

Roma-Palermo, 31 maggio 2026
Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026


Questione lavoro”:

  1. Gela: Lo stabilimento Eni è già in riconversione verso bioraffineria dal 2014. La paura dei lavoratori è che i tempi si allunghino e i posti calino.
  2. Priolo: Lukoil/ISAB è stato al centro di crisi e passaggio di proprietà per le sanzioni. Il timore è chiusura o ridimensionamento se non arrivano investimenti certi.
  3. Milazzo: Stesso discorso: riconversione sì, ma con garanzie occupazionali scritte nero su bianco.

CDC 2026 quindi non inventa la paura: la intercetta e propone Porto Franco + sconto carburante come risposta concreta.

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