
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi
Roma, Domenica 25 Ottobre 2026
By Vittorio Adelfi
ROMA – Il giorno dopo il blitz al Colosseo: niente danni, ma la Capitale resta blindata
ROMA – Quella di ieri, sabato 24 ottobre, doveva essere una giornata di cortei autorizzati. Si è trasformata, nel pomeriggio, in un caso nazionale.
Intorno alle 16:30, mentre il corteo pacifico “Fuori l’Italia dalla guerra” sfilava da Piazza della Repubblica verso via Cavour tra slogan contro Nato e spese militari, un gruppo di circa 200 giovani – in gran parte studenti dei collettivi universitari – ha improvvisamente deviato dal tracciato autorizzato, gridando “Corteo, corteo!” e dirigendosi di corsa verso via degli Annibaldi e il perimetro dell’Anfiteatro Flavio.
È lì che è nato il momento di massima tensione. Le forze dell’ordine, schierate con blindati e reparti antisommossa, hanno immediatamente bloccato l’accesso al monumento respingendo i primi tentativi di sfondamento. Poi, complice la calca e i varchi turistici ancora aperti, alcuni manifestanti sono riusciti a forzare uno degli ingressi e a penetrare per pochi minuti nell’area del Colosseo, tra lo sconcerto dei turisti e degli addetti alla sicurezza.
L’occupazione è stata brevissima. Uscita guidata, nessuna colluttazione prolungata all’interno.
Il bilancio, aggiornato a tarda sera:
1. Nessun danno al patrimonio. Il Ministero della Cultura alle 19:08 ha chiarito che non risultavano danni al monumento né persone ferite. 3931
2. Controlli massicci. Giornata blindata: circa 1.500 agenti schierati, droni ed elicotteri. Oltre 100 giovani identificati nel pomeriggio, saliti poi a oltre 200 in serata, con 63 accompagnati in questura per controlli preventivi tra piazzale Ostiense, piazza della Repubblica, via Napoleone III e le metro Colosseo e Laurentina.

3. Non solo Roma. La stessa giornata ha visto alta tensione a Milano, Torino, Bologna, Padova e Firenze per cortei contro carovita e il cosiddetto No Meloni Day, con lancio di bottiglie e bombe carta in alcuni casi. Una settimana dopo i disordini del 17 ottobre, il Viminale aveva già alzato l’allerta.

Cosa resta? Le immagini dei volti coperti da sciarpe, le bandiere spiegate sull’antico travertino, gli slogan che hanno spezzato per pochi minuti la solennità millenaria dell’arena. Ma resta soprattutto la domanda politica: come gestire una generazione che sceglie i simboli più intoccabili per farsi ascoltare?
Ieri sera, dopo lo sgombero, le visite al Colosseo sono riprese regolarmente. Oggi Roma si interroga, con le sue arcate monumentali di nuovo silenziose, ma con l’eco di un disagio che non si è ancora spento.

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