

San Giovanni a Teduccio. , Dopo 30 anni torna libero Paolo Ottaviano
Di Massimo Capasso
Dopo tre decenni dietro le sbarre, è tornato in libertà Paolo Ottaviano. Per i vicoli di San Giovanni a Teduccio è un ritorno che pesa: esponente di primo piano del clan Mazzarella, cugino di sangue di Michele e Roberto Mazzarella, entrambi ancora detenuti al 41-bis.
Con i cugini, negli anni, i rapporti non sono stati sempre pacifici. Frizione sulle alleanze, scelte strategiche non condivise. Ottaviano, nipote di Francesco Mazzarella ucciso nel 1999 fuori al carcere di Poggioreale, è sempre stato legato a una linea intransigente. In particolare nei confronti del clan Contini: con loro ha sempre rifiutato qualsiasi accordo, mantenendo una posizione di scontro totale.
Ora gli equilibri cambiano. Nella camorra vale la regola non scritta: “chi sta fuori comanda chi sta dentro”. E con Ottaviano di nuovo libero, il clan Mazzarella dovrà ridisegnare gerarchie e strategie. Primo nodo da sciogliere: il rapporto con i Grimaldi. Tra Ottaviano e la famiglia di Ponticelli non è mai corso buon sangue. La “San Giovanni connection” dovrà ora ridefinire i confini con l’altra sponda di camorra.
Gli inquirenti di Via Medina osservano. Nei prossimi giorni si capirà se la linea scelta sarà quella della pace o della guerra. Un’indicazione potrebbe arrivare anche dal ricordo dell’omicidio di Andrea Ottaviano, fratello di Paolo, ucciso anni fa per frizioni interne al sodalizio di Rione Luzzatti. Un delitto che, oggi, torna a gettare ombre sul futuro del clan.
Un Ras rientra. E con lui si riapre uno scenario complesso, dove ogni mossa potrà spostare gli equilibri di un’area storicamente calda della città



