A Marina di Pisciotta la festa di Maria Santissima di Portosalvo tra fede, memoria e il prezioso impegno dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Caprioli.

Da Redazione – WeekNews – Mauro Antinolfi
MARINA DI PISCIOTTA (SA) — 8 settembre 2026.
Ci sono luoghi nei quali il mare non è soltanto un orizzonte. È una presenza. Una voce antica che accompagna le giornate, un compagno silenzioso di lavoro e di attese, di partenze e ritorni. A Marina di Pisciotta, nel giorno della festa di Maria Santissima di Portosalvo, il mare sembra quasi raccogliere la preghiera della comunità e restituirla, lenta, alle rive.
L’8 settembre, qui, ha il profumo delle tradizioni che non hanno bisogno di essere raccontate perché appartengono alla memoria di tutti. È il giorno dedicato alla Madonna di Portosalvo, protettrice dei marinai e dei pescatori, e la sua festa rinnova ogni anno quel legame indissolubile tra la gente di mare e la propria protettrice.
La mattina si è aperta nel raccoglimento della piccola cappella di Marina di Pisciotta, risalente al 1777. Un edificio discreto, quasi nascosto nella trama del paese, ma capace di custodire secoli di devozione. Tra quelle mura, davanti all’immagine della Madonna, la solenne celebrazione eucaristica ha dato inizio al rito. Poi le porte si sono aperte e la preghiera ha preso la strada del mare.
Il corteo ha raggiunto il cippo dedicato ai Caduti. Lì il tempo sembra avere un’altra misura. I nomi, il silenzio, le uniformi e quella linea dell’orizzonte che pare non finire mai. La corona è stata benedetta e, poco dopo, accompagnata al largo. A bordo di un’imbarcazione, i militari della Capitaneria di Porto di Palinurohanno affidato la corona alle acque.
Un gesto semplice e solenne. La corona ha galleggiato per pochi istanti, prima di essere consegnata al mare. E in quel momento la cerimonia religiosa è diventata anche memoria civile: il ricordo di chi non è tornato, di chi ha conosciuto il mare nella sua bellezza e nella sua forza, di chi a quelle acque ha affidato il proprio destino.
In questa giornata di fede e memoria, una presenza ha assunto un significato particolarmente intenso: quella dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Caprioli di Pisciotta. La Sezione ha partecipato alla cerimonia con una rappresentanza particolarmente numerosa, portando con orgoglio il Gonfalone con i colori dell’Arma dei Carabinieri.
Quel Gonfalone, nel silenzio della processione, non era soltanto un simbolo. Era il segno visibile di una storia fatta di servizio, sacrificio e appartenenza. Camminava accanto alla comunità, come fanno i simboli quando riescono a parlare senza bisogno di parole. Gli uomini dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Caprioli hanno così accompagnato la celebrazione con quella composta presenza che appartiene alla tradizione dell’Arma: discreta, rispettosa, ma profondamente partecipe.
Perché l’Arma, anche attraverso i suoi uomini in congedo, non smette di essere comunità. Il servizio continua in forme diverse: nella presenza alle cerimonie, nella vicinanza alle istituzioni, nella partecipazione alla vita dei paesi, nella memoria trasmessa alle nuove generazioni. Ed è proprio questo il valore più autentico dell’associazionismo d’Arma: trasformare il ricordo del servizio prestato in una nuova forma di servizio alla comunità.
La giornata ha avuto anche un momento particolarmente significativo con la presenza del Carabiniere ausiliario in congedo Fariello, della Sezione “Salvo D’Acquisto” di Napoli, ospite della locale Associazione Nazionale Carabinieri.
Un incontro tra uomini accomunati dalla stessa uniforme, dalla stessa memoria e da quel sentimento di fratellanza che il tempo non cancella. Fariello ha condiviso i momenti della cerimonia e della vita associativa insieme ai Carabinieri in congedo di Caprioli di Pisciotta, in un ideale abbraccio tra sezioni diverse, ma unite da una medesima storia. Napoli e Pisciotta, il passato e il presente, il servizio e la memoria. Tutto, per qualche ora, si è ritrovato sulle rive del Cilento.
Intorno, intanto, continuava la vita della marina. Il sole di settembre illuminava le imbarcazioni, il vento muoveva appena l’acqua e la costa sembrava osservare in silenzio quella piccola flotta diretta verso il largo. La corona deposta in mare diventava sempre più piccola. Poi soltanto acqua. Ma certe immagini non scompaiono.
Rimangono negli occhi di chi le ha viste e diventano parte di quella memoria collettiva che ogni anno, l’8 settembre, torna a Marina di Pisciotta. È questo, forse, il senso più profondo della festa di Maria Santissima di Portosalvo: ricordare che dietro ogni tradizione esiste una storia e che dietro ogni storia ci sono uomini, famiglie, sacrifici, speranze. La Madonna guarda il mare. E il mare guarda la terra. In mezzo, una comunità. Una comunità che prega, ricorda e cammina insieme.
E tra quella gente, con il Gonfalone dell’Arma portato con fierezza, c’erano anche i Carabinieri in congedo dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Caprioli di Pisciotta.
La loro presenza ha dato alla giornata un significato ulteriore: quello di una memoria che non resta immobile, ma continua a vivere attraverso le persone.
Quando il corteo è tornato verso la marina, il mare aveva già ripreso il suo ritmo. Come sempre. Ma qualcosa era rimasto sulle sue acque. Una corona. Un ricordo. Una preghiera. E la certezza che, anche quando il tempo passa, la memoria di una comunità può continuare a navigare.
Caprioli di Pisciotta (SA), 08 Settembre 2026
Autore: Mauro Antinolfi

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