
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
Roma, Lunedi 28 Settembre 2026
By Gilberto Di Benedetto
Se Andreotti e Craxi tornassero in Italia
Immaginiamo Andreotti e Craxi di nuovo a Roma, non per governare, ma per assistere a una riunione sulla sicurezza dell’Italia. Ascoltano parlare di Iran, Israele, Russia, America, basi militari e terrorismo. Andreotti tace. Craxi si agita sulla sedia. Poi arriva la domanda che, nella nostra fantasia, nessuno ha il coraggio di porre: «Ma, alla fine, chi pensa alla sicurezza degli italiani?».
Andreotti prende il comunicato, lo legge lentamente e lo posa sul tavolo. «Dunque», dice, «l’Italia non entrerà in guerra». Craxi lo guarda: «Bene. Ma se la guerra entra da sola?».
È una domanda semplice, quasi brutale. Proprio per questo mette a disagio. Un Paese può dichiararsi estraneo a un conflitto e trovarsi comunque esposto alle sue conseguenze: un attentato, un attacco informatico, un sabotaggio, una crisi energetica, un danno alle infrastrutture, una minaccia ai militari italiani all’estero. La guerra moderna non arriva sempre con i carri armati. A volte si presenta senza farsi riconoscere.

Craxi, nella nostra scena immaginaria, sarebbe probabilmente il più diretto: «Non basta dire cosa non faremo. Dobbiamo sapere cosa faremo quando gli altri decideranno per noi». Andreotti sorriderebbe appena. «E possibilmente prima che accada».
La questione è tutta qui. Mentre la politica discute formule diplomatiche, alleanze e limiti costituzionali, la realtà procede per conto suo. L’Italia è nel Mediterraneo, dentro l’Europa e nella NATO; ospita infrastrutture militari strategiche e impiega uomini in missioni internazionali. Non può scegliere il mondo in cui vive. Può però prepararsi a ciò che potrebbe accadere.
Questa è la domanda più seria da mettere sul tavolo: non soltanto se l’Italia entrerà in guerra, ma quanto sarà pronta se la guerra, direttamente o indirettamente, arriverà fino a noi.
Andreotti guarderebbe Craxi. Craxi guarderebbe Andreotti. Poi, probabilmente, entrambi tornerebbero a guardare i politici di oggi.
Nessuna grande lezione. Una sola frase. La sicurezza di un Paese non si annuncia. Si costruisce prima che serva.
Dott. Gilberto Di Benedetto
Psicologo, psicoterapeuta
Esperto di guerra psicologica e operazioni PSYOP

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