LA BIENNALE DI VENEZIA DEVE RESTARE PONTE NON MURO – LA CULTURA È PATRIMONIO DI TUTTI

CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026

VITTORIO ADELFI: “LA BIENNALE DEVE RESTARE PONTE, NON MURO. LA CULTURA È PATRIMONIO DI TUTTI”

In queste ore alcuni Stati membri dell’Unione Europea hanno dichiarato di accettare la partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia 2026, pur con riserve e condizioni.
Una scelta motivata dall’idea che “l’arte debba restare canale di dialogo” anche durante i conflitti.

Parallelamente, risulta che il Ministro di riferimento abbia deciso di disertare l’inaugurazione ufficiale. Un gesto politico forte, ma che rischia di apparire contraddittorio rispetto al principio stesso di dialogo culturale.

La Confederazione Democrazie Cristiane 2026 ribadisce un concetto fondamentale: la cultura, così come lo sport e la sanità, non deve avere valenza politica o ideologica. Deve appartenere a tutti i popoli, al di là di razze, religioni, conflitti e interessi economici.

Quando la cultura diventa campo di scontro tra governi, perde la sua funzione più alta: elevare, coinvolgere, creare stabilità. La stabilità nasce dal dialogo, e il dialogo nasce quando si accettano tavoli dove tutti possono sedere, ascoltare, confrontarsi.

La storia ci insegna che i periodi di pace più lunghi sono nati quando leader e istituzioni hanno avuto il coraggio di far parlare l’arte prima delle armi. Il Mediterraneo, la nostra “Mare Nostrum”, lo dimostra ogni giorno: popoli diversissimi, acque condivise, scambi infiniti che hanno generato convivenza.

Disertare un’inaugurazione è una legittima scelta politica. Accettare la partecipazione di tutti i popoli è una scelta culturale. La Biennale di Venezia, per storia e missione, deve restare patrimonio di Venezia, d’Italia e del mondo intero. Non un palcoscenico di bandiere.

Solo così la cultura mantiene la promessa per cui è nata: unire invece di dividere.

*Vittorio Adelfi i

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