
Da Redazione WeekNews- -Angioletta Massimino
ROMA Lunefi 07/09/2026
La massimina del giorno
“Ho sempre pensato che le qualità che rendono una persona speciale non siano la supremazia intellettuale, la forza o la sicurezza. Penso piuttosto che le persone straordinarie siano coloro che riescono a vivere la vita con sensibilità d’animo, che sanno dedicarsi al prossimo e amare la vita per ciò che ogni giorno sa regalare”.
Rita Levi Montalcini
L’idea è chiara: ciò che distingue davvero qualcuno non è la potenza, né l’ego, né la brillantezza ostentata.
La vera unicità nasce da chi custodisce uno sguardo capace di cogliere il valore delle cose semplici, da chi si dona senza calcolo e trova senso nei gesti quotidiani.
È una forma di grandezza silenziosa: non fa rumore, ma cambia tutto.
A.M.
Buon inizio settimana a tutti voi! 🧡

Nota dí Redazione – WeekNews by Vittorio Adelfi
Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012) è stata una delle figure più illustri della scienza mondiale del Novecento, neurologa, accademica e Premio Nobel per la medicina nel 1986. La sua vita e la sua carriera rappresentano un simbolo straordinario di dedizione alla ricerca scientifica, emancipazione femminile e resistenza civile.
Dalla giovinezza agli anni della clandestinidad
Nata in una colta e benestante famiglia ebraica torinese, la sua vocazione per lo studio e la medicina si scontrò inizialmente con la rigida opposizione del padre, il quale riteneva che la carriera accademica potesse compromettere il ruolo di moglie e madre. Superate le resistenze familiari, si iscrisse alla facoltà di Medicina a Torino nel 1930, laureandosi con lode nel 1936 sotto la guida dell’istologo Giuseppe Levi.
Le leggi razziali del fascismo del 1938 interruppero bruscamente la sua carriera accademica e la costrinsero a lasciare l’università in quanto ebrea. Nonostante le persecuzioni e il clima di crescente pericolo, la scienziata non si arrese: allestì un modesto laboratorio nella sua camera da letto a Torino, e successivamente in una casa di campagna in Piemonte, dove continuò a compiere esperimenti sugli embrioni di pollo. Questo rifugio clandestino le permise di porre le basi per le sue future e rivoluzionarie scoperte.
La scoperta del NGF e il Nobel
Nel 1947, su invito del professor Viktor Hamburger, si trasferì negli Stati Uniti, inizialmente presso la Washington University di St. Louis. Fu proprio in questo periodo che compì la sua scoperta più celebre: l’individuazione del Fattore di Crescita Nervosa (NGF, Nerve Growth Factor), la proteina che regola la crescita e la differenziazione delle cellule nervose.
La scoperta dell’NGF fu fondamentale non solo per comprendere lo sviluppo del sistema nervoso dei vertebrati, ma aprì anche la strada a una serie di studi cruciali sulla comprensione di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e su vari processi tumorali. Per questa scoperta, nel 1986 fu insignita del Premio Nobel per la fisiologia o medicina, condiviso con il collaboratore Stanley Cohen.
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