Quando il sipario insegna la vita: “Filumena Marturano” conquista

Latronico e parla al futuro
Ci sono serate in cui il teatro supera il confine dello spettacolo e diventa memoria, coscienza, emozione condivisa. È quanto accaduto a Latronico nei giorni 10, 11 e 12 luglio 2026, quando la Sala Sandro Pertini ha accolto la compagnia teatrale amatoriale “Gli Scacciati – Teatro 2000”, protagonista di una intensa rappresentazione di Filumena Marturano, il celebre capolavoro di Eduardo De Filippo, con la regia di Egidio Lorito.
Tre serate che hanno saputo coinvolgere il pubblico, confermando il valore di una compagnia che, da oltre venticinque anni, continua a coltivare con passione l’arte teatrale, dimostrando che il talento non conosce confini professionali, ma nasce soprattutto dall’amore per la cultura e dalla volontà di mettersi al servizio della propria comunità.
La scelta di portare in scena Filumena Marturano non è stata casuale. Scritta nel 1946, l’opera di Eduardo resta uno dei testi più attuali del teatro italiano. Dietro l’ironia pungente e la vivacità della tradizione napoletana si cela un intenso dramma sociale che affronta temi universali: la dignità di una donna segnata dal pregiudizio, il valore inviolabile della maternità, il sacrificio, la forza dell’amore e l’ipocrisia di una società pronta a giudicare senza comprendere.
Filumena non è soltanto una protagonista teatrale: è il simbolo di tutte quelle donne che hanno lottato per restituire dignità alla propria vita e garantire un futuro migliore ai propri figli. È una moderna “Madre Coraggio”, capace di trasformare il dolore in speranza e la sofferenza in riscatto.
La compagnia “Gli Scacciati – Teatro 2000” ha saputo restituire tutta la profondità di questo capolavoro con interpretazioni sincere, intense e ricche di umanità. Ogni attore ha dato anima e voce ai personaggi, mentre il lavoro silenzioso di regia, scenografia, costumi e organizzazione ha contribuito a creare uno spettacolo curato in ogni particolare.
A tutti loro va un sentito applauso. Perché dietro ogni applauso ricevuto ci sono mesi di prove, serate sottratte al riposo, sacrifici conciliati con il lavoro, la famiglia e gli impegni quotidiani. È questo il volto più autentico del teatro amatoriale: non un semplice passatempo, ma un gesto di generosità, un dono prezioso offerto alla collettività.
In un’epoca in cui la velocità dei social rischia spesso di sostituire il valore dell’incontro umano, esperienze come questa assumono un significato ancora più profondo. Il teatro insegna ad ascoltare, a immedesimarsi nell’altro, a rispettare i tempi della vita e delle emozioni. Insegna che ogni storia merita di essere raccontata e che ogni persona custodisce una verità che va oltre le apparenze.
È soprattutto ai giovani che questo spettacolo lascia un messaggio importante. La cultura non è un lusso né qualcosa di distante dalla vita quotidiana: è uno strumento di libertà, di crescita e di consapevolezza. Il teatro educa al dialogo, alla sensibilità, al rispetto delle differenze e alla capacità di guardare il mondo con occhi più profondi. Valori di cui la società di oggi ha un bisogno sempre più urgente.
Gli applausi che hanno salutato il calare del sipario non sono stati soltanto il riconoscimento di una bella rappresentazione, ma il ringraziamento a chi continua a credere che la cultura possa ancora unire le persone e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.
A tutti i componenti della compagnia “Gli Scacciati – Teatro 2000” va il merito di aver acceso emozioni, suscitato riflessioni e ricordato che il teatro continua a essere uno dei luoghi più autentici in cui l’uomo incontra se stesso.
Perché il sipario, quando si chiude, non conclude soltanto uno spettacolo: lascia aperta una domanda nel cuore di chi ha saputo ascoltare. Ed è proprio da quelle domande che nascono le comunità migliori e le generazioni capaci di costruire un futuro più umano.
Caprioli di Pisciotta (SA) 12 luglio 2026
Autore: Mauro Antinolfi














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