L’OPINIONE : NAPOLI DEVE ESSERE CITTA’ TURISTICA E RESIDENZIALE

Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.

Roma, Lunedi 28 Settembre 2026

By Giovanni Adelfi

L’OPINIONE

Napoli deve essere città turistica e residenziale

DI GIOVANNI ADELFI

L’Europa prova finalmente a tracciare una rotta sul tema degli affitti brevi e, più in generale, sulla crisi dell’abitare. Le nuove politiche europee puntano a rafforzare la capacità delle amministrazioni locali di intervenire nei territori dove la pressione turistica e immobiliare rischia di compromettere l’accesso alla casa.

Non si tratta di un ritorno al proibizionismo né di una guerra ideologica contro gli affitti brevi. Il punto è un altro: restituire ai Comuni strumenti chiari per governare un mercato che, in alcune aree urbane, sta producendo squilibri sempre più evidenti.

Per Napoli questa prospettiva rappresenta, allo stesso tempo, uno specchio impietoso e una grande opportunità. La città vive da anni un paradosso: da una parte una straordinaria rinascita turistica, diventata una risorsa fondamentale per l’economia e per l’immagine di Partenope nel mondo; dall’altra, una crescente difficoltà per residenti, lavoratori, studenti e giovani coppie a trovare un’abitazione a prezzi compatibili con i redditi locali.

Nei quartieri più esposti alla pressione turistica, dal centro storico a Toledo, dai Quartieri Spagnoli alla Sanità, il rischio è quello di una progressiva trasformazione della città in una grande vetrina turistica. Una città bellissima da visitare, ma sempre più difficile da abitare.

Il problema non sono i proprietari che scelgono legittimamente di mettere a reddito un immobile, né il turismo, che Napoli deve continuare ad accogliere e valorizzare. Il problema nasce quando la trasformazione del patrimonio abitativo in offerta turistica diventa così intensa da sottrarre spazio alla residenzialità ordinaria e alterare l’equilibrio sociale dei quartieri.

Una città, infatti, non vive soltanto dei suoi monumenti, dei ristoranti e delle strutture ricettive. Vive delle persone che la abitano, dei negozi di prossimità, degli artigiani, degli studenti, delle famiglie, delle relazioni quotidiane. Se questi elementi vengono progressivamente espulsi dalle aree centrali, il rischio è che l’identità partenopea finisca per diventare soltanto una scenografia destinata al consumo turistico.

Le regole europee, da sole, non saranno sufficienti. Napoli ha bisogno di una strategia, non di una rincorsa permanente all’emergenza. Non servono guerre tra residenti e operatori turistici, né crociate contro chi investe nella città. Serve, piuttosto, un governo intelligente dei flussi turistici e del mercato immobiliare.

È arrivato il momento di costruire un vero Patto per l’Abitare, coinvolgendo Comune, Regione, associazioni di categoria, proprietari, operatori turistici, sindacati, università e rappresentanze sociali. L’obiettivo dovrebbe essere duplice: difendere il diritto alla casa e, contemporaneamente, non spegnere la straordinaria capacità di Napoli di attrarre visitatori e investimenti.

Occorre incentivare fiscalmente i proprietari che scelgono la locazione residenziale a lungo termine, recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato, favorire l’edilizia sociale e studentesca e, soprattutto, distinguere il piccolo proprietario che mette a reddito una parte del proprio patrimonio dalla gestione speculativa e seriale di interi portafogli immobiliari destinati esclusivamente al mercato turistico.

Il turismo è una benedizione per Napoli quando produce lavoro, ricchezza e nuove opportunità. Diventa invece un problema quando rischia di trasformarsi in una rendita che espelle dalla città proprio coloro che la rendono viva.

L’Europa può fornire una bussola. Ma la rotta dovrà essere scelta a Napoli.

La vera sfida non è decidere se essere una città turistica o una città residenziale. Napoli deve essere entrambe: una città capace di accogliere il mondo senza smettere di essere casa per i napoletani.

Perché una città che perde i propri abitanti può continuare a crescere come destinazione turistica, ma rischia di smarrire ciò che la rende unica: la sua anima.

GIOVANNI ADELFI


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