
Da Redazione WeekNews- –
Roma 23 Agosto 2026
IL SILENZIO DEI MEDIA E L’OMBRA DELLA SHARIA: L’EUROPA A UN BIVIO?
Dichiarazione ufficiale del Presidente della Confederazione Democrazie Cristiane 2026, Vittorio Adelfi
Mentre il dibattito pubblico viene quotidianamente saturato da narrazioni secondarie, assistiamo a un silenzio assordante da parte dei grandi media nazionali ed europei di fronte a denunciati rischi per l’identità e la tenuta democratica del nostro Continente. Le prese di posizione del giornalista Mario Giordano, che da tempo denuncia i tentativi di penetrazione dell’ideologia fondamentalista e dell’ordinamento della Sharia nel tessuto sociale europeo, non possono continuare a essere ignorate o liquidate con la condanna del politicamente corretto.
Come Confederazione Democrazie Cristiane 2026 riteniamo doveroso porre la cittadinanza di fronte a una realtà ineludibile: la difesa dei valori fondanti dell’Europa non è ¨ un’opzione negoziabile.
1. La Sharia è incompatibile con lo Stato di Diritto

In un sistema costituzionale e democratico, la legge è uguale per tutti ed è fondata sulla sovranità popolare e sui diritti umani inviolabili. La Sharia, intesa come codice giuridico-religioso assoluto, si pone in diretta e insanabile contrapposizione con:
- L’uguaglianza di genere: la parità di diritti e dignità tra uomo e donna è un conquista inalienabile della civiltà giuridica occidentale.
- La libertà di coscienza e di religione: la possibilità di scegliere, cambiare o abbandonare una fede senza incorrere in sanzioni o ritorsioni sociali.
- La primazia della legge laica dello Stato: nessuna norma confessionale o dogmatica può sovrapporsi o sostituirsi alle Costituzioni europee.
2. Il complice silenzio del “Mainstream”
Perché i grandi mezzi di informazione evitano di affrontare in modo sistematico e rigoroso le dinamiche di integrazione fallita e le enclave in cui le regole dello Stato vengono gradualmente sostituite da norme comunitarie radicali? L’omertà mediatica non protegge la convivenza civile; al contrario, alimenta zone d’ombra in cui le frange più estremiste trovano terreno fertile per minare dall’interno le fondamenta democratiche delle nostre nazioni.
3. La posizione delle Democrazie Cristiane 2026
L’Europa non nasce come un semplice mercato economico, ma come una comunità di valori modellata dalla tradizione umanistica e cristiana. Tolleranza e accoglienza non devono mai trasformarsi in debolezza o in una resa culturale.
A nome della Confederazione Democrazie Cristiane 2026, il Presidente Vittorio Adelfi riafferma che:
- La vera integrazione è possibile solo nel rispetto incondizionato delle leggi, della lingua e della cultura dei Paesi ospitanti.
- Non vi potra’ essere alcun margine di trattativa o compromesso con ideologie che teorizzano la sottomissione della legge civile a precetti religiosi.
- Le istituzioni europee devono vigilare e contrastare ogni forma di estremismo che tenti di instaurare tribunalati ombra o leggi parallele sul territorio europeo.
L’Europa è a un bivio: difendere le proprie radici e il proprio Stato di Diritto o cedere al silenzio e all’omologazione. La Confederazione Democrazie Cristiane 2026 rimarrà in prima linea a difesa della libertà e dei valori fondamentali dei cittadini europei.
Ufficio Stampa Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Presidenza Vittorio Adelfi
segretario Politico Carmelo Antonio Comi
Nota: Per approfondire gli aspetti legati al dibattito sulla legge islamica e la cultura europea presentati da Mario Giordano, è disponibile la visione del video Mario Giordano – Vogliono la Sharia in Italia, utile per comprendere gli argomenti sollevati dal giornalista in merito alla questione dell’integrazione e dei rischi per lo Stato di Diritto.
Per comprendere quali possono essere i pericoli reali di una sottovalutazione del problema sicurezza legato al fondamentalismo eversivo di sedicenti islamisti ricordiamo che in Francia, in particolare sono stati evitate numerose stragi nelle discoteche, mentre alcune qui sotto citate non hanno avuto la stessa sorte.
Il teatro/club Bataclan a Parigi (13 novembre 2015): Non era una discoteca ma una nota sala da concerto. Durante la serata, tre terroristi dell’ISIS armati di kalashnikov e cinture esplosive sono irrotti sparando sulla folla e poi si sono fatti esplodere (o sono stati neutralizzati dalle forze speciali) causando 90 morti. Nella stessa notte, un altro attentatore suicida si è fatto esplodere al caffè Comptoir Voltaire.

La discoteca Reina a Istanbul (1° gennaio 2017): Un terrorista legato all’ISIS è irrotto nella famosa discoteca sulle rive del Bosforo durante i festeggiamenti del Capodanno, aprendo il fuoco sui clienti e uccidendo 39 persone. In quel caso l’attentatore non si è fatto esplodere ed è fuggito, per poi essere arrestato giorni dopo.

La discoteca Dolphinarium a Tel Aviv (1° giugno 2001): Un kamikaze appartenente ad Hamas/Jihad Islamica si è fatto esplodere all’ingresso della discoteca sulla spiaggia, affollata da giovanissimi in attesa di entrare, uccidendo 21 persone (quasi tutti adolescenti).
INGHILTERRA:
Attentato alla Manchester Arena (22 maggio 2017): È l’evento più rilevante avvenuto in un luogo d’intrattenimento. Al termine del concerto della cantante Ariana Grande, un attentatore suicida legato all’estremismo islamico (Salman Abedi) ha fatto esplodere un ordigno artigianale nell’atrio dell’arena. L’esplosione ha causato 22 vittime (tra cui molti giovani e adolescenti) e centinaia di feriti.
Attacco di London Bridge e Borough Market (3 giugno 2017): Un commando di tre terroristi affiliati all’ISIS ha travolto i pedoni su London Bridge con un furgone per poi scendere e assalire a colpi di coltello avventori e clienti nei pub e locali notturni della zona di Borough Market. I tre indossavano finte cinture esplosive prima di essere uccisi dalla polizia.

Progetto di attacco al Ministry of Sound (Londra, 2004): Operazioni di intelligence e procedimenti giudiziari (Operation Crevice) hanno sventato in tempo un piano di una cellula estremista che intendeva far esplodere bombe al nitrato d’ammonio all’interno della nota discoteca Ministry of Sound a Londra.
Germania
Attentato ad Ansbach (24 luglio 2016): Un richiedente asilo siriano, che aveva giurato fedeltà all’ISIS, si è fatto esplodere all’ingresso di un festival musicale all’aperto dopo che gli era stato rifiutato l’accesso senza biglietto. L’esplosione ha causato la morte del terrorista e il ferimento di 15 persone.
Discoteca La Belle di Berlino (5 aprile 1986): Anche se non di matrice fondamentalista islamica (fu attribuito ai servizi segreti libici dell’epoca), rimane un precedente storico di attentato dinamitardo in una discoteca frequentata da militari statunitensi, con 3 morti e oltre 200 feriti.
Austria
Attacco alla vita notturna di Vienna (2 novembre 2020): Un simpatizzante dell’ISIS armato di fucile d’assalto e con indosso una finta cintura esplosiva ha aperto il fuoco nei vicoli del centro storico (il cosiddetto Bermuda Triangle, zona nota per bar e locali) mentre le persone affollavano i dehor prima del lockdown imminente. Ha ucciso 4 persone e ferito oltre 20 cittadini prima di essere abbattuto dalla polizia.


Russia (Transcontinentale)
Crocus City Hall a Mosca (22 marzo 2024): Un commando armato di quattro uomini dell’ISIS-K (sezione afghana dell’IS) è irrotto in una grande sala da concerto durante un evento musicale, sparando sulla folla e appiccando un incendio con ordigni e taniche di benzina. L’attacco ha provocato oltre 140 morti e centinaia di feriti.
Attacchi sventati in extremis
In diverse occasioni i servizi di sicurezza europei sono intervenuti prima che i piani venissero eseguiti. Tra i più rilevanti:
Vienna (Agosto 2024): I concerti del tour di Taylor Swift sono stati cancellati dopo che le autorità austriache e l’intelligence statunitense hanno sventato un piano d’attacco suicida ideato da giovani affiliati all’ISIS, che pianificavano di farsi esplodere tra la folla all’esterno dello stadio.
Spagna (Barcellona, 2017): La cellula di Ripoll che colpì sulla Rambla pianificava originariamente attacchi su vasta scala con furgoni imbottiti di bombole di gas contro grandi luoghi di ritrovo e monumenti, tra cui discoteche e stadi.
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