
Approfondimenti CDC 2026
L’Ideologia non sia Legge: la CDC 2026 dice NO alla “Guida Gender” dei Pediatri e chiede trasparenza al Ministro Schillaci e all’ISS.
Diritto alla salute dei minori, principio di precauzione e rispetto della legalità: la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 contesta duramente il documento dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e si schiera a difesa della medicina basata sulle evidenze e della libertà educativa delle famiglie.
Roma, 7 Luglio 2026 – La salute dei nostri figli non può e non deve diventare il terreno di scontro di derive ideologiche mascherate da protocolli scientifici. La Confederazione Democrazie Cristiane 2026 (CDC 2026) NON CONDIVIDE E CONTESTA APERTAMENTE la cosiddetta “Guida Gender” (titolo ufficiale: “Raccomandazioni per la promozione della salute di bambini e adolescenti transgender e gender diverse”) promossa dall’Associazione Culturale Pediatri (ACP).
Insieme a Pro Vita e ad altre associazioni, la CDC 2026 lancia un forte grido d’allarme e chiede massima trasparenza e risposte pubbliche immediate al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), specialmente in merito al grave e incomprensibile patrocinio concesso dall’ISS al Congresso ACP di novembre, dove tale documento verrà presentato.
1. Il vizio di legittimità: una guida fuori dalle regole dello Stato
La prima, insormontabile criticità sollevata da giurisprudenza certa riguarda il mancato rispetto delle leggi dello Stato italiano in materia di sanità pubblica. La Legge n. 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) stabilisce un iter rigido, trasparente e vincolante per la validazione delle linee guida delle società scientifiche, che devono essere iscritte in un apposito registro e validate dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell’ISS per avere reale valenza clinica e legale.
Dalle verifiche effettuate, questa “Guida” non risulterebbe aver seguito l’iter di validazione previsto dalla legge italiana. Ci troviamo di fronte a un tentativo autonomo di accreditare una visione ideologica più che strettamente clinica, aggirando i filtri di controllo scientifico istituzionale. Presentare raccomandazioni su temi così delicati senza la certificazione formale degli organi competenti rappresenta una delittuosa forzatura che rischia di delegittimare l’impianto della giustizia democratica e sanitaria del nostro Paese.
2. Diritto alla salute e “Principio di Precauzione”
L’approccio proposto dall’ACP – che spinge verso la cosiddetta “affermazione di genere” anche nei minori attraverso l’uso di pronomi scelti, carriere alias nelle scuole, accesso a spazi separati in base all’identità percepita e potenziali invii a percorsi medici di transizione – viola il fondamentale Principio di Precauzione garantito dalla nostra giurisprudenza e dal diritto alla salute (Art. 32 della Costituzione).
Mentre a livello internazionale paesi come Regno Unito (con il celebre Cass Review), Svezia e Finlandia stanno drasticamente frenando sui percorsi di transizione sociale e medica nei minori a causa della totale assenza di evidenze scientifiche consolidate sui benefici a lungo termine, in Italia si tenta di introdurre dalla porta sul retro pratiche che possono segnare la vita di un bambino in modo irreversibile. Il diritto alla salute di un minore si tutela proteggendo il suo sviluppo biologico naturale, non assecondando transizioni premature prima della maggiore età.
3. La posizione della Confederazione Democrazie Cristiane 2026: valori e scienza
La CDC 2026, ispirandosi fermamente ai valori cristiani e personalisti, ribadisce che la propria posizione è completamente opposta alle tesi dell’ACP:
Identità Sessuale: Esiste un unico e insostituibile sesso biologico (maschio/femmina). Respingiamo fermamente ogni concetto di autodeterminazione di genere applicato ai minori d’età.
Tutela del Minore e Famiglia: La priorità assoluta spetta alla famiglia. Nessun medico, insegnante o associazione può scavalcare il ruolo protettivo dei genitori.
Scuola: Diciamo un NO categorico ai programmi scolastici di “educazione gender”. Sosteniamo, invece, un’educazione affettiva e sessuale sana, basata sui valori umani e sul pieno coinvolgimento delle famiglie.
Libertà e Obiezione di Coscienza: Deve essere difesa strenuamente la libertà educativa dei genitori e garantito il diritto all’obiezione di coscienza per medici e insegnanti che rifiutano di piegarsi a queste linee ideologiche.
4. L’appello formale al Ministro Schillaci e all’ISS
È un fatto di estrema gravità che l’Istituto Superiore di Sanità abbia concesso il proprio patrocinio a un evento che promuove linee guida non validate. Lo Stato e le sue massime istituzioni sanitarie hanno il dovere costituzionale di fornire linee guida basate su evidenze scientifiche consolidate e oggettive, non su agende politiche o ideologiche.
Per questo motivo, la Confederazione Democrazie Cristiane 2026 si affianca a Pro Vita in questa vitale campagna di civiltà. L’obiettivo è uno solo: il rispetto della legge e della scienza. No all’ideologizzazione della medicina.
Chiediamo formalmente al Ministro Orazio Schillaci e all’ISS di chiarire pubblicamente i motivi di questo patrocinio e di vigilare affinché la salute psicofisica dei bambini italiani non venga sacrificata sull’altare delle teorie di genere.
Ufficio Stampa – Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Email: conf.democrazie.cristiane2026@gmail.com
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Yasmine Vincitrice Premio Immagine al Premio Internazionale Eleonora Lavore – Roma 4 Luglio 2026








