
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
Roma, Lunedi 28 Settembre 2026
La massimina del giorno
“È una malattia. La gente ha smesso di pensare, di provare emozioni, di interessarsi alle cose; nessuno che si appassioni o creda in qualcosa che non sia la sua piccola, dannata, comoda mediocrità”.
Richard Yates
Yates sta dicendo che la mediocrità non è un difetto: è una fuga.
La malattia non è l’apatia, è la scelta deliberata di non sentire più nulla che possa mettere in crisi la propria piccola identità.
È un’autodifesa che diventa amputazione: si rinuncia al pensiero per non rischiare il conflitto, si rinuncia alle emozioni per non rischiare la ferita, si rinuncia alla passione per non rischiare la vertigine.
Il punto più duro è che questa rinuncia non appare come tragedia: appare come comodità.
Ci si abitua a vivere in basso, e quel basso diventa normalità.
La frase di Yates è un avvertimento: la mediocrità non arriva dall’esterno, cresce dentro. E quando ci si accorge della sua presenza, è già diventata identità.
A.M.
Serena giornata a tutti voi! 🧡

Note di Redazione:
Richard Yates (1926–1992) è stato un celebre scrittore e romanziere statunitense, considerato una delle voci più acute, disilluse e brillanti della letteratura americana del Novecento.
Sebbene in vita non abbia ottenuto un enorme successo commerciale, è oggi rivalutato come un maestro del realismo psicologico e un cantore impietoso del “sogno americano” infranto.
Ecco i punti salienti della sua vita e della sua opera:
Il capolavoro, Revolutionary Road (1961): Il suo romanzo più famoso, che gli valse il plauso della critica e una nomination al National Book Award. Il libro racconta la storia di una giovane coppia della classe media negli anni ’50 (Frank e April Wheeler) che vive nei sobborghi del Connecticut, intrappolata tra le convenzioni sociali, le aspirazioni artistiche frustrate e una disperata ricerca di autenticità che sfocerà nella tragedia. Nel 2008 il romanzo è stato adattato nell’omonimo film diretto da Sam Mendes e interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.
I temi principali: La sua scrittura esplora con lucidità tagliente l’alienazione, la solitudine, il conformismo della provincia americana, le illusioni perdute, l’alcolismo e la fragilità dei rapporti coniugali e familiari.
Lo stile: Caratterizzato da una prosa limpida, precisa, ironica ma profondamente amara, priva di sentimentalismi.
Le altre opere: Ha scritto altri romanzi notevoli come Disturbing the Peace (Turbare la pace), The Easter Parade (La sfilata di Pasqua) e diverse raccolte di racconti acclamati, tra cui Eleven Kinds of Loneliness (Undici modi di solitudine).
Il riconoscimento postumo: Per gran parte della sua vita Yates ha lottato contro problemi di salute (era un fumatore accanito e soffriva di enfisema) e problemi economici, morendo quasi dimenticato nel 1992. Negli anni successivi, tuttavia, la critica e scrittori contemporanei (come Richard Ford e Kurt Vonnegut, che lo considerava il suo autore preferito) ne hanno consacrato la grandezza, facendone un vero e proprio “scrittore per scrittori”.


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