NAPOLI POGGIOREALE: STRETTA DI GRATTERI CONTRO L’ABUSIVISMO E LA CAMORRA

Da Redazione WeekNews- Massimo Capasso

Napoli, Giovedi 10 Settembre /2026

Napoli Poggioreale , situazione tesa alla notizia che la Procura della Repubblica di Napoli a trazione Gratteri ha inviato circolari specifiche alle Forze dell’ Ordine per identificare le pertinenze di tutte le zone limitrofe cimiteriali occupate sine titulo da anni da parte di Commercianti improvvisati che comunque hanno lottizzato abusi amente il terreno con allacci pirata alle utenze di Acqua ed energia elettrica. Segnalazioni circa l’occupazione da parte di società di noleggio con centinaia di vetture hanno convinto gli inquirenti della contiguità con la Criminalità Organizzata . Sotto esame anche il commercio di fiori senza licenza ed anche le dinamiche di acquisto e vendita loculi . Acquisito carteggio relativo ai crolli nel passato avvenuto nel Cimitero Monumentale. Estate di fuoco per la Polizia Giudiziaria che sarà impegnata in perquisizioni ed eventuali sequestri.

L’APPROFONDIMENTO

Analisi dell’articolo e risultati concreti dell’azione della Procura – il video Mostra l’azione svolta dal Magistrato Nicola Gratteri Sequestrato il “Cimitero delle 366 fosse” a Napoli. Si tratta di uno dei monumenti storici, realizzato nel Settecento dall’architetto Ferdinando Fuga. Al suo interno, centinaia di loculi abusivi.
Il provvedimento, spiega la Procura partenopea, “si è reso necessario per la riscontrata realizzazione di una serie di opere edilizie abusive succedetesi nel tempo e reiterate”.

Secondo la Procura, “attraverso la costruzione di centinaia di loculi nelle arcate perimetrali interne”, sarebbe stata “pregiudicata e comunque gravemente alterata l’identità del storico opera dell’architetto Ferdinando Fuga”. Il reato ipotizzato è quello di deterioramento o distruzione di beni culturali.

L’articolo in epigrafe mette in luce un sistema radicato di illegalità , abusivismo e potenziale contiguita’ con la criminalita’  organizzata attorno alla vasta area cimiteriale di Poggioreale a Napoli. Le direttive impartite dalla Procura della Repubblica (guidata da Nicola Gratteri) alle Forze dell’Ordine non sono rimaste sulla carta, ma hanno trovato riscontri concreti e di forte impatto giudiziario sul territorio.

I principali risultati e le risultanze operative scaturite da questo filone d’indagine comprendono:

  1. Il sequestro del Cimitero delle 366 Fosse: L’azione d’indagine mirata al monitoraggio dei siti storici e monumentali ha portato al sequestro preventivo dello storico Cimitero delle 366 Fosse (progettato da Ferdinando Fuga). Gli inquirenti hanno scoperto e posto sotto sequestro centinaia di loculi abusivi ricavati illegalmente all’interno delle arcate perimetrali storiche. Questa alterazione illecita ha compromesso un bene culturale vincolato, svelando un business illecito legato alla gestione e compravendita dei posti tumulazione.
  2. Verifiche sui siti monumentali e tutela del patrimonio: Il monitoraggio disposto dalla Procura in sinergia con la Soprintendenza e l’Universita’  non si è
  3. limitato a Poggioreale, ma ha inserito la tutela dei luoghi d’interesse storico e architettonico in una piu’ ampia strategia di contrasto al degrado e all’occupazione arbitraria dei beni pubblici e monumentali della citta’ .
  4. Contrasto all’abusivismo commerciale e alle occupazioni “sine titulo”: Le circolari specifiche inviate alle Forze dell’Ordine per censire le pertinenze occupate abusivamente da anni (commercianti improvvisati, venditori di fiori privi di licenza, depositi di veicoli e allacci pirata alle reti idriche ed elettriche) mirano a spezzare quelle zone d’ombra economica che spesso rappresentano il substrato logistico e finanziario per interessi riconducibili alla criminalita ma organizzata locale.

L’impostazione data dalla Procura sta dunque costringendo a un censimento e a una bonifica giudiziaria di aree per troppo tempo tollerate o gestite ai margini della legalità trasformando le denunce e i dossier sulle anomalie urbanistiche e cimiteriali in sequestri formali e procedimenti penali.

Dà Redazione WeekNews- Vittorio Adelfi

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