
Da Redazione WeekNews- – Vittorio Adelfi
Roma 23 Agosto 2026
Neutralità e Diplomazia per un’Europa di Pace
Oltre la logica del conflitto: perché l’Europa deve ritrovare la via della diplomazia – Posizione della Confederazione Democrazie Cristiane 2026
L’Art. 11 della nostra Costituzione è chiaro e non ammette interpretazioni elastiche: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
È su questo principio fondativo che la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 fonda la sua contrarietà netta alla prosecuzione di una politica di guerra.
Mentre il conflitto russo-ucraino prosegue con il suo drammatico strascico di lutti e distruzioni, l’Italia si trova in una posizione di profondo imbarazzo giuridico, morale e politico. L’invio continuativo di armi e risorse finanziarie a Kiev, che oggi chiede all’Europa ulteriori miliardi per coprire i suoi deficit bellici, pone il nostro Paese in oggettiva contraddizione con lo spirito e la lettera dell’Art. 11, inteso da noi nel suo senso più rigoroso e originario.
Non si tratta di indifferenza verso il popolo ucraino, ma di realismo costituzionale e di responsabilità verso gli italiani.
Il costo della guerra lo pagano gli italiani. Ogni euro dirottato verso l’industria bellica è un euro sottratto al welfare, alla sanità pubblica che crolla, alle liste d’attesa infinite, alle pensioni minime da fame che umiliano chi ha lavorato una vita. Mentre le famiglie e le PMI italiane sono schiacciate dai rincari energetici e dei carburanti generati dalle sanzioni e dal conflitto, l’unico settore che registra fatturati record è quello degli armamenti. È una distorsione inaccettabile.
Per questo, la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 afferma con forza:
1. Stop all’invio di armi. L’Italia non può essere co-belligerante. Deve tornare ad essere un Paese neutrale e sovrano.
2. Diplomazia attiva per la Pace. L’Italia, per storia, cultura e posizione geografica, ha la vocazione naturale per essere ponte e mediatrice. Non fornitrice di armi, ma costruttrice di tavoli di pace.
3. Le risorse italiane agli italiani. I miliardi che Bruxelles chiede per la guerra siano destinati a un grande Piano Nazionale per la Sanità, per l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro, per il sostegno alle famiglie e alle imprese.
Continuare a finanziare la macchina bellica senza una roadmap chiara per un negoziato equo e duraturo significa allontanare la pace e condannare l’Europa al declino. L’Ucraina stessa ha bisogno di pace, non di un assegno in bianco che prolunga all’infinito il conflitto.
È tempo che l’Europa e l’Italia ritrovino il coraggio della diplomazia. È tempo di dire basta alla logica del riarmo e tornare allo spirito di De Gasperi e dell’Art. 11: un’Italia di pace, in un’Europa di pace.
vittorio Adelfi Presidente CDC 2026
Carmelo Antonio Comi Segretario Nazionale Politico
Da uff. Stampa Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Roma 23 Agosto 2026




















