

Da Redazione WeekNews – by Vittorio Adelfi -, diritti coperti da copyright-
Tra le ombre e le luci dell’Europa del Settecento, poche figure hanno affascinato e diviso l’opinione pubblica quanto quella del Conte Alessandro di Cagliostro. Mago per i creduloni, ciarlatano per gli scettici, alchimista e filantropo per i suoi seguaci: la sua vita sembra essa stessa una trama romanzesca.
. L’Origine nei Vicoli di Palermo
Tutto ha inizio nei vicoli popolari dell’Albergheria a Palermo, dove nel 1743 nasce Giuseppe Balsamo. Ragazzo ribelle e insofferente a ogni disciplina, viene mandato nel convento dei Fatebenefratelli a Caltagirone. Lì impegna poco tempo nello studio delle preghiere, ma assorbe come una spugna i segreti della botanica, della chimica e della preparazione dei farmaci.
Dopo essere fuggito dal convento e aver vissuto di piccoli raggiri e falsificazioni, il giovane Giuseppe capisce che la Sicilia gli sta stretta. Decide di lasciarsi alle spalle la vecchia identità per intraprendere un viaggio in Medio Oriente e nel Mediterraneo, dove apprende nozioni di alchimia, occultismo e medicina empirica.

L’Epilogo: L’Ombra dell’Inquisizione
Incalzato dai debiti e isolato dalle corti europee che ora lo guardano con sospetto, Cagliostro commette l’errore fatale: nel 1789 si trasferisce a Roma, il cuore dello Stato Pontificio. Tentando di fondare una loggia massonica nella capitale del Papa, viene tradito proprio dalla moglie Lorenza e arrestato dal Sant’Uffizio.
Il processo dell’Inquisizione è inesorabile. Condannato a morte per eresia e magia, la pena gli viene commutata da Papa Pio VI nel carcere a vita. Viene recluso nella Fortezza di San Leo, nell’Appennino romagnolo, in una cella priva di porte definita il Cellaio, dove viene calato dall’alto.
Lì, tra la follia e il delirio, il “Gran Cofto” si spegne il 26 agosto 1795, lasciando dietro di sé una leggenda sospesa tra inganno, carisma e mistero.
La Nascita del Misto Conte
Dalle ceneri del piccolo truffatore palermitano nasce una figura carismatica e teatrale: il Conte Alessandro di Cagliostro. Al suo fianco c’è la giovane e bellissima moglie, Lorenza Feliciani, che diventa sua complice e musa.
Cagliostro attraversa le corti d’Europa — da Londra a San Pietroburgo, da Varsavia a Strasburgo — presentandosi come un saggio immortale possessore dell’elisir di lunga vita e della pietra filosofale. Fonda la Massoneria di Rito Egizio, di cui si proclama Gran Cofto, attirando nobili, intellettuali e potenti affascinati dai suoi rituali mistici. A differenza di molti avventurieri dell’epoca, Cagliostro cura spesso i poveri gratuitamente, aumentando l’alone di santità e mistero che lo circonda.

Il Climax: L’Affare della Collana
Giunto a Parigi, Cagliostro tocca il vertice della sua fama, ma anche l’inizio della sua rovina. Nel 1785 viene travolto dal celebre “Affare della Collana”, uno scandaloso inganno ai danni della regina Maria Antonietta e del Cardinale di Rohan.
Sebbene Cagliostro fosse estraneo al raggiro, viene arrestato e rinchiuso nella temibile fortezza della Bastiglia. Durante il processo riesce a difendersi con grande abilità oratoria, ottenendo una clamorosa assoluzione tra l’entusiasmo della folla parigina. Tuttavia, il re Luigi XVI lo espelle dal regno di Francia: l’incantesimo si è rotto.
In cosa consisteva il Rito Egizio
Il sistema di Cagliostro si distingueva dalla Massoneria tradizionale per la sua forte componente alchemica, mistica e miracolistica. Si basava su due pilastri fondamentali:
Teurgia e le “Colombe”
Nei rituali si faceva ricorso alla divinazione e all’evocazione angelica tramite la idromanzia (lettura del futuro dentro una caraffa d’acqua trasparente). Gli intermediari tra il mondo terrestre e gli “angeli primitivi” erano giovani fanciulli o fanciulle vergini, chiamati rispettivamente Pupilli e Colombe.
I Simboli Principali del Rito
La simbologia del rito fondeva elementi massonici, alchemici, cristiani e cabalistici:

La Rigenerazione Fisica e Spirituale
Lo scopo supremo del rito era la “riconquista della purezza originale” perduta con la caduta dell’uomo. L’adepto doveva raggiungere l’immortalità spirituale e la giovinezza del corpo attraverso pratiche rigorose comprese in due celebri quarantene (periodi di 40 giorni di isolamento, digiuni, abluzioni e somministrazione di elisir alchemici).

Struttura dei Gradi e Massoneria Androgina
A differenza della massoneria dell’epoca (strettamente maschile), il Rito Egizio era aperto anche alle donne. Si articolava in tre gradi:
Apprendista (o Novizio)
Compagno (o Miste)
Maestro (o Epopta)
A capo delle logge maschili e femminili vi era la figura del Gran Cofto (titolo assunto dallo stesso Cagliostro) e della Gran Maestra (ruolo ricoperto dalla moglie Lorenza SIMBOLO
Significato Esoterico

ll SERPENTE TRAFITTO
DALlA FRECCIA
Figura presente nel sigillo di Cagliostro. Il serpente con una mela in bocca rappresenta la materia grezza e il peccato originale, trafitto dalla freccia che simboleggia l’azione dello spirito e della volontà divina che la purifica.

LA PIRAMIDE
Simbolo della meta finale dell’iniziato: la stabilità, l’elevazione verso il divino e la custodia dell’antica sapienza ermetica.

LA CAVERNA
Il luogo alchemico dell’oscurità e della morte simbolica, indispensabile per consentire la successiva rinascita dell’adepto.

IL PENTAGONO
Strumento rituale utilizzato per entrare in contatto visibile con i sette angeli creatori e comprendere i loro sigilli.

LA ROSA – LÀ CROCE E
L‘ I.N.R.I.
Sintesi alchemica in cui la Rosa rappresenta la vita e l’Oro la luce incorruttibile. L’acronimo INRI veniva letto come Igne Natura Renovatur Integra (“Con il fuoco la natura si rinnova interamente”).

Il NUMERO 8 (od Oroburo)
Rappresentava l’equilibrio cosmico, la continuità della vita e il ciclo dell’Infinito.





