DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026: FISCO GIUSTO, MENO TASSE A CHI LAVORA, PIÙ TASSE A CHI SPECULA

Da Redazione WeekNews – Editor Vittorio Adelfi

Napoli, 19 Ottobre 2026

DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026
FISCO GIUSTO: MENO TASSE A CHI LAVORA, PIÙ TASSE A CHI SPECULA

Di Vittorio Adelfi – Presidente CDC 2026

1. LA PRESSIONE FISCALE È AL RECORD DEGLI ULTIMI 10 ANNI
Diciamolo con chiarezza: gli italiani non hanno mai pagato così tanto. Il gettito aggiuntivo di questi ultimi anni prelevato dallo Stato non è stato sufficiente per i miliardi spesi per aiuti all’Ucraina e la corsa agli armamenti, penalizzando il welfare.
Per le famiglie è stato fatto un taglio da 33 miliardi, ma è stato assorbito dall’inflazione e dalle addizionali locali. Il risultato è un Paese che produce di più e trattiene di meno.
A dirlo è l’Ufficio Studi CGIA su dati Agenzia delle Entrate 2024:
Milano: 9.066 euro di IRPEF media pro-capite (1.500 euro in più di Roma)
Roma: 7.536 euro
Monza/Brianza: 7.100 euro
Media nazionale: 5.788 euro
Perché si paga di più a Milano? Per la progressività. Milano dichiara in media 34.803 euro di reddito, Bologna 30.686, Roma 28.643. Chi guadagna di più, paga aliquote più alte. È giusto, ma solo se i servizi sono all’altezza.

2. IL TABÙ CHE NESSUNO DICE: LE PMI EVADONO PER RESTARE A GALLA
Lo diciamo come CDC, da cattolici democratici e da persone che stanno in mezzo alla gente: le piccole e medie imprese evadono non per arricchirsi, ma per sopravvivere.
Quando hai il 62% di pressione reale tra IRPEF, INPS, IRAP, acconti e burocrazia, o evadi o chiudi. Questa è la verità che i salotti non dicono. Non giustifichiamo, denunciamo una causa.
La nostra proposta rovescia il paradigma: Pagare il giusto, pagano tutti.
Se abbassi le tasse al 20-25% reale e certo, l’evasione di sopravvivenza scompare da sola. E allora puoi colpire durissimo i veri nemici: gli evasori totali, i finti nullatenenti e gli evasori seriali che oggi si mescolano ai piccoli e la fanno franca.

3. LA PROPOSTA CDC 2026 IN 4 PUNTI
Per questo, come Confederazione Democrazie Cristiane, proponiamo:
A) Tassa sui super-guadagni extra oltre il 10%
Chi presta denaro oltre il 10% di tasso (banche, finanziarie, fondi) sta facendo extra-profitto sulla pelle delle famiglie. Proponiamo una tassazione aggiuntiva del 40% sui margini di interesse superiori al 10%. Non è contro le banche, è per finanziare il taglio IRPEF a chi lavora.
B) Fisco a due velocità
Per chi fattura fino a 2 milioni: Flat tax al 15% vera, senza acconti assassini e senza studi di settore. Se paghi poco e subito, non hai bisogno di evadere.
Per evasori totali e seriali sopra i 100mila euro: Carcere e confisca, non sanatorie.
C) Equità territoriale
Non è possibile che Milano versi 9.066 euro e Vibo Valentia 1.800 euro e poi i servizi al Sud siano peggiori. Il maggior gettito del Nord deve finanziare infrastrutture e sanità al Sud, ma con controllo di spesa. I dati IRPEF lo confermano: ultima posizione 107 Ragusa, 106 Sud Sardegna, 105 Vibo Valentia. L’Italia è spaccata.
D) Dove recuperare i 33 miliardi tagliati
Dal gettito aggiuntivo già prelevato a banche, assicurazioni e grandi imprese negli ultimi 10 anni di pressione record. Quel tesoretto non va disperso, va restituito a lavoratori dipendenti (24,1 milioni di contribuenti che reggono il Paese) e pensionati (14,5 milioni).

CONCLUSIONE
Non siamo per l’evasione. Siamo per un fisco umano. Se tassi poco e giusto, pagano tutti. Se tassi chi specula oltre il 10% e lasci respirare chi produce, l’Italia riparte.
È la lezione di Pertini sull’onestà e di Cossiga sulla sicurezza dello Stato: senza equità fiscale non c’è sicurezza sociale.

Firmato: Presidenza CDC 2026 – Vittorio Adelfi


DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026
Editoriale del Presidente Nazionale Vittorio Adelfi

ITALIA NEUTRALE E RESILIENTE: UNA SCELTA COSTITUZIONALE E DI BUON SENSO

Tra posizioni etichettate sbrigativamente come disinformazione, la CDC 2026 rivendica un dibattito costituzionalmente garantito ex art.21 e 49 Cost.

1. NATO e riarmo: serve trasparenza parlamentare
Le recenti esercitazioni NATO ai confini orientali e la decisione del Summit dell’Aia 2025 di portare la spesa militare al 5% complessivo (3,5% +1,5% resilienza) impongono al Parlamento italiano un dibattito ai sensi degli artt. 11 e 80 Cost. Non contestiamo il vincolo pattizio della L. 465/1949, ma ne chiediamo la rinegoziazione politica alla luce del venir meno dello spirito di distensione degli accordi politici Reagan-Gorbaciov.

2. Energia e costo per le famiglie
I dati ARERA certificano che le scelte di rottura unilaterale con il mercato russo hanno comportato un aggravio di costo per le famiglie, senza azzerare l’import indiretto. Chiediamo una verifica parlamentare costi/benefici ex art.81 Cost. (equilibrio di bilancio e interesse delle generazioni future).

3. Art. 11: la nostra lettura
Secondo la nostra interpretazione restrittiva, l’invio prolungato di sistemi d’arma a Stato terzo non membro UE/NATO eccede la ratio di “organizzazioni internazionali rivolte alla pace” e si avvicina a partecipazione indiretta a conflitto armato. Sappiamo che la prassi governativa la giustifica ex art.51 Carta ONU. Chiediamo che la questione sia sottoposta alla Corte Costituzionale e che si apra un percorso verso la neutralità attiva, che giuridicamente richiede legge costituzionale e recesso ordinato dai trattati.

4. Sicurezza interna e nuovo DDL 14 luglio 2026
Condividiamo e sollecitiamo l’approvazione rapida dell’art.7 del DDL Sicurezza (CdM 14/07/2026) che introduce l’esclusione del risarcimento civile per chi subisce danni mentre commette reati di rapina, furto in abitazione, violenza sessuale e sequestro estorsivo. Principio di civiltà giuridica: chi aggredisce non può lucrare.

Chiediamo al contempo regole d’ingaggio chiare per le Forze di Polizia ex art.52 cp (uso legittimo delle armi) e copertura legale.

5. Proposta CDC 2026: Resilienza Civile
Accanto agli obblighi NATO, proponiamo un Piano Nazionale di Resilienza Civile ex art.117 e Protezione Civile, con formazione di cittadini in primo soccorso, gestione blackout, sicurezza digitale, come già fanno Svezia e Finlandia.

L’Italia non può scegliere tra difesa esterna e coesione interna. Deve fare entrambe, ma con priorità costituzionale alla seconda.

Di Vittorio Adelfi – Presidente Confederazione Democrazie Cristiane 2026


Editor Vittirio Adelfi – Uff. Stampa redazione info Whattsap: 3278598580 – E-mail : Conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com
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