PIACENZA: SEQUESTRATA CASERMA CARABINIERI- 10 indagati – 6 arresti – un solo innocente !!!

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NOTIZIA BOMBA – PIACENZA INDAGATI 10 CARABINIERI CHIUSA CASERMA

Cosa è successo
L’inchiesta della Procura di Piacenza, PM Grazia Pradella, ha portato a 10 carabinieri indagati: 6 arrestati di cui 5 in carcere e 1 ai domiciliari, 3 con obbligo di presentazione, 1 con obbligo di dimora. Sequestrata anche la caserma Stazione Piacenza Levante. 5324

I reati contestati
Traffico e spaccio di stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica.
Il nucleo: un graduato avrebbe usato la divisa per gestire lo spaccio con pusher di fiducia, garantendo protezione in cambio di denaro. Episodi di violenza documentati anche con intercettazioni: «hai presente le scene di Gomorra?».

Le parole della Procura
«Faccio a fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito».
«Siamo di fronte a reati impressionanti… ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma».
La Pradella ha precisato: solo 1 militare non risulta coinvolto.

Reazione dell’Arma
Il Comando Generale ha disposto “l’immediata sospensione dall’impiego” e la “valutazione amministrativa” per i consequenziali provvedimenti disciplinari di rito per questo tipo di reati gravissimi, che ledono l’onore della divisa. Il Comando Generale ha infatti, sottolineato le gravi azioni coatte dal nucleo in esame che gettano “discredito sull’impegno quotidiano dei tanti carabinieri” che la divisa la onorano sempre.

  • la notizia è stata in origine subito ripresa da
    ProgettoItaliaNews, http://iacchite.blog e oggi su
    https://weekenews.top. L’inchiesta risale al periodo Covid/lockdown. Nota: i risultati non indicano testate nazionali del 2026, ma fonti web.
    Questa è la stranezza !!!

2. RIFLESSIONE DELLA CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026
a firma Vittorio Adelfi

Quando l’uniforme tradisce: lo Stato deve essere il primo a chiedere perdono

La notizia di Piacenza è una ferita. Non solo per l’Arma dei Carabinieri, ma per l’idea stessa di Stato che noi, come Confederazione Democrazie Cristiane, difendiamo.

Leggiamo le parole del Procuratore Pradella: «Non c’è stato nulla in quella caserma di lecito». Una frase che pesa come una pietra. Spaccio, estorsione, tortura. Reati commessi da chi avrebbe dovuto tutelare, non depredare. Da chi indossava la divisa dello Stato per imitarne i peggiori nemici.

Tre verità da cui ripartire:

  1. La colpa è personale, il danno è collettivo.
    L’Arma ha fatto bene a sospendere subito i coinvolti e ad aprire la via ai provvedimenti disciplinari. Nessun corporativismo deve coprire il male. Ma è altrettanto vero che 7 carabinieri onesti non cancellano il discredito causato da 7 delinquenti in divisa. Lo Stato paga sempre il conto morale per intero.
  2. La tortura non è un “eccesso”. È la negazione della persona.
    La nostra tradizione democristiana nasce sul valore non negoziabile della dignità umana. Quando un tutore della legge diventa aguzzino, crolla il patto tra cittadino e Repubblica. I reati di tortura e arresto illegale non si derubricano a “fatti isolati”. Sono un allarme istituzionale.
  3. Più controlli, più formazione, più incentivi economici ai tutori dell’ordine pubblico e maggiore responsabilità dei vertici sono la cura
    I fatti più gravi sono avvenuti durante il lockdown. Epoca di poteri estesi e controlli ridotti. Da qui nasce un dovere: rafforzare le ispezioni interne, la tutela di chi denuncia, la selezione dei comandanti e pretendere trasparenza, non silenzi.

Noi non mettiamo in discussione *l’Arma.
la difendiamo dai suoi traditori.
Perché i Carabinieri sono i 110.000 uomini e donne che ogni giorno rischiano per noi. Ma proprio per rispetto verso di loro, chiediamo che su Piacenza si faccia piena luce, senza sconti.

Lo Stato non può permettersi di avere paura di sé stesso.
Chi tradisce l’uniforme, tradisce l’Italia.

Confederazione Democrazie Cristiane 2026
Vittorio Adelfi

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