SICUREZZA CITTA’ – UN CAMBIO DI ROTTA CHE TUTELI GLI OPERATORI DI POLIZIA E LE VITTIME DI CRIMINI – BASTA RISARCIRE CHI DELINQUE

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.

Napoli, Giovedì 1’ Settembre 2026

Certezza della Pena per chi delinque. Perché l’Italia deve smettere di liberare i colpevoli di reati contro la persona e le forze di polizia .

CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026

Troppi cavilli, riti premiali e interpretazioni buoniste.
La proposta CDC 2026 per restituire la giustizia alle vittime

Il dibattito sulla sicurezza urbana e sul nuovo pacchetto di norme impone una riflessione profonda e senza sconti che parte da un principio non negoziabile: la certezza della pena.
Dall’analisi delle disposizioni attuali emerge una grave lacuna legata all’assenza di interventi concreti sull’edilizia carceraria e sul sistema dei domiciliari. È tempo di invertire la rotta: chi compie un reato deve scontare la propria condanna in galera, dentro le mura della struttura penitenziaria, e non nella comodità della propria casa.
La priorità assoluta per la tutela del territorio e dei cittadini deve partire da un’azione drastica e immediata: tutti i clandestini attualmente detenuti nelle nostre galere devono essere i primi ad essere espulsi e rimpatriati, alleggerendo il sistema e restituendo legalità e sicurezza alle nostre città.
Non è più cronaca, è un sistema
Nelle ultime settimane abbiamo letto diverse notizie nello stesso giorno: un predatore sorpreso a molestare una bambina rimesso in libertà dopo poche ore perché incensurato e “collaborativo”, e un padre che ha difeso quella stessa bambina indagato per eccesso di legittima difesa.
di un carabiniere che viene ferito dai ladri e subito liberato dal giudice, dopo l’arresto in fragranza di reato.
È questo il cortocircuito che la
Confederazione Democrazie Cristiane vuole spezzare.
Il problema non sono solo le interpretazioni dei giudici, il problema sono le norme larghe che li costringono a liberare.
Oggi il nostro codice, nato per garantire giustamente tutti, è diventato un labirinto di scorciatoie:

  • Il mito dell’incensuratezza come salvacondotto.
    Per reati odiosi come la violenza sessuale su minori, l’essere incensurati non può valere come attenuante automatica. Non stiamo parlando del furto di una mela. Stiamo parlando di un trauma che una vittima porterà per tutta la vita. Il pentimento a scoppio ritardato, mostrato solo dopo essere stati scoperti, non è resipiscenza, è tattica difensiva.
  • L’industria dei riti premiali. Patteggiamenti, messe alla prova, sospensioni condizionali. Strumenti nati per decongestionare i tribunali per reati minori, oggi applicati anche dove dovrebbero esserci sbarramenti insormontabili. Risultato: la pena certa non esiste più e la funzione deterrente dello Stato scompare.
  • Il paradosso del difensore indagato. Chi difende la propria casa, la propria azienda o i propri figli si trova a dover dimostrare di non aver esagerato, mentre chi aggredisce invoca il risarcimento perché si è ferito durante l’aggressione. È una distorsione del buonsenso che umilia le vittime due volte.
    Una riforma garantista verso le vittime
    Per questo la nostra proposta di legge, che pubblichiamo oggi in esclusiva su WeekNews, non è giustizialista. È garantista verso le vittime.
    Cosa prevede, in sintesi:
  • Presunzione di proporzionalità quando c’è pericolo per la persona. Se uno entra con violenza in casa tua, non devi fare il calcolo del bilancino. Se c’è pericolo reale, la tua difesa è legittima. Il giudice interverrà solo in caso di eccesso macroscopico ed evidente.
  • Tutela per chi reagisce per paura. Se un genitore eccede per grave turbamento e paura nell’immediatezza dell’aggressione al figlio, non è punibile per colpa. Si chiude il caso del padre che difende e poi viene processato.
  • Stop al risarcimento per il criminale. Chi si ferisce commettendo un reato doloso non può chiedere i danni a chi si è difeso. È una norma di civiltà.
  • Bodycam come verità. Le registrazioni delle Forze dell’Ordine diventano prova ad alta valenza, per proteggere sia il cittadino che l’agente che opera correttamente.
  • Responsabilità vera dei genitori e Fondo per le vittime. Chi cresce un figlio deve rispondere dei danni, ma se non può pagare, paga subito lo Stato alla vittima e poi lo Stato si rivale. La vittima non resta mai sola.
    Il quadro dei dati e della realtà urbana
    I dati ufficiali forniti periodicamente dagli organi istituzionali (come il Ministero dell’Interno tramite il Dossier del Viminale) e dall’ISTAT aggregano i fenomeni criminosi per tipologia di reato e flussi generali di delittuosità, oppure tracciano la percentuale di incidenza degli stranieri sul totale dei denunciati, arrestati o destinatari di provvedimenti di allontanamento, senza tuttavia pubblicare un registro cronologico o un censimento casistico continuo per singolo episodio di violenza o danneggiamento.
    A livello macroscopico, i dati ufficiali aggiornati evidenziano che:
  • Sul fronte generale della delittuosità in Italia nel corso dei primi mesi del 2026 si registra una flessione complessiva dei reati denunciati di circa il 10% rispetto all’anno precedente.
  • Per quanto riguarda i controlli mirati nelle cosiddette “zone rosse” urbane e nelle stazioni ferroviarie, circa il 44% delle persone identificate è di nazionalità straniera, percentuale che sale sensibilmente (oltre il 70%) quando si considerano i soggetti destinatari di provvedimenti formali di allontanamento o espulsione per motivi di sicurezza o turbativa dell’ordine pubblico.
  • I reati connessi al danneggiamento di beni pubblici e arredi urbani vengono solitamente catalogati nei bollettini delle forze dell’ordine all’interno delle rubriche generali dei reati contro il patrimonio o resistenza/oltraggio, senza una suddivisione sistematica su base etnica o nazionale nei report pubblici periodici.
    Non chiediamo carcere duro a slogan. Chiediamo quello che chiede l’Europa seria: certezza della pena, proporzionalità reale e protezione di chi difende i più deboli.
    Perché uno Stato che libera facilmente chi colpisce i minori e processa chi li difende, ha smarrito il senso della giustizia
    ed il Decreto Sicurezza tappa solo piccole falle, urge una nuova edilizia carceraria e l’immediata remigrazione per tutti i clandestini delinquenti che deteniamo nelle nostre galere.

Il Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026 Cav Vittorio Adelfi

Il Segretario Nazionale CDC 2026 -Dott.Carmelo Antonio Comi

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Uff. Stampa Redazione WeekNews – Magazine Editor Vittirio Adelfi – info whattsapp +39 3278598580

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