IL DELITTO PERFETTO QUANDO UN PAESE DIMENTICA I SUOI ANZIANI

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.

Roma, Venerdi Ottobre 2026

Dí Gilberto Dí Benedetto

Il delitto perfetto quando un paese dimentica i suoi anziani.

Non serve il complottismo per capire che qualcosa non funziona. Basta guardarsi intorno: gli sportelli bancari diminuiscono, il contante arretra, i servizi diventano digitali, la sanità è sempre più difficile da raggiungere e per molti anziani anche una semplice operazione quotidiana può trasformarsi in un ostacolo. Il problema non è la tecnologia, ma quando la tecnologia diventa un cancello e chi non possiede la chiave viene lasciato fuori.

Pensiamo a un ottantenne che non sa usare l’home banking, a una novantenne senza smartphone, a chi deve prenotare una visita o semplicemente accedere ai propri soldi. Gli si dice di adeguarsi. Ma perché dovrebbe essere lui ad adattarsi a un sistema costruito senza di lui? Un Paese civile dovrebbe fare il contrario: adattare il progresso alle persone, soprattutto alle più fragili. Invece rischiamo di costruire una società nella quale l’anziano perde, un pezzo alla volta, la propria autonomia: lo sportello, il servizio vicino casa, la possibilità di muoversi, la capacità di orientarsi in procedure sempre più complicate. E quando perde autonomia, perde anche dignità

Non occorre immaginare un regista occulto dell’eliminazione degli anziani: basta osservare gli effetti concreti di decisioni economiche, tecnologiche e amministrative che, sommate, rischiano di trasformare la vecchiaia in una condizione di dipendenza permanente. L’anziano non è un costo da comprimere, un numero o un ostacolo alla modernizzazione. È una persona che ha lavorato, pagato tasse, cresciuto figli e contribuito a costruire questo Paese. La vera vergogna non è invecchiare: è costruire una società nella quale diventare vecchi significhi diventare invisibili. E questa è la maledizione del popolo: non dimenticare.

Non è una richiesta di vendetta né un augurio di sofferenza; è la condanna morale di chi, avendo il potere di proteggere i più fragili, ha scelto l’indifferenza. Che ogni decisione, ogni firma e ogni responsabilità restino nella memoria collettiva e che la storia giudichi senza cancellare nulla. Perché il denaro può comprare protezioni e consulenti, ma non può comprare il perdono della storia. Un Paese moderno non è quello che digitalizza tutto lasciando indietro chi non riesce a stare al passo: è quello che usa la tecnologia senza perdere l’umanità.

Gilberto Di Benedetto psicologo

Uff. Stampa Redazione WeekNews – Magazine Editor Vittorio Adelfi – info whattsapp +39 3278598580

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *