
Approfondimenti
di Massimo Capasso
SECONDIGLIANO, ESTORSIONE IN PANETTERIA: ARRESTATO 56ENNE
Il blitz del reparto Antiracket della Polizia. Ritrovati 700 euro, il “pizzo” chiesto al forno
NAPOLI – Ai limiti del buon senso e della decenza. Un’estorsione consumata ai danni di una panetteria, il luogo che per molti napoletani rappresenta l’ultima oasi di resistenza nella crisi economica.
Protagonista un 56enne arrestato in flagranza di reato ieri a Secondigliano dagli agenti del reparto Antiracket della Polizia di Stato. L’uomo è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il malvivente si è presentato nel panificio per riscuotere il “pizzo”. Al momento del controllo aveva con sé 700 euro in contanti, ritenuti il provento dell’estorsione. Per raggiungere il luogo del reato utilizzava un’auto di lusso dal valore di circa 30 mila euro, probabilmente a noleggio, secondo una prassi ormai diffusa ai margini della legalità.
Un gesto simbolico
Il fatto desta particolare allarme perché colpisce un’attività essenziale. Un panificio non è solo un esercizio commerciale: produce “vita”. Estorcere a chi vende il pane ha un valore che va oltre il dato penale. È il segno di una deriva ulteriore della criminalità organizzata, sempre più slegata dalla comunità e interessata unicamente all’arricchimento personale, senza più alcun legame con il territorio.
Una violenza che colpisce proprio chi non partecipa alla “sbornia” di eventi come l’America’s Cup e cerca di sopravvivere alla crisi.
L’operazione della Polizia
L’intervento rientra nel potenziamento dei servizi antiracket disposti dalla Questura di Napoli. In queste settimane di caldo e isolamento sociale, le fasce più deboli della popolazione sono più esposte e gli agenti operano h24 per garantire assistenza e presidio.
L’arresto è stato definito “brillante” dagli investigatori. Un segnale chiaro: lo Stato c’è, anche nelle periferie e a tutela delle piccole attività.
Avv. Massimo Capasso
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