
Approfondimenti CDC 2026
“INDECENZA”
Lettera aperta al Presidente Mattarella e alla politica: dalla sanità ai vitalizi, dalle missioni all’estero ai confini da difendere
CDC 2026
Caro Presidente Mattarella,
Lei alcuni anni fa definì “indecente” certa evasione fiscale come il commerciante che non fa lo scontrino e l’artigiano o il professionista che non rilascia la fattura. Nessuno può negarlo: l’evasione va combattuta e le regole vanno rispettate.
Ma se parliamo di “indecenza”, in un Paese civile dovremmo allargare lo sguardo. E chiederci dove finiscono davvero i soldi pubblici degli italiani.
Ecco un piccolo esempio condensati in tre punti :
1. SANITÀ, SCUOLA, TRASPORTI: LE PRIORITÀ DIMENTICATE
È indecente che nel 2026 un cittadino debba attendere 6 mesi per una TAC o per una visita specialistica.
È indecente che le scuole cadano a pezzi, che manchino insegnanti di sostegno e che i nostri ragazzi studino in aule fatiscenti.
È indecente che i treni arrivino in ritardo, che le strade siano piene di buche e che i ponti crollino per mancanza di manutenzione.
È indecente che i fiumi straripino ogni anno e che i terremotati vivano ancora nelle tende.
Sono i servizi essenziali. Quelli per cui paghiamo le tasse. Eppure sono sempre gli ultimi della lista.
2. PRIVILEGI, SPRECHI E DUE PESI E DUE MISURE
È indecente parlare di rigore ai cittadini e poi mantenere vitalizi, pensioni d’oro e privilegi costruiti negli anni dalla politica.
È indecente che per fare il bidello serva un test antidroga, mentre per candidarsi in Parlamento no.
È indecente che a un lavoratore vengano tolti 400 euro di reversibilità, mentre a certi livelli i benefici continuano per generazioni (vedi pensioni).
È indecente vedere anziani costretti a rovistare nei cassonetti nel XXI secolo.
E sono indecenti anche le buonuscite milionarie a manager pubblici che lasciano aziende in crisi, e l’impunità che copre scandali e inchieste insabbiate (vedi ostruzionismo commissione Covid da parte della sinistra).
3. LA QUESTIONE DELLE MISSIONI MILITARI E DELLA SICUREZZA
C’è poi un capitolo che pesa miliardi: le missioni militari all’estero.
Ogni anno l’Italia spende miliardi di euro dei contribuenti per aiuti all’Ucraina e mantenere truppe in teatri di guerra lontani migliaia di chilometri. Missioni che spesso non hanno un ritorno concreto per la sicurezza dei cittadini italiani.
Se l’Italia scegliesse la strada della neutralità, come la Svizzera, quei soldi potrebbero essere reinvestiti qui.
Potrebbero servire per:
- Assumere medici e infermieri e abbattere le liste d’attesa
- Mettere in sicurezza scuole e ospedali
- Rifare strade, ferrovie e infrastrutture
- Rafforzare i confini e la sicurezza interna per difendere i cittadini da minacce interne ed esterne
Un Paese che non riesce a garantire un’ambulanza in tempo o un treno sicuro, non può permettersi di fare “il poliziotto del mondo” con i soldi degli italiani.
4. LE EMERGENZE CHE UCCIDONO
È indecente la Terra dei Fuochi, l’Ilva di Taranto, il rogo della Thyssen.
È indecente contare i morti ogni volta che piove o che arriva un’ondata di caldo.
È indecente il lucro sulla pelle dei migranti e il business della disperazione.
CONCLUSIONE: CHI RUBA DAVVERO?
Allora mi chiedo, Presidente: chi fa più danno al Paese?
Il commerciante che non batte uno scontrino da 10 euro, o un sistema che spreca miliardi in privilegi, sprechi e missioni, mentre taglia sulla sanità, sulla scuola e sulla sicurezza?
L’Italia ha bisogno di scelte coraggiose. Meno propaganda, più concretezza.
Meno spese per l’estero, più investimenti per l’Italia.
Meno privilegi per pochi, più dignità per tutti.
Vittorio Adelfi
Presidente CDC 2026
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