
Da Redazione WeekNews- –
ROMA Domenica 06/09
*La firma che nasce dentro l’uomo*.
Io sono Gilberto Di Benedetto, in arte Hypnos, e la mia ricerca sulla paternità dell’opera nasce da una domanda semplice: come possiamo dimostrare, nel tempo, che un’opera appartiene realmente al suo autore? La mia intuizione, che faccio risalire al 1989, è stata quella di portare la firma oltre il nome, cercando nell’identità biologica dell’artista una possibile traccia irripetibile della sua presenza. Da questa ricerca è nata la DNA-artfirm, l’idea di associare a un’opera una traccia biologica dell’autore come elemento ulteriore di autenticazione. La WIPO ha documentato questa innovazione attribuendone l’ideazione a Gilberto Di Benedetto, Hypnos, mentre nel 2011 la stampa italiana presentò Michael’s Gate come il caso emblematico di questa nuova concezione della firma, attraverso un contenitore biologico collocato sul retro dell’opera. Non si tratta di sostenere che il DNA dipinga, scriva o crei: l’opera nasce sempre dall’intelligenza, dalla sensibilità e dal lavoro dell’uomo. Il genoma non sostituisce la creatività e non genera da solo un diritto d’autore; può però diventare una traccia identificativa dell’autore, un possibile sigillo biologico collegato all’opera. È una distinzione decisiva, soprattutto oggi che l’intelligenza artificiale è capace di produrre immagini, testi e musica in quantità mai viste. La questione del futuro non sarà soltanto chi ha prodotto un’opera, ma chi ne è realmente l’autore. Anche il diritto contemporaneo si muove in questa direzione: in Italia la legge sul diritto d’autore riconosce la protezione delle opere dell’ingegno umano, comprese quelle realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale quando costituiscono il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. La mia proposta guarda dunque oltre la semplice firma: immagina una paternità dell’opera capace di conservare, insieme all’oggetto artistico, una traccia dell’identità di chi lo ha creato. È questo il senso più profondo della DNA-artfirm: non trasformare il genoma in un’opera, ma trasformare l’identità dell’artista in una possibile memoria dell’opera. In un mondo nel quale le macchine possono imitare quasi tutto, la cosa più difficile da imitare resta l’identità irripetibile dell’uomo. E forse è proprio qui che nasce la firma del futuro: non soltanto quella che scriviamo sull’opera, ma quella che lasciamo dentro la sua storia.
Gilberto Di Benedetto – Hypnos

Nota dí Redazione – WeekNews by Vittorio Adelfi
Gilberto Di Benedetto è uno psicologo e psicoterapeuta iscritto all’Albo del Lazio, noto nel panorama culturale e artistico contemporaneo anche con lo pseudonimo di Hypnos.
La sua figura si muove tra professione clinica, arte visiva e impegno sociale:
1. Formazione e Professione
Nato a Roma nel 1960, è psicoterapeuta esperto in ipnosi clinica e ipnosi regressiva. Il suo background ipnotico ha profondamente influenzato anche la sua produzione artistica e concettuale. Esercita a Roma in via Novara 33. Il suo motto: “Appartengo al Tutto, ma non sono di Nessuno”.
2. L’attività artistica – Hypnos e l’Ipno-pittura
Sotto lo pseudonimo di Hypnos, opera come pittore e scultore definito “artista eversivo” per l’uso fantasioso di acrilici e tecnica mista.
Le sue opere sono spesso eseguite in stato di trance, al buio o in penombra – tecnica che lui stesso definisce Ipno-pittura – quadri astratti dentro i quali ognuno può identificarsi.
Temi centrali sono i vortici, le suggestioni percettive e ipnotiche, e le egregore. La sua opera più nota è Michael’s Gate (acrilico 100×150), dipinto in trance medianica, legato alla ricerca sul DNArt. È infatti noto per primati particolari come l’utilizzo di elementi biologici, tra cui la firma con il proprio DNA in alcune opere d’avanguardia come appunto Michael’s Gate.
Altro filone iconico è quello delle “Royal Suture” – ispirate al concetto giapponese del kintsugi: “Quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bella”. Celebre la Royal Suture donata a Eugenia di York in omaggio alla sua cicatrice esposta pubblicamente – “Ogni ferita va onorata e portata senza vergogna”.
3. Impegno sociale, culturale e spirituale
Nel corso degli anni ha esteso la sua ricerca a tematiche sociali, filosofiche ed economiche. È fondatore del movimento Sdebitalia, che ha come obiettivo restituire al popolo italiano la sovranità monetaria.
È legato alla vicenda della Madonna dei Debitori, famosa tela del 1600 ritrovata nel 2014 in una grotta di Bassano Romano e nascosta per salvarla dalle truppe napoleoniche. Di Benedetto ha partecipato al restauro e ha dato il nome all’opera, poi consacrata nella Chiesa Melchita di San Basilio a Roma. Ne è nata l’Associazione Madonna dei Debitori, che dà assistenza alle persone vessate dai debiti.
La sua proposta sociale è molto netta: annullamento dei debiti per cittadini insolventi e un’educazione alla spesa per interrompere il circolo del debito.
A mezzanotte va la ronda del Mister-O: tra magia, quadri e ricerca esoterica, Hypnos porta avanti una scuola di cultura iniziatica, psico-magia e scienze di confine.
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