SANGIOVANNI A MARE: RIVIVE LA TRADIZIONE NELLA ZONA ORIENTALE DI NAPOLI

San Giovanni a Teduccio: fede, mare e identità ritrovata
di Vittorio Adelfi

NAPOLI EST – Il mare restituisce San Giovanni. E con lui restituisce una parte di Napoli che troppo spesso resta ai margini del racconto.

La giornata dedicata alla storica ricorrenza di San Giovanni Battista, promossa dalle ACLI Beni Culturali, si è chiusa con un successo che va oltre la processione. Il momento più alto: il recupero del simulacro dal fondale davanti alla costa di San Giovanni a Teduccio. Operazione millimetrica dei subacquei del Centro Sant’Erasmo, in sinergia con le Forze dell’Ordine, seguita dalla benedizione delle acque e della statua. Un rito antico che quest’anno ha avuto il sapore della rinascita.

Perché qui non è solo devozione. È strategia culturale. L’evento mette insieme due fili: il recupero dell’identità storica locale e l’inclusione sociale delle nuove generazioni del quartiere. È questo il senso della collaborazione tra ACLI Beni Culturali e lo storico Centro Subacqueo Sant’Erasmo. Rimettere al centro Napoli Est, partendo dalla sua memoria.

Tra sacro e profano, il programma continua
Domani sera si torna in piazza con la rievocazione della Molibdomanzia: il rito del piombo fuso versato in acqua per “leggere” il futuro. Mestieri, amori, destini. Accanto, musica popolare che alterna canti sacri e profani. Un ponte tra credenze antiche e fede cristiana, tra la voce del popolo e la storia del quartiere.

Un modello che funziona quando istituzioni e comunità remano nella stessa direzione. Merito anche del patrocinio della VI Municipalità e del sostegno costante del Presidente Sandro Fucito e del Consiglio municipale.

Napoli Est non chiede elemosine. Chiede sguardi. E ieri, con San Giovanni, li ha ottenuti.

Foto di Enzo Morreale
Redazione

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