LA MADONNA DEI DEBITORI : MARIA

MARIA, LA MONETA CHE SCIOGLIE I DEBITI
Prof. Gilberto Di Benedetto

Ogni civiltà sceglie con cura il nome delle proprie monete. Non è mai neutrale. Le monete dicono chi ha il potere, quali valori contano e che futuro si vuole costruire.

Roma metteva gli imperatori. Firenze il fiorino. Venezia il ducato. Gli Stati Uniti il dollaro. L’euro racconta l’Europa politica.

Se la Chiesa battesse moneta, quale nome scegliere?
La risposta più sorprendente è anche la più ovvia: MARIA.

A prima vista sembra una scelta religiosa. Non lo è soltanto. Maria è il nome femminile più diffuso al mondo, pronunciato ogni giorno in centinaia di lingue. Lo venerano oltre un miliardo di cristiani. Lo rispetta l’islam: Maryam è l’unica donna citata per nome nel Corano.

Ma Maria rappresenta soprattutto ciò che l’economia moderna ha rimosso: la fiducia.

La moneta nasce dalla fiducia, non dal debito
Il denaro non nasce dal metallo, né dalla carta. Nasce quando una comunità decide di riconoscere valore a un segno. Senza fiducia non c’è banca, non c’è credito, non c’è mercato. Ci sono solo pezzi di carta.

Maria incarna questo principio. Il suo fiat — «Avvenga di me secondo la tua parola» — è l’atto di fiducia più radicale della tradizione cristiana: aderire a una promessa che non si vede ancora. Ogni economia sana funziona così: credere che la promessa sarà mantenuta.

Una moneta chiamata MARIA non parlerebbe di religione. Parlerebbe del fondamento invisibile di ogni ordine economico: la credibilità reciproca.

I papi e la moneta: un’assenza che dice molto
Per oltre mille anni i papi hanno coniato: denari, grossi, giuli, baiocchi, scudi, lire pontificie. La Vergine è apparsa molte volte. Ma nessuna moneta si è mai chiamata “Maria”. Forse perché il suo nome era ritenuto troppo sacro per la circolazione quotidiana.

Oggi quell’assenza può diventare una provocazione culturale. Chiamare una moneta MARIA non significherebbe sacralizzare il denaro. Significherebbe ricordargli un limite: il valore economico non è il valore umano. Nessuna ricchezza sostituisce la dignità della persona.

La Signora che scioglie i debiti
Il sistema finanziario attuale si regge sul debito. Ogni euro, ogni dollaro nasce da una promessa futura. Il debito non è più uno strumento: è l’architettura del sistema.

La Bibbia la pensava diversamente. L’Antico Testamento prevedeva l’anno sabbatico e il Giubileo: i debiti si rimettevano, gli schiavi si liberavano, le terre tornavano ai legittimi proprietari. Non era irresponsabilità. Era il riconoscimento che una società non regge se il debito cresce all’infinito fino a divorare la libertà.

Da qui l’idea: Maria, la Signora che scioglie i debiti.
Richiamo alla devozione di “Maria che scioglie i nodi”. Ma il nodo più grande di oggi è il debito: pubblico, privato, ambientale, culturale.

Maria non cancella i debiti con un miracolo. Li “scioglie” in un altro senso: ricorda che ogni obbligazione deve restare subordinata alla persona. La Chiesa non ha mai negato il credito. Ha sempre negato che il credito diventasse dominio.

Contro l’idolatria del denaro
Maria non rappresenta il possesso, ma la custodia. Non l’accumulazione, ma il dono. Non la forza, ma il servizio. Non il privilegio, ma la responsabilità. Categorie che un’economia solo finanziaria considera marginali, pur dipendendo da esse.

Una moneta MARIA ricorderebbe che esistono ricchezze non quotabili in Borsa: fiducia, famiglia, cultura, memoria, pace, solidarietà, libertà religiosa, bellezza. Nessun indice le misura. Eppure senza di esse nessuna economia dura.

Qualcuno dirà: il nome di Maria è troppo grande per una moneta. Proprio per questo il suo uso avrebbe un senso opposto a quello dei re sugli scudi. Non servirebbe a glorificare il denaro. Servirebbe a impedirgli di diventare un idolo.

Per secoli il potere ha messo il proprio volto sulle monete. Una moneta MARIA farebbe il contrario: non direbbe chi comanda, ma a cosa il potere economico deve sottostare: la dignità dell’uomo.

Debito o fiducia?
Forse MARIA non sarà mai coniata. Resterà un’idea. Ma alcune idee valgono più di molte monete, perché costringono una civiltà a interrogarsi sulle fondamenta.

La domanda è semplice e radicale: il denaro nasce dal debito o dalla fiducia?
Se nasce dalla fiducia, nessuna banca centrale, nessun algoritmo, nessun mercato potrà sostituire ciò che rende possibile ogni economia: una comunità di persone che continuano a credere l’una nell’altra.

Forse è questa la funzione della Signora che scioglie i debiti: ricordare che il debito organizza un sistema, ma soltanto la fiducia costruisce una civiltà.

*Prof. Gilberto Di Benedetto

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