SICILIA: GELA SOTT’ACQUA, CRONACA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi

Roma. Domenica 20 Settembre 2026

Gela sott’acqua: cronaca di un fallimento annunciato. La risposta e la visione della Confederazione Democrazie Cristiane 2026

I fatti del 19 settembre 2026 — con il Lungomare Federico II di Svevia chiuso al traffico, Via Venezia paralizzata, infiltrazioni all’ospedale cittadino e l’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) per trarre in salvo persone bloccate nelle auto — costituiscono il capo d’imputazione contro decenni di gestione approssimativa e cicalesca.

 Ignorata la prevenzione estiva: È un fallimento politico e gestionale ridursi all’autunno per scoprire che la città è a rischio. La pulizia di caditoie, tombini e bocche di lupo non è un evento straordinario, ma un atto di ordinaria amministrazione che va eseguito rigorosamente a luglio e agosto.

 Uso distorto della “somma urgenza”: Rincorrere i danni a allagamento avvenuto comporta costi moltiplicati per le casse pubbliche e zero risultati sistemici. L’attivazione delle pompe idrospurgo sotto la pioggia battente è l’attestato di resa di un’amministrazione che non sa programmare.

 Abbandono sistematico delle periferie: Considerare quartieri e frazioni come zone di serie B è una scelta politica inaccettabile:

 Manfria e Roccazzelle subiscono la totale assenza di opere primarie di urbanizzazione; le strade sterrate trasformate in torrenti di fango scaricano detriti direttamente sulla Statale 115.

 Settefarine e Villaggio Agave sono abbandonate al dilavamento dei terreni collinari, prive di interventi sui canaloni di gronda.

 Macchitella e Cittadella soffrono la totale mancanza di manutenzione dei canali di scolo perimetrali e il degrado dei pozzetti di raccolta.

La risposta e le soluzioni della Confederazione Democrazie Cristiane 2026 (CDC 2026)

Per la Confederazione Democrazie Cristiane 2026, la sicurezza urbana, la tutela dell’incolumità pubblica e la dignità dei territori non sono slogan da campagna elettorale, ma doveri etici inderogabili della buona politica. Un’amministrazione ispirata ai valori cristiani e popolari ha il dovere morale di proteggere i cittadini, partendo dai più fragili e dalle periferie troppo spesso dimenticate. Per uscire dalla logica dell’emergenza permanente, la CDC 2026 contrappone un modello di governo basato su pianificazione rigorosa, trasparenza e giustizia sociale.

PIANO DI PRONTO INTERVENTO OPERATIVO (0 – 30 GIORNI)

Per mettere in sicurezza immediata la città e bloccare il rischio di nuove inondazioni alla prima pioggia, occorre un’azione d’urgenza blindata da attuare a testa bassa.

1. Task Force Sblocco Caditoie e Sbocchi a Mare

 Precettazione Mezzi Idrospurgo (Canal-Jet): Apertura di un cantiere d’urgenza attivo 24/7 per la pulizia ad alta pressione di tutte le caditoie, bocche di lupo e pozzetti di Via Venezia, Viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare Federico II.

 Rimozione Meccanica dei Tappi Solidi: Asportazione manuale e meccanica del blocco compatto formato da terra, sabbia, fango essiccato, aghi di pino e rifiuti plastici che sigillano le griglie stradali.

 Disostruzione Foci e Sbocchi a Mare: Pulizia immediata e scavo meccanico sulle foci di scarico della linea di costa lungo la spiaggia del Lungomare. Rimuovere la sabbia che crea contropressione e impedisce il deflusso dell’acqua, eliminando il rigurgito dei reflui dai tombini urbani.

2. Messa in Sicurezza Straordinaria di Periferie e Frazioni

 Manfria e Roccazzelle: Tracciamento immediato di cunette e canaletti di scolo provvisori in terra o prefabbricati ai margini delle vie d’accesso per intercettare l’acqua piovana prima che invada le carreggiate e la SS115.

 Settefarine e Villaggio Agave: Sgombero, decespugliamento e rimozione di detriti e spazzatura nei valloni e nei canali collinari per garantire che i flussi meteorici vengano incanalati nei compluvi naturali senza travolgere i quartieri abitati.

 Macchitella e Cittadella: Pulizia profonda e ripristino della capacità di carico dei condotti attorno ai complessi residenziali e scerbatura completa dei canali di deflusso adiacenti.

PIANO STRUTTURALE ED INGEGNERISTICO (L’APPROCCIO “FORMICA” E LA VISIONE CDC 2026)

Per eradicare definitivamente il problema degli allagamenti a Gela occorre intervenire sulle cause profonde del dissesto idraulico con tre pilastri infrastrutturali non negoziabili, inseriti in una più ampia visione di risanamento e rilancio del territorio promossa dalla Confederazione Democrazie Cristiane 2026:

1. Separazione della Rete Fognaria (Acque Bianche / Acque Nere)

L’attuale sistema a rete mista costituisce la causa primaria delle emergenze sanitarie e ambientali durante le piogge: l’acqua piovana satura le condotte fognarie facendo esplodere i pozzetti e riversando liquami nelle vie cittadine. Va completato lo sdoppiamento definitivo delle condotte:

 Rete per acque meteoriche diretta a mare o ai bacini di riutilizzo.

 Rete per acque nere indirizzata esclusivamente agli impianti di depurazione.

2. Vasche di Laminazione e Scolmatori di Piena

Sulle direttrici a forte pendenza (Via Venezia) e nelle aree di accumulo collinare (Settefarine), è indispensabile la realizzazione di vasche di laminazione e accumulo sotterranee. Queste infrastrutture immagazzinano i picchi di portata delle “bombe d’acqua” per poi rilasciare l’acqua in maniera graduale nella rete principale a temporale finito, azzerando il rischio di allagamento stradale. In parallelo, va eseguito il raddoppio della sezione delle condotte collettrici principali.

3. Monitoraggio IoT, Catasto Digitalizzato e Calendario Vincolante

 Mappatura GIS e Catasto Fognario: Mappatura digitale georeferenziata di ogni singolo elemento della rete drenante della città per tracciare in tempo reale gli interventi di pulizia eseguiti e da eseguire.

 Sensoristica di Livello nei Pozzetti: Installazione di sensori IoT per il monitoraggio della portata e del livello di riempimento dei collettori chiave, in grado di far scattare allarmi preventivi prima che si verifichi la saturazione.

 Ordinanza Politica Vincolante: Istituzione dell’obbligo di legge comunale che impone l’esecuzione della pulizia totale di tutte le caditoie della città entro e non oltre il 31 agosto di ogni anno, vietando l’ingresso nella stagione autunnale senza una rete fognaria completamente libera e collaudata.

Con la forza dei valori cristiani applicati al buon governo, la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 si batte affinché la gestione della cosa pubblica torni ad essere sinonimo di prevenzione, rispetto per i cittadini e amore operoso per la propria terra.

Cav. Vittorio Adelfi Presidente CDC 202

Dott. Carmelo Comi Segretario Nazionale CDC 2026

UFF. Stampa conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com info whattsapp +39 3281195087

Approfondimento Associazione Interporto Gela APS

I​ fatti del 19 settembre 2026 — con il Lungomare Federico II di Svevia chiuso al traffico, Via Venezia paralizzata, infiltrazioni all’ospedale cittadino e l’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) per trarre in salvo persone bloccate nelle auto — costituiscono il capo d’imputazione contro decenni di gestione approssimativa e cicalesca.
​Ignorata la prevenzione estiva: È un fallimento politico e gestionale ridursi all’autunno per scoprire che la città è a rischio. La pulizia di caditoie, tombini e bocche di lupo non è un evento straordinario, ma un atto di ordinaria amministrazione che va eseguito rigorosamente a luglio e agosto.
​Uso distorto della “somma urgenza”: Rincorrere i danni a allagamento avvenuto comporta costi moltiplicati per le casse pubbliche e zero risultati sistemici. L’attivazione delle pompe idrospurgo sotto la pioggia battente è l’attestato di resa di un’amministrazione che non sa programmare.
​Abbandono sistematico delle periferie: Considerare quartieri e frazioni come zone di serie B è una scelta politica inaccettabile:
​Manfria e Roccazzelle subiscono la totale assenza di opere primarie di urbanizzazione; le strade sterrate trasformate in torrenti di fango scaricano detriti direttamente sulla Statale 115.
​Settefarine e Villaggio Agave sono abbandonate al dilavamento dei terreni collinari, prive di interventi sui canaloni di gronda.
​Macchitella e Cittadella soffrono la totale mancanza di manutenzione dei canali di scolo perimetrali e il degrado dei pozzetti di raccolta.
​PIANO DI PRONTO INTERVENTO OPERATIVO (0 – 30 GIORNI)
​Per mettere in sicurezza immediata la città e bloccare il rischio di nuove inondazioni alla prima pioggia, occorre un’azione d’urgenza blindata da attuare a testa bassa.
​1. Task Force Sblocco Caditoie e Sbocchi a Mare
​Precettazione Mezzi Idrospurgo (Canal-Jet): Apertura di un cantiere d’urgenza attivo 24/7 per la pulizia ad alta pressione di tutte le caditoie, bocche di lupo e pozzetti di Via Venezia, Viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele e del Lungomare Federico II.
​Rimozione Meccanica dei Tappi Solidi: Asportazione manuale e meccanica del blocco compatto formato da terra, sabbia, fango essiccato, aghi di pino e rifiuti plastici che sigillano le griglie stradali.
​Disostruzione Foci e Sbocchi a Mare: Pulizia immediata e scavo meccanico sulle foci di scarico della linea di costa lungo la spiaggia del Lungomare. Rimuovere la sabbia che crea contropressione e impedisce il deflusso dell’acqua, eliminando il rigurgito dei reflui dai tombini urbani.
​2. Messa in Sicurezza Straordinaria di Periferie e Frazioni
​Manfria e Roccazzelle: Tracciamento immediato di cunette e canaletti di scolo provvisori in terra o prefabbricati ai margini delle vie d’accesso per intercettare l’acqua piovana prima che invada le carreggiate e la SS115.
​Settefarine e Villaggio Agave: Sgombero, decespugliamento e rimozione di detriti e spazzatura nei valloni e nei canali collinari per garantire che i flussi meteorici vengano incanalati nei compluvi naturali senza travolgere i quartieri abitati.
​Macchitella e Cittadella: Pulizia profonda e ripristino della capacità di carico dei condotti attorno ai complessi residenziali e scerbatura completa dei canali di deflusso adiacenti.
​PIANO STRUTTURALE ED INGEGNERISTICO (L’APPROCCIO “FORMICA”)
​Per eradicare definitivamente il problema degli allagamenti a Gela occorre intervenire sulle cause profonde del dissesto idraulico con tre pilastri infrastrutturali non negoziabili:
​1. Separazione della Rete Fognaria (Acque Bianche / Acque Nere)
​L’attuale sistema a rete mista costituisce la causa primaria delle emergenze sanitarie e ambientali durante le piogge: l’acqua piovana satura le condotte fognarie facendo esplodere i pozzetti e riversando liquami nelle vie cittadine. Va completato lo sdoppiamento definitivo delle condotte:
​Rete per acque meteoriche diretta a mare o ai bacini di riutilizzo.
​Rete per acque nere indirizzata esclusivamente agli impianti di depurazione.
​2. Vasche di Laminazione e Scolmatori di Piena
​Sulle direttrici a forte pendenza (Via Venezia) e nelle aree di accumulo collinare (Settefarine), è indispensabile la realizzazione di vasche di laminazione e accumulo sotterranee. Queste infrastrutture immagazzinano i picchi di portata delle “bombe d’acqua” per poi rilasciare l’acqua in maniera graduale nella rete principale a temporale finito, azzerando il rischio di allagamento stradale. In parallelo, va eseguito il raddoppio della sezione delle condotte collettrici principali.
​3. Monitoraggio IoT, Catasto Digitalizzato e Calendario Vincolante
​Mappatura GIS e Catasto Fognario: Mappatura digitale georeferenziata di ogni singolo elemento della rete drenante della città per tracciare in tempo reale gli interventi di pulizia eseguiti e da eseguire.
​Sensoristica di Livello nei Pozzetti: Installazione di sensori IoT per il monitoraggio della portata e del livello di riempimento dei collettori chiave, in grado di far scattare allarmi preventivi prima che si verifichi la saturazione.
​Ordinanza Politica Vincolante: Istituzione dell’obbligo di legge comunale che impone l’esecuzione della pulizia totale di tutte le caditoie della città entro e non oltre il 31 agosto di ogni anno, vietando l’ingresso nella stagione autunnale senza una rete fognaria completamente libera e collaudata.

Editor Vittirio Adelfi – Uff. Stampa redazione info Whattsap: 3278598580 – E-mail : Conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com
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