
Da Redazione WeekNews- Massimo Capasso
CASERTA : Giovedi 10 Settembre /2026
Fa ancora notizia la morte del clochard Guido? Il dramma dell’abbandono e la deriva di una società che esclude
CASERTA, MORTE DI GUIDO ROVIELLO: LA TRAGEDIA DELL’ABBANDONO
IL CASO DI FINE AGOSTO CHE FA ANCORA RIFLETTERE
Caserta, Omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi, questa la contestazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere mossa alla persona di origini ucraine arrestata dalla Guardia di Finanza per la morte del clochard Guido provocata da calci e pugni i frutti di una volontà di uccidere. Tragedia della solitudine ma soprattutto dell’abbandono da parte delle istituzioni in cui sempre più persone vivono quotidianamente il dramma della propria esistenza frantumata da problemi personali ma soprattutto dalla cultura selettiva di un mondo che lega l’esserci all’avere per apparire dove non c’è spazio per l’altro. Consumo smisurato di alcool, isolamento sociale rappresentano una deriva della Società Civile che sempre più vive sui telefonini e meno per le strade tra la gente e con la gente.
La violenza allora come ultima ragione oramai asservita agli istinti più reconditi dell’essere umano. E’ la logica del mondo moderno dove ognuno di noi rischia ogni giorno di finire nel ghetto più insidioso che ci sia, la nostra illusoria zona confort, dove la morte di un clochard vi risveglia ricordandoci che Guido ed anche il suo assassino rappresentano una tragedia provocata anche dalla nostra chiusura di cuori e contestualmente dalle istituzioni che sono collassate di fronte a masse di disperati, violenti o no, che vivono ai margini di tutto anche di se stessi.
Freud nel disagio della civiltà ci dice che una qualsiasi realtà umana aggregata per non implodere deve riversare per forza la violenza su di altro contesto. Noi con la nostra ottusità stiamo creando enclave, parola che si usa molto, di africani, ucraini mediorientali, illudendoci sul fatto che sia la cosa giusta, non favorendo così la giusta integrazione. Il tempo ci dimostrerà il contrario e di quanto stiamo sbagliando.

L’APPROFONDIMENTO
La notizia di fine agosto è e’ cronaca non isolata, vogliamo quindi evidenziare oggi il contesto che l’ha generata.
Non è solo un omicidio per 50 euro. È l’omicidio dell’abbandono.
1. L’abbandono istituzionale: Come dice la nota primaria, le istituzioni sono collassate di fronte a masse di disperati.
Guido e il suo assassino, due senza fissa dimora, sono il prodotto dello stesso ghetto: la strada. Dove non arriva il servizio sociale, arriva la violenza come unica ragione.
2. L’abbandono sociale e culturale: Viviamo sui telefonini e meno per le strade tra la gente e con la gente. L’indifferenza filmata in Piazza Sant’Anna, denunciata anche dal Vescovo Lagnese, è figlia di questa cultura selettiva dove l’esserci vale solo se hai per apparire. Alcool, isolamento, solitudine non sono scelte individuali, sono la deriva di una Società Civile che ha smesso di incontrarsi.
3. L’abbandono dell’integrazione: Da Queste pagine rilanciamo l’allarme contenuto in questa triste realtà, di contro creare enclave di africani, ucraini, mediorientali senza un vero progetto di integrazione significa preparare nuove violenze. Non è razzismo dirlo, è realismo cristiano e sociale.
Come ricordava Freud ne Il disagio della civiltà, una comunità che non integra, implode e scarica la violenza sull’altro.
Per questi continui accadimenti auspichiamo tutti che il caso Roviello diventi il caso nazionale dell’abbandono e pertanto chiediamo alle istituzioni più unità di strada, più comunità, meno comfort e zone illusorie.
“Una società che diventa insensibile ai problemi dei suoi figli diventa una deriva da arginare.”
Dà Redazione – Avv.Massimo Capasso
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