
Da Redazione WeekNews- Editor Vittorio Adelfi.
CONFEDERAZIONE DEMOCRAZIE CRISTIANE 2026
LA RIFORMA ELETTORALE DELLA VERGOGNA: UN ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA COSTITUZIONE
Dottor Carmelo Antonio Comi
Segretario Nazionale
Confederazione Democrazie Cristiane 202
La proposta della nuova legge elettorale — ribattezzata con arroganza “Stabilicum” dalla maggioranza e “Melonellum” dalle opposizioni — rappresenta un grave e inammissibile vulnus alla democrazia rappresentativa e al nostro ordinamento costituzionale. Sotto la falsa e mistificante insegna della “governabilità”, il legislatore si appresta ad approvare una disciplina che sovverte i principi fondanti del nostro Stato di Diritto e calpesta la giurisprudenza della Corte Costituzionale.
Come Confederazione Democrazie Cristiane, abbiamo il dovere morale, politico e giuridico di denunciare con assoluta fermezza questo disegno eversivo della sovranità popolare.
I PUNTI DELLA VERGOGNA E LE VIOLAZIONI COSTITUZIONALI
Analizzando la proposta nei suoi punti cardine, emergono in modo incontrovertibile insanabili profili di incostituzionalità che violano la Carta fondamentale.
1. Il Premio di Maggioranza e la Distorsione della Sovranità Popolare
Cosa prevede la proposta: L’assegnazione di un premio automatico di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che raggiunge il 42% dei voti validi.
Violazione dell’Art. 48, secondo comma, Cost. (Uguaglianza del voto):
Il principio supremo secondo cui “il voto è personale ed eguale, libero e segreto” viene palesemente mutilato. Attribuire un premio di seggi così ingente a chi ottiene il 42% significa far pesare il voto di un cittadino della maggioranza molto più del voto di un cittadino dell’opposizione. Come già statuito dalla Consulta nella storica Sentenza n. 1/2014 (che bocciò il Porcellum), un premio di maggioranza che altera in modo sproporzionato il rapporto tra voti espressi e seggi assegnati distorce la volontà popolare e vulnera l’uguaglianza del voto.
Violazione dell’Art. 1, secondo comma, Cost. (Sovranità popolare):
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Un sistema che artificialmente “fabbrica” una maggioranza parlamentare fittizia non rappresenta il Paese, ma ne sterilizza la reale volontà politica.
2. L’Illusione del “Tetto Massimo” ai Seggi
Cosa prevede la proposta: Il vincolo che la maggioranza non possa superare il 55-56% dei seggi totali (220 deputati e 113 senatori).
Violazione del principio di ragionevolezza e proporzionalità (Art. 3 Cost.):
L’introduzione di un tetto massimo non sana affatto l’illegittimità del premio. La Corte Costituzionale (Sentenza n. 35/2017 sull’Italicum) ha ribadito che i meccanismi elettorali non possono sacrificare la rappresentatività in nome di una presunta stabilità di governo. Contingentare i seggi con cifre arbitrarie non garantisce la rappresentanza delle minoranze, ma cristallizza una sproporzione priva di qualsiasi giustificazione democratica.
3. I Capilista Bloccati: L’Inganno delle Preferenze
Cosa prevede la proposta: Il ritorno formale delle preferenze, ma con il mantenimento dei capilista bloccati scelti dai partiti.
Violazione dell’Art. 51 e dell’Art. 48 Cost. (Libertà di scelta degli elettori):
Siamo di fronte a un vero e proprio arrocco delle oligarchie di partito. Mantenere i capilista bloccati significa che la quota determinante degli eletti verrà calata dall’alto dalle segreterie politiche, svuotando di fatto di significato l’esercizio della preferenza individuale. L’elettore viene privato della piena libertà di scegliere direttamente i propri rappresentanti, contravvenendo al principio di effettività della rappresentanza democratica.
4. L’Indicazione del Premier sulla Scheda Elettorale
Cosa prevede la proposta: La possibilità di indicare il candidato Presidente del Consiglio sulla scheda elettorale.
Violazione dell’Art. 92, secondo comma, Cost. (Prerogative del Presidente della Repubblica):
La Costituzione dispone chiaramente che “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Introdurre l’indicazione diretta sulla scheda costituisce una strisciante e illegittima mutazione della forma di governo parlamentare verso un “premierato di fatto”, senza aver prima approvato una revisione costituzionale ex art. 138 Cost. Si tratta di una palese forzatura volta a condizionare ed esautorare la figura e il potere di libera consultazione e nomina del Capo dello Stato.
CONCLUSIONI E APPELLO AL PAESE
La proposta di legge elettorale “Stabilicum/Melonellum” non è una riforma, ma un esproprio di democrazia. Non si può barattare la rappresentatività delle istituzioni e la fedeltà al dettato costituzionale con l’esigenza di autoconservazione delle forze di governo.
Chiediamo con forza il ritiro immediato di questa proposta illegittima e facciamo appello a tutti i cittadini, alle forze politiche libere e alla società civile affinché si ergano a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza. Se questo testo dovesse diventare legge, la Confederazione Democrazie Cristiane promuoverà ogni azione legale e costituzionale nelle sedi opportune per smantellarne le norme illegittime.
La Costituzione non si tocca. La democrazia non si baratta.
Dottor Carmelo Antonio Comi
Segretario Nazionale
Confederazione Democrazie Cristiane 2026












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